G-Factor, nuova scintilla per Fondazione Golinelli

taglio nastro g factor


Inaugurato l’incubatore-acceleratore G-Factor nella città della conoscenza, dell’innovazione e della cultura che affida spazi al Competence Center BI-REX
di Industria 4.0

Con i suoi 5.000 metri quadrati, dedicati a realtà imprenditoriali emergenti, G-Factor il nuovo incubatore-acceleratore rivolto a realtà imprenditoriali emergenti completa l’ecosistema aperto di Fondazione Golinelli insieme all’Opificio, nato nel 2015 e al Centro Arti e Scienze, partito nel 2017.

G Factor, esterni

Si integra la struttura già esistente e la città della conoscenza, dell’innovazione e della cultura che arriva così a coprire un’area di 14.000 metri quadri complessivi.

In Fondazione Golinelli  sono integrate attività di educazione, formazione, ricerca, trasferimento tecnologico, incubazione, accelerazione, venture capital, divulgazione e promozione delle scienze e delle arti.

Si concretizza così uno dei progetti del piano di sviluppo pluriennale Opus 2065, ideato per supportare le giovani generazioni nel loro percorso di crescita.

Marino Golinelli
Marino Golinelli (ph foto Giovanni Bortolani)

Nata trent’anni fa per volontà dell’imprenditore e filantropo Marino Golinelli, la Fondazione aveva trovato la sua casa nel 2015 nell’Opificio Golinelli progettato dallo studio di architettura diverserighestudio: uno spazio industriale riqualificato di 9.000mq, che ospita laboratori, aule didattiche, uffici, spazi per workshop e attività varie.

Due anni dopo, nel 2017, è nato, come sede espositiva, il Centro Arti e Scienze Golinelli, su progetto di Mario Cucinella Architects: uno spazio di “immaginazione e sperimentazione” di circa 700mq.

Con l’inaugurazione di G-Factor – firmato ancora da diverserighestudio – Fondazione Golinelli concretizza, con millimetrica precisione, un altro dei progetti di futuro di Opus 2065, piano di sviluppo pluriennale che segna il cammino della Fondazione e che è stato ideato per supportare le giovani e giovanissime generazioni nel loro percorso di crescita.

G Factor, interni

Dal 2015 Fondazione Golinelli ha accolto nei suoi spazi oltre 300.000 persone ed eroga ogni anno mezzo milione di ore di formazione (suddivise tra differenti tipologie di utenza: studenti, insegnanti, aspiranti imprenditori…): una filiera della conoscenza che si propone per il futuro alla comunità internazionale come uno dei più importanti centri di riferimento per l’innovazione a livello europeo.

È in questo contesto fertile che prende forma G-Factor, con tutte le relazioni, le reti, le collaborazioni e le contaminazioni virtuose che saranno attivate, sul modello di quelle che la Fondazione ha già in essere da tempo con centri di ricerca, università, imprese e operatori finanziari.

Il completamento di questo nuovo padiglione non rappresenta quindi solo una crescita dal punto di vista architettonico, ma un vero e proprio inizio, una nuova fase di vita per Fondazione Golinelli.

Andrea Zanotti, presidente di Fondazione Golinelli dal 2016, dichiara: “È l’uscita definitiva, per la Fondazione, dalla stagione nella quale ha svolto un ruolo sussidiario e di sostegno all’azione pubblica nel campo della formazione e della ricerca, per assumere direttamente la responsabilità di indicare – sia in una prospettiva locale che nazionale – una via di futuro”. E aggiunge “In G-Factor si rispecchia una progettualità che vuole mettere insieme e ibridare il momento della formazione, quello dell’alta ricerca, quello relativo ai rapporti tra arte e scienza e ora, infine, il punto di passaggio dove formazione e ricerca diventano impresa

Antonio Danieli, Marino Golinelli, Andrea Zanotti (ph foto Giovanni Bortolani)

Con G-Factor, Fondazione Golinelli si pone l’obiettivo di avere ritorni finanziari dagli investimenti per sostenere la propria attività filantropica, e intende al contempo creare un connubio inedito tra l’attività profit e il perseguimento del proprio scopo statutario, che rimane ovviamente quello di aiutare le nuove generazioni, promuovendone la crescita, la cultura e la formazione, fino al sostegno delle loro idee imprenditoriali.

Nel nuovo padiglione trovano già posto due realtà fondamentali nella scacchiera disegnata dalla governance della Fondazione: l’incubatore-acceleratore G-Factor e il Competence Center BI-REX di Industria 4.0, (Big Data Innovation & Research EXcellence) istituito a dicembre 2018, il primo a partire tra gli otto Centri di Competenza selezionati dal Ministero per lo Sviluppo Economico.

G-Factor accoglierà nelle prossime settimane le start-up selezionate da un team di scienziati ed esperti di impresa, innovazione, trasferimento tecnologico e finanza tra i 124 progetti che hanno partecipato (tra linea junior e linea senior) alla Call for Ideas & Start-up First Edition 2018 Life Science Innovation, il primo bando di G-Factor, per progetti di innovazione e nuove imprese del settore delle scienze della vita. G-Factor rappresenta una risposta concreta della Fondazione rispetto alla necessità dell’Italia di favorire l’integrazione tra ricerca, industria e mercato, mettendo al centro i giovani, le loro idee di impresa e la ricerca scientifica e tecnologica, nell’ottica di una formazione che unisca il sapere al saper fare.

Se l’Italia è uno dei primi paesi europei per brevetti, gli investimenti in startup ancora devono decollare.

Fondazione Golinelli rivendica con G-Factor la proposta di un modello inedito rispetto a quelli importati dal mondo anglosassone, pensato per la realtà italiana ed europea: per questo primo bando, nell’ambito di un programma pluriennale, che ha ricevuto candidature anche dall’estero (Francia, Spagna, UK, Danimarca, Germania, USA) è stato stanziato 1 milione di Euro.

Il logo della Fondazione Golinelli

Su questa prima call dedicata alle scienze della vita la Fondazione ha investito un milione di euro. “Queste risorse non sono ‘grant’ a fondo perduto o strumenti finanziari o di debito– spiega Antonio Danieli, direttore generale di Fondazione Golinelli e ad di G-Factor- ma sono destinate ad essere convertite in percentuali di equity, così che G-Factor diviene socio di minoranza delle start-up stesse, coadiuvandole nella ricerca di nuovi finanziatori e nello sviluppo successivo del proprio business”. Sottolinea Danieli che “Le risorse messe a disposizione per ogni start-up sono superiori alla media degli incubatori nel segmento di riferimento e alle risorse finanziarie è affiancata la formazione imprenditoriale dei team con il percorso di nove mesi, in parte personalizzato, denominato G-Force che si basa sull’esperienza trentennale della Fondazione nel settore”.

Delle prime nove start up ospitate da G-Factor, sei sono spin off universitari. Si tratta di Biocompatibility Innovation (Padova, Team indipendente), BionIT Lab (Lecce, Team indipendente), ComplexData (spin off dell’Università di Milano), Diamante (Università degli Studi di Verona), enGenome (spin off dell’Università di Pavia), Genoa Instruments (Spin off dell’Istituto italiano di Tecnologia di Genova), HIPatch (Università degli Studi di Pavia), Holey (Roma, Team indipendente), Relief (Spin off della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa).

Oggi gli analisti internazionali riconoscono Bologna come un polo di interesse sul fronte dell’innovazione con una grande capacità di attrarre talenti. La città sta seminando e nei prossimi anni raccoglieremo i frutti di questa semina. E saranno abbondanti”, assicura il rettore dell’Alma Mater, Francesco Ubertini.

G Factor, futuro

La nostra città in passato ha avuto molte torri. Noi non costruiamo torri isolate, presuntuose, ma porti di innovazione. Possiamo essere all’altezza del nostro passato se non smarriamo la capacità di fare le cose assieme. Bologna resterà in Europa, anche in questo tempo confuso – promette il sindaco Virginio Merola che conferma l’accordo tra la Fondazione Golinelli e il quartiere Reno-Borgo Panigale per lo stanziamento di 500.000 euro per progetti di formazione degli adolescenti del quartiere e di Bologna.

Competence Center BI-REX (Big Data Innovation & Research EXcellence) istituito a dicembre 2018, il primo a partire tra gli otto Centri di Competenza selezionati dal Ministero per lo Sviluppo Economico. Raggruppa in un partenariato pubblico-privato 57 attori tra università, centri di ricerca e imprese e garantirà alle imprese di tutta Italia formazione, consulenza e orientamento nell’adozione di tecnologie avanzate in ambito Industria 4.0. L’intento è quello di far interagire queste realtà, approfittando della contiguità offerta dagli spazi così da far nascere e alimentare quel terreno fertile e comune tra formazione e applicazione sul quale si spera possano prosperare quegli elementi di innovazione in grado di ridare slancio al sistema-paese.

Per la Fondazione Golinelli– affermano con orgoglio da via Paolo Nanni Costa – è la scintilla di un nuovo inizio, come quella che scoccò tra primo e secondo millennio a Bologna – tradizionalmente catalizzatore per la conoscenza e per la sperimentazione – generando quella Universitas che ha contribuito in maniera decisiva a indicare al mondo il cammino verso una civiltà nuova.