Più di seicentomila euro dal Gal per le aziende in montagna

vigneto
 
Bando in scadenza a fine luglio dal Gal per le aziende in montagna. Il contributo a fondo perduto è pari al 45 per cento della spesa proposta per gli investimenti finalizzati all’ ammodernamento della conduzione agricola
 

Il gruppo di azione locale dell’Appennino bolognese ha posticipato i termini per la presentazione di contributi a fondo perduto per l’ammodernamento delle imprese agricole di montagna.

Nello specifico il Gal mette a disposizione quasi 672mila euro che permetteranno di finanziare, in tutte e 29 le realtà che ne fanno parte, progetti la cui spesa massima è di 100mila euro. Il contributo a fondo perduto è pari al 45% della spesa proposta per gli investimenti finalizzati all’ ammodernamento della conduzione agricola, e del 35% per gli investimenti finalizzati alle lavorazioni post raccolta, alla trasformazione della materia prima aziendale e alla commercializzazione dei prodotti trasformati.

abitazioni in campagna

Per cosa possono chiedere le aziende in montagna

 
In concreto gli investimenti potranno riguardare la costruzione o ristrutturazione di immobili produttivi, i miglioramenti fondiari, l’acquisto di macchinari e attrezzature funzionali all’innovazione del processo agricolo o alla lavorazione e trasformazione della materia prima e alla vendita diretta delle produzioni aziendali, la realizzazione di impianti o invasi a uso irriguo, l’acquisto di programmi informatici e licenze. Tutti i comparti agricoli sono ammessi. Quelli riconosciuti come prioritari nel territorio sono bovini, suini e ovi caprini in semibrado, avicoli -uova, castagne e marroni, cereali, patate, frutti antichi e piccoli frutti, olivicoltura, erbe officinali, luppolo, prodotti caseari bovini e ovi caprini, api -miele, coltivazione funghi, allevamento chiocciole, vitivinicolo.

Con questo bando di cofinanziamento a fondo perduto-sottolinea il presidente del Gal, Tiberio Rabboniil terzo in poco meno di tre anni, prosegue l’azione a supporto degli agricoltori che operano per il rilancio delle produzioni agroalimentari di montagna, in sintonia con le nuove domande dei consumatori e dei mercati, orientate, sempre più, a prodotti naturali, biologici, trasformati dagli stessi agricoltori o da artigiani e di sicura affidabilità nutrizionale e salutistica“.

Alla luce dell’importanza dell’ asset finanziato Rabboni sottolinea ancora come “qualora le richieste delle domande ammesse dovessero superare in modo significativo il budget disponibile, il consiglio di amministrazione del Gal ricercherà, assieme alla Regione, eventuali risorse aggiuntive e la possibilità di integrare il budget iniziale“.
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