Patuelli e Domenicali sui motori dell’economia

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Antonio Patuelli, a pochi giorni dalla conferma a presidente dell’Associazione Bancaria Italiana (Abi), e Stefano Domenicali, a.d. di Lamborghini, protagonisti dell’incontro alla Camera di commercio di Ravenna

di Giorgio Costa

A Ravenna imprese in calo per la prima volta dopo l’istituzione del registro Camerale. A fine 2018, le aziende in attività sono circa 38mila, 3.800 in meno circa rispetto a 10 anni fa; un dato frutto del fatto che le cessazioni (circa 2400) sono quasi  il doppio delle nuove aperture. “Ed è per questo che serve uno sforzo anche a livello politico e istituzionale per riaccendere i motori dell’economia regionale”: lo ha ribadito con forza il numero uno della Camera di commercio di Ravenna, Giorgio Guberti in occasione della conversazione sul tema “I motori dell’economia” con il presidente della Cassa di Ravenna e dell’Abi (dove è stato appena confermato per il quarto mandato consecutivo) Antonio Patuelli e il presidente e amministratore delegato di Lamborghini Stefano Domenicali. Entrambi i relatori ospiti di Guberti hanno insistito sulla necessità di agire rapidamente per rimettere in marcia l’economia italiana che ha tutte le carte in regole per riprendere a crescere e svilupparsi.

Patuelli e Domenicali

Patuelli: una scossa dalle infrastrutture

Il  punto di partenza è studiare – ha rimarcato Antonio Patuelliperché sulla base dell’apologia dell’ignoranza non si costruisce nulla”. L’importante, ha aggiunto Patuelli, “è abbandonare lo spirito di rassegnazione che attanaglia il Paese e dargli una scossa anche dal punto di vista infrastrutturale. Per l’area ravennate, infatti le ultime due vere grandi opere sono state pensate a inizio anni ’70 per la lungimirante intuizione di Benigno Zaccagnini e si tratta della diramazione dell’A14 e della E45. Poi non si è pensato più a nulla di importante”. 

Antonio Patuelli, quarto mandato alla presidenza dell’ABI

Domenicali: importanza della formazione

Sul ruolo positivo che possono avere la pubblica amministrazione e il sistema formativo si è soffermato Stefano Domenicali che ha ricordato la tempistica del nuovo stabilimento nell’area Bolognese. “Firmato l’accordo con la Regione Emilia-Romagna a primavera 2015 ora lo stabilimento è stato raddoppiato e la formazione dei nostri futuri ingegneri è in corso a dimostrazione che la logica della collaborazione tra pubblico e privato può funzionare benissimo”.  E Lamborghini (gruppo Audi) nell’esercizio 2018 ha segnato un nuovo record assoluto rispetto a tutti i principali indicatori finanziari: vendite (5mila le vetture consegnate), fatturato e redditività hanno raggiunto livelli che non hanno precedenti nei 55 anni di storia del marchio. Dopo aver superato per la prima volta nel 2017 la soglia del miliardo di euro, nel 2018 il fatturato è cresciuto del 40%, passando da 1.009 milioni a 1.415 milioni. Le consegne ai clienti sono aumentate del 51%, per un totale di 5.750 unità, con vendite record in tutti i principali mercati. Il tutto ovviamente a benefizio dell’occupazione che conta 1.750 dipendenti totali: +10% rispetto al 2017 e +70% rispetto ad appena cinque anni fa.

Stefano Domenicali

Ritornando al sistema finanziario, Patuelli ha sottolineato il paradosso di un eccesso di liquidità che da una parte indica che l’economia in qualche modo gira, ma dall’altra che vi è incertezza sul futuro e si preferisce stare alla finestra sia per quel che riguarda l’economia reale sul fronte del mattone. “Oggi – ha concluso Patuelli – l’asse vero dell’Europa corre lungo il fiume Reno e serve un sistema infrastrutturale che ci connetta. Bloccare la Tav, da questo punto di vista, è un atto irresponsabile”.

Il pubblico della sala “Cavalcoli” della Camera di commercio di Ravenna

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