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Bankitalia: Emilia-Romagna tornata ai livelli pre-crisi

Investimenti e export migliorano occupazione e bilanci aziendali

Con un Pil nel 2017 pari al +1,7% contro il +1,5% italiano, l’Emilia-Romagna torna ai livelli pre-crisi, certifica Bankitalia nel suo report regionale 2018. E ne risentono in particolare l’occupazione, i bilanci aziendali, il credito. Anche i consumi sono tornati a crescere, più del reddito, e la ricchezza netta si è stabilizzata ed è distribuita meglio che in Italia. Ora bisogna far di tutto per consolidare e rilanciare il trend al riparo dai fattori di rischio (il quadro geopolitico internazionale, i movimenti monetari o finanziari, le dinamiche del commercio estero) ma, appunto, la crisi viene considerata archiviata da tempo. Stando al nuovo rapporto, il 2017 per l’Emilia-Romagna è stato l’anno migliore degli ultimi 10 e la tendenza prosegue nel 2018: “Siamo molto vicini al livello del pil regionale pre-crisi e forse lo abbiamo anche già superato. Questo grazie a due fattori che si sono dati una mano a vicenda: il primo è la crescita robusta degli investimenti, il secondo è la ripresa delle esportazioni” che fanno meglio del previsto, segnala Fabrizio Trimarchi, direttore della sede di Bologna della Banca d’Italia. Sugli investimenti, nell’indagine Bankitalia tra le imprese manifatturiere (la cui produzione industriale complessiva segna +3,2%) si è registrato un aumento vicino al 10% (+9,7%) ossia più del doppio della media nazionale. Anche le esportazioni hanno ripreso vigore e segnano quasi un +7% (+6,7%): “In particolare, da qualche anno stiamo recuperando quote nel mercato mondiale e nel 2017 siamo arrivati allo 0,42%. Che può sembrare poco, ma si tratta ad esempio dello stesso export di Finlandia, Portogallo o dei tre Paesi baltici insieme”, osserva Trimarchi.

Ricostruendo le posizioni nel podio dell’export tra le regioni italiane, su tutto il 2017 l’Emilia-Romagna risulta terza dopo Lombardia e Veneto per dimensione delle esportazioni e seconda per contributo al dato nazionale. E nel primo trimestre del 2018, nonostante i timori di segno contrario in realtà, l’Emilia-Romagna arriva seconda, dopo la Lombardia e prima del Veneto, segnando un +4,6% di esportazioni contro il +3,3% italiano. Gli effetti della ripresa emiliano-romagnola si riscontrano nel mercato del lavoro, dove la disoccupazione si riduce al 6,5% ma rimane ancora alta tra i giovani, oltre il 12%, seppur inferiore al resto del Paese. L’occupazione è aumentata dello 0,3%, complessivamente: non molto quindi, ma l’anno prima era già cresciuta del 2,5%. Come spiega nella sede di Bankitalia, Chiara Bentivogli della divisione Area ricerca economica territoriale, emergono in questo ambito aspetti nuovi: “Aumentano i lavoratori dipendenti, quindi le imprese si stanno irrobustendo, e ancora più sono aumentati gli occupati diplomati e laureati. Accanto ai dati degli investimenti in capitale fisso, ora abbiamo investimenti in capitale umano e questa è una bella novità”. Ma il mercato del lavoro non è l’unico comparto che beneficia dei dati economici positivi. Migliora anche lo stato di salute delle imprese: nell’industria, la redditività è ritornata ai livelli pre-crisi e il peso del debito nei bilanci aziendali si è abbassato. Nella manifattura, il rapporto tra debiti e capitale è sceso nel 2017 attorno al 35%, dato storicamente molto basso.

Un altro effetto positivo “e atteso” della ripresa regionale, evidenzia Trimarchi, è che “la marea di prestiti deteriorati che aveva raggiunto un picco nel 2016 superiore al 20%, in rapporto al totale dei prestiti, finalmente ha cominciato ad abbassarsi: nel 2017 siamo scesi al 17,5% e soprattutto questa tendenza continua nel 2018”. Tendenze analoghe nell’accesso al credito, anche se gli anni di crisi lasciano in eredità un sistema più selettivo. Il credito alle imprese attrezzate è abbondante e a tassi eccezionalmente bassi, quello alle piccole imprese non decolla. “La selezione continua ma il 2017 è stato l’anno migliore anche dal punto di vista dell’accesso al credito, sia come quantità sia come tassi d’interesse. I prestiti nel complesso non sono aumentati molto, in realtà, ma nell’industria manifatturiera di più, ad esempio, perchè ne aveva bisogno”, spiega il direttore della Banca d’Italia di Bologna. Scrutando i settori, bene la meccanica e le grandi imprese con fatturato e investimenti in crescita sia nel 2017 sia nel 2018.

Le costruzioni invece appaiono “appena uscite dalla crisi”, quindi ancora deboli, mentre l’immobiliare migliora anche se i prezzi del residenziale sono piatti (e non aiutano le costruzioni). Il turismo cresce sempre, con una spesa degli stranieri in Emilia-Romagna che pesa 1,8 miliardi di euro, così come il trasporto merci. In generale, anche la produttività ha ripreso a crescere dopo la crisi a suon di livelli superiori alla media nazionale in ciascun comparto: sono i settori a tecnologia medio-alta, come il packaging, a registrare una profittabilità superiore alla media.

Fonte Agenzia Dire