Recessione già in corso prima del Covid-19

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Il volume della produzione era sceso dell’1,5 per cento nel quarto trimestre 2019 segnale di una recessione già avviata. Solo l’industria alimentare viveva ancora una fase di crescita. L’attività in arretramento in tutti gli altri settori con calo particolarmente sensibile per le industrie della moda e metallurgia

L’impatto dell’emergenza da Covid-19 sarà fortissimo, probabilmente superiore a quello che l’Italia subì nel 2008, durante il peggiore anno della grande crisi finanziaria. Una stasi dell’economia che porterà a una contrazione rilevante del PIL di diversi punti e a scenari inediti e assolutamente indecifrabili per il futuro. Una situazione che si innesta su una fase di recessione che era già in atto come rileva l’indagine congiunturale sull’industria realizzata dalle Camere di commercio e da Unioncamere Emilia-Romagna e relativa al quarto trimestre 2019.

La produzione dell’industria in senso stretto dell’Emilia-Romagna, nel periodo considerato, scende dell’1,5 per cento rispetto all’analogo periodo del 2018, confermando la tendenza negativa del trimestre precedente (-1,7 per cento). Il fatturato a valori correnti è si è ridotto dell’1,2 per cento, anche se il fatturato estero è rimasto sostanzialmente invariato. La prospettiva non appare incoraggiante in quanto l’acquisizione degli ordini ha subito una flessione dell’1,3 per cento, come anche la sola componente estera.

Recessione già in corso: i settori

La crescita procede ancora solo per l’industria alimentare, ma la tendenza della produzione è però decisamente contenuta (+0,7 per cento). Al contrario, il sistema moda vive la peggiore condizione congiunturale tra i settori considerati e subisce un ampio crollo della produzione (-5,0 per cento). Si amplia l’arretramento dell’industria del legno e del mobile (-2,0 per cento) e dell’industria metallurgica e delle lavorazioni metalliche (-2,8 per cento), mentre l’evoluzione congiunturale del gruppo eterogeneo delle “altre industrie” è divenuta negativa nel corso del trimestre (-0,4 per cento). Invece, la produzione delle industrie meccaniche, elettriche e mezzi di trasporto ha frenato la discesa (-1,3 per cento).

L’attività ha mostrato una chiara correlazione positiva con la dimensione d’impresa. La produzione è scesa del 3,4 per cento per le imprese minori, la flessione è risultata più contenuta per le piccole imprese (-1,2 per cento) e per le imprese medio-grandi (-1,1 per cento).

L’anno 2019

L’avvio prima e l’acuirsi poi di una fase di recessione ha caratterizzato l’evoluzione congiunturale del 2019, che si è chiuso con un calo della produzione dell’1,2 per cento.

Le esportazioni regionali (ISTAT)

Nel 2019 le esportazioni manifatturiere dell’Emilia-Romagna sono salite a oltre 64.585 milioni di euro, corrispondenti al 13,9 per cento dell’export nazionale, con un aumento del 3,9 per cento. La tendenza positiva però rallenta rispetto all’incremento del 6,0 per cento del 2018.

L’occupazione

Secondo l’indagine Istat, nella media del 2019 l’occupazione ha superato quota 553 mila, con un aumento del 3,9 per cento, pari a quasi 21 mila unità, rispetto al 2018.

Il registro delle imprese

Le imprese attive, l’effettiva base imprenditoriale del settore, a fine 2019 risultavano 44.210 (pari all’11,1 per cento delle imprese attive della regione), con una diminuzione corrispondente a 608 imprese (-1,4 per cento) rispetto all’anno precedente. La velocità della riduzione è aumentata rispetto al -0,7 per cento del 2018.

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