Brasimone la ricerca trova casa sull’Appennino

Brasimone

Un accordo tra la Regione Emilia-Romagna, ENEA e la Regione Toscana porta sul lago del Brasimone la ricerca in una grande infrastruttura sull’Appennino,  vicino al confine tra le due regioni. Accade con il rilancio del Centro di Ricerche ENEA per realizzare un grande polo di ricerca scientifica e tecnologica, leva per lo sviluppo economico locale

di Silvano Bertini e Mariano Tarantino

Un accordo tra la Regione Emilia-Romagna, ENEA e la Regione Toscana ha avviato il rilancio del Centro di Ricerche ENEA situato sul lago del Brasimone, vicino al confine tra le due regioni, anche se interamente in territorio emiliano-romagnolo. L’accordo, fortemente sostenuto anche dalle comunità locali, punta a realizzare un grande polo di ricerca scientifica e tecnologica che, oltre al valore intrinseco e al contributo alla competitività tecnologica del nostro Paese, potrà rappresentare una grande leva per lo sviluppo economico locale in un’area periferica, altrimenti esposta al declino demografico.

bonaccini e testa

La firma dell’accordo con il presidente Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini e Federico Testa, presidente ENEA

Centro Brasimone la ricerca è qui

Il Centro ha avuto una vita travagliata dovuta soprattutto alla sua missione originaria, che era quella di costituire una centrale nucleare sperimentale. Il programma che ne era alla base fu bloccato per le diverse scelte energetiche italiane dopo Chernobyl. Ma il robusto investimento è rimasto e può rappresentare la base per una grande infrastruttura di ricerca nel campo della fisica, della medicina nucleare e per le nuove tecnologie. Si parla di uno spazio di circa 400 ettari già urbanizzati e con un preciso quadro autorizzatorio, con ampi locali disponibili per uffici e laboratori sperimentali, con tutte le facilities per una struttura di ricerca e i servizi per i ricercatori già a regime. Il contesto logistico è fortemente migliorato con il completamento della variante di valico; ormai in circa un’ora si raggiunge l’aeroporto di Bologna e in meno di mezz’ora si è già sull’Autostrada del Sole a metà strada tra Bologna e Firenze.

Per quanto riguarda la rete a banda ultra-larga e per la trasmissione di grandi masse di dati non vi sono problemi legati alla localizzazione.

Soprattutto, però, sono rimaste le competenze e si sono sviluppate le attività di ricerca. Rispetto a un numero originariamente molto più consistente, nel 2019, come negli ultimi anni, lavorano nel Centro circa 80 fra ricercatori e tecnici. Il ridimensionamento delle attività di ricerca rivolte all’energia nucleare ha generato la diversificazione verso altri ambiti di applicazioni sempre incentrati sulle tecnologie innovative per sistemi energetici ad elevata sostenibilità ed efficienza.

Gruppo in visita al Centro ricerche Brasimone

Le attività

Con queste nuove finalità vengono ora condotte attività di progettazione, sviluppo tecnologico per sistemi energetici avanzati e attività sperimentali per lo sviluppo ingegneristico verso gli obiettivi del “nucleare del futuro”.

Il Centro, infatti, si caratterizza per la sua particolare predisposizione culturale e strumentale per le tecnologie innovative con particolare riguardo alle applicazioni, sia energetiche che non energetiche, delle tecnologie dei materiali e delle radiazioni ionizzanti.

Il focus delle attività e delle competenze è incentrato su attività sperimentali per lo sviluppo ingegneristico e tecnologico che si inseriscono nei programmi europei ed internazionali. Queste competenze, e gli importanti impianti sperimentali realizzati, si sono sinora inseriti e confrontati con posizioni di leadership in ambiti internazionali di ricerca oltreché con il settore industriale nazionale ed internazionale.

In particolare, le attività svolte presso il Centro sono perseguite anche attraverso la gestione e l’esercizio di diverse apparecchiature sperimentali a metallo liquido di grande rilevanza internazionale, insieme ad altre di più modeste dimensioni, oltreché grazie al funzionamento dei laboratori di prove meccaniche, di misure, di manutenzione remotizzata, di chimica dei metalli liquidi e di radiometria ambientale.

Brasimone centro con respiro europeo

Negli ultimi anni, in particolare, il Centro ha rafforzato la propria presenza in progetti europei e internazionali, sviluppando attività e ottenendo commesse da Paesi tecnologicamente importanti come Cina, Russia, Giappone, Canada e Stati Uniti. Così, dopo alcuni decenni, si è convenuto di avviare un’iniziativa per la valorizzazione e l’accrescimento del ruolo di questa infrastruttura nel territorio locale. A seguito dell’ “Accordo per la valorizzazione del Centro ENEA Brasimone”, la Regione ha promosso l’avvio di nuovi investimenti da parte dell’ENEA per aprire nuove infrastrutture permanenti di ricerca ed applicazioni industriali. In particolare per: la sperimentazione e produzione di radiofarmaci (SORGENTINA-RF); la ricerca nell’ambito della medicina nucleare (LINC-ER); lo sviluppo di droni per controlli di sicurezza su infrastrutture di rilevanza nazionale in condizioni estreme (EXADRONE).

Si tratta di ambiti avanzati la cui potenzialità e rilevanza è particolarmente elevata e innovativa. Un investimento di circa 5 milioni di Euro di cui 4 da parte della Regione Emilia-Romagna.

Inoltre, il Centro, grazie alle proprie competenze e strutture laboratoriali, sarà coinvolto nel grande progetto DTT (collegato alla grande infrastruttura di ricerca europea ITER per lo sviluppo della fusione nucleare, una energia pulita e sicura, non basata sulla fissione) che sarà insediato al Centro ENEA di Frascati.

Lo sviluppo e il consolidamento di strutture laboratoriali sarà la base per una costante crescita delle attività di ricerca ENEA nel Centro, ma anche per l’attrazione di gruppi di ricerca universitari e scientifici, fino alla previsione di insediamento di loro unità di ricerca e sperimentazione nel Centro stesso.

L’assessore regionale alle attività produttive, Palma Costi al centro ricerche Brasimone

Sede per start up e aziende private tecnologicamente avanzate

Il Centro sarà inoltre aperto ad ospitare e insediare attività di ricerca e sperimentazione da parte di aziende private tecnologicamente avanzate. Tutto questo potrà essere foriero di nuovi investimenti volti a potenziare le attività; la prima tra queste potrà essere una Accademia per il conseguimento del brevetto ENAC per pilotare droni.

Da ultimo, ma non meno importante, vi sarà la possibilità di ospitare start up collegate ai laboratori di ricerca del Centro.

Nei prossimi 3-5 anni si prevede già un incremento del numero di ricercatori attivi nel Centro, che dovrà assumere una forte attrattività scientifica e tecnologica internazionale.

Una costante collaborazione tra ENEA e la Regione Emilia-Romagna sarà importante per la promozione anche internazionale delle accresciute potenzialità del Centro, la conoscenza delle condizioni e delle opportunità di collaborazione e di insediamento e la messa in campo di iniziative regionali mirate allo sviluppo del Centro. L’obiettivo è che il Brasimone possa costituire un caso esemplare di recupero e valorizzazione di un grande patrimonio pubblico e di come un’importante infrastruttura di ricerca aperta al territorio e operante a livello internazionale su temi innovativi e strategici possa essere trainante per lo sviluppo locale in un’area periferica come quella appenninica.

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