Regions 4 Food: digitalizzazione per agricoltura 4.0

Serre Fri-ElGreenHouse Ostellato (FE), pomodori, verdura

Il progetto Regions 4 Food nell’ambito della SS3, la strategia di specializzazione intelligente, finanziata dai Fondi Europei Por Fesr

La digitalizzazione e l’utilizzo delle nuove tecnologie stanno modificando il sistema agrifood dell’Emilia-Romagna: l’agricoltura 4.0, infatti, non rappresenta solo il futuro, ma in alcuni casi è già una realtà.

Innanzitutto l’innovazione e la sostenibilità dei processi produttivi e distributivi dei prodotti alimentari, le filiere integrate e le supply chain smart and green sono tra le priorità di innovazione individuate dalla Regione Emilia-Romagna all’interno della Strategia di specializzazione intelligente, prevista dalla nuova programmazione dei Fondi Europei – Por-Fesr per indirizzare e concentrare gli investimenti in ricerca e innovazione.

ASTER, nell’ambito delle attività del progetto europeo Regions 4 Food, ha organizzato un seminario per condividere casi di successo sviluppati da alcune grandi imprese del settore, ma anche per analizzare quali sono gli ostacoli all’adozione delle nuove tecnologie nel settore agrifood.

seminario agriDal punto di vista dei dati e della digitalizzazione, la regione offre una serie di asset importanti come quello di ospitare il 17% della potenza di calcolo a livello italiano grazie alla presenza di infrastrutture come il CINECA e l’INFN.

Nel 2020, inoltre, Bologna diventerà sede del Data Center del ECMWF, il Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio raggio e, infine, proprio a Bologna è nato il primo competence center sui big data, previsti dal piano nazionale Industria 4.0, nonché dell’Associazione regionale sui Big Data.

Lo stesso Clust-ER Agrifood, associazione composta da laboratori e imprese come presidio per l’innovazione del settore e collegata ad importanti piattaforme europee opererà per favorire l’innovazione e l’adozione di tecnologie di avanguardia per una filiera sempre più integrata, sostenibile e a basso impatto.

Non solo. Il settore agroalimentare risulta essere trainante per la dinamica economia emiliano romagnola che sta vivendo un momento di grande espansione.

Nell’ultimo rapporto di Unioncamere Emilia-Romagna è possibile osservare come il comparto costituisca un settore-chiave per l’economia regionale, tanto da meritarsi il titolo di “food valley”.

Le aziende presenti sul territorio sono in grado di coprire tutta la filiera, partendo dalla produzione della materia prima arrivando alla tavola del consumatore, includendo – in una visione allargata – i sistemi informativi, i macchinari per la lavorazione in campo e l’allevamento, gli impianti per la trasformazione e il confezionamento, la logistica dei trasporti e, infine, la valorizzazione dei sottoprodotti e degli scarti.

Regions 4 Food: le Key Enable Technologies

Con riferimento al comparto agroalimentare ed alimentare, innanzitutto, si evidenzia come l’agricoltura 4.0 sviluppi i suoi percorsi innovativi a partire dal campo, soprattutto attraverso tecnologie di Advanced Automation (sistemi di guida automatica e droni), Internet of Things (sensori) e piattaforme per l’analisi dei dati che, attraverso la raccolta e l’analisi incrociata di fattori ambientali, climatici e colturali consentono di intervenire in modo mirato, risparmiando risorse materiali e temporali e garantendo una maggiore efficacia, con benefici sia qualitativi (sul prodotto finito) che quantitativi (sulle rese).

Si tratta di soluzioni che possono portare a un aumento delle rese fino al 20% a fronte di razionalizzazione degli input produttivi fino al 30%. Il tutto in un contesto di miglioramento anche qualitativo (ad esempio, ottimizzazione del grado zuccherino nelle uve, riduzione/eliminazione di residui di prodotti chimici nel prodotto finale). Ma l’innovazione digitale non si ferma al campo: le tecnologie consentono infatti di comprendere il momento più opportuno per la raccolta e gestirla, se necessario, in più fasi, in modo da cogliere il prodotto nel momento più indicato a seconda dell’utilizzo che ne verrà fatto lungo la filiera.

Regions 4 Food: la tracciabilità dei prodotti

In secondo luogo, emerge con forza il tema della tracciabilità di filiera, che, grazie alle tecnologie digitali diventa meno onerosa: da una ricerca condotta dall’Osservatorio Smart AgriFood (Politecnico di Milano-Università degli Studi di Brescia), è emerso che il 36% delle aziende agroalimentari italiane che hanno implementato progetti di innovazione per la tracciabilità hanno riscontrato una riduzione dei tempi e dei costi legati ai processi di raccolta, gestione e trasmissione dei dati rispetto allo scenario “pre-innovazione”. Un trend identificabile anche sul territorio emiliano, dove le aziende riconoscono il potenziale delle tecnologie nel favorire la raccolta di una grande mole di dati, consentendo così di garantire l’origine di tutte le componenti di un prodotto.

Le tecnologie digitali, inoltre, trasformano l’approccio stesso alla tracciabilità: si comincia a notare un crescente interesse verso l’adozione di sistemi avanzati per la tracciabilità da parte delle aziende, guidate non solo dalla necessità di rispondere ai requisiti di legge, ma dalla consapevolezza che è così possibile creare valore lungo tutta la filiera: oltre alla tracciabilità di lotto in caso di problemi, infatti, il digitale aggiunge i miglioramenti in termini di efficienza e maggiore garanzia di veridicità dei dati nel conseguimento delle certificazioni alimentari, un controllo logistico in real time, e un miglioramento complessivo della gestione della supply chain attraverso una maggiore “visione” sull’intera filiera che consente di ottimizzare scorte, ridurre sprechi, e conseguentemente migliorare le relazioni con i fornitori.

Premilcuore (FC) Appennino tosco-romagnolo -  campagna coltivata - erba medica - foraggio - rotoballe - estateInfine, il tema della data monetization sta assumendo una certa centralità nei modelli di business: grazie alla sensorizzazione, un singolo trattore, in un anno, può generare fino a 1 Terabyte di dati. Solo in Italia, questo significa almeno 1 milione di Gigabyte di dati generati dai mezzi in campo, a cui vanno aggiunti dati provenienti dall’ambiente, dai magazzini, dagli allevamenti, ecc. che, una volta identificati, raccolti e analizzati possono fornire informazioni di valore per le aziende agricole: pianificazione delle colture, ottimizzazione dei cicli di raccolta, e, con riferimento alla filiera, manutenzione predittiva, inserimento di variabili di comportamento di acquisto nei piani di produzione, ecc.

Da questo punto di vista, tra le testimonianze messe in evidenza dal seminario risultano quelle di grandi imprese della trasformazione alimentare come il gruppo Amadori che ha presentato il proprio modello di Campaign Management basato su advanced data analytics e quello di Zuffellato Technologies che ha presentato, in tema di Agricoltura 4.0, il proprio sistema di monitoraggio di allevamenti e di telemetria dei terreni attraverso sistemi satellitari, droni e sensori di campo.

Per approfondimenti sul progetto, visitare il sito https://www.interregeurope.eu/regions4food/