La Quadreria del Castello, un affascinante percorso nel tempo

Chiude il 24 luglio la mostra La Quadreria del Castello a Palazzo Fava a Bologna. Opere inedite in uno straordinario contesto

Dal Castello di San Martino in Soverzano nella campagna bolognese, progressivamente rivestito di quadri antichi per la passione dell’imprenditore Michelangelo Poletti, sono uscit ottantacinque dipinti di

per questo sono lieto che scuola emiliana per andare ad arricchire lo straordinario Palazzo Fava. Sono gli ultimi giorni per visitare una mostra speciale, che chiuderà i battenti domenica 24 luglio a quasi quattro mesi dall’apertura del 7 aprile.

Contenitore e contenuti si fondono in una rassegna che mette inoltre in evidenza le relazioni e connessioni tra i dipinti e la storia di committenza del luogo che le ospita. Oltre alle importanti opere mai esposte prima d’ora, il visitatore può ammirare l’apparato di affreschi firmati da Annibale, Agostino e Ludovico Carracci e degli allievi Francesco Albani, Bartolomeo Cesi.

carracci palazzo fava

La quadreria del Castello: identikit della mostra

Promossa da Genus Bononiae e curata da Angelo Mazza, l’esposizione La quadreria del Castello. Pittura emiliana nella Collezione di Michelangelo Poletti, dà vita a un excursus sulla pittura emiliana dalla fine del ‘400 sino al primo ‘800.

Sono esposte 85 opere eseguite tra la fine del Quattrocento e gli inizi dell’Ottocento, appartenenti alla ricca collezione creata da Michelangelo Poletti nel suggestivo Castello di San Martino in Soverzano, nella pianura bolognese: una collezione formatasi negli ultimi trent’anni che trae origine dalla passione di un imprenditore sensibile alle ragioni della cultura. La selezione offre una documentazione rappresentativa della componente emiliana, che costituisce l’anima della “pinacoteca Poletti”. Si tratta, nella stragrande maggioranza, di opere mai viste in pubblico, che hanno dato vita alla più cospicua e significativa collezione di pittura emiliana in mani private.

mostra quadreria

Il Castello di San Martino in Soverzano è tra gli edifici fortificati di origine medievale che hanno registrato la trasformazione in residenza di villa in epoca rinascimentale.

Collezionare arte antica è una continua occasione di incontro e confronto. – dice Michelangelo Poletti – Una simile potenzialità comunicativa viene in genere repressa dai collezionisti. Al contrario, mi sono sempre battuto per la diffusione della conoscenza delle opere della mia collezione. Anche una selezione cospicua delle opere che ornano il castello sia ospitata in un contesto prestigioso come Palazzo Fava”.

La Quadreria del Castello il percorso 

maestro dei baldraccani

Tra le opere in mostra si segnalano la Madonna con il Bambino in trono e i santi Pietro, Paolo, Francesco d’Assisi e Antonio da Padova, capolavoro del “Maestro dei Baldraccani”, personalità ricostruita da Federico Zeri attiva a Forlì alla fine del sec. XV, Santa con croce e libro, splendida piccola tavola di Boccaccio Boccaccino (Ferrara prima del 1466 – Cremona 1525); del secondo Cinquecento Camillo Procaccini con una giovanile Testa di carattere e con un Sacrificio di Isacco del periodo milanese, Denys Calvaert, il pittore di Anversa stabilitosi a Bologna, con un San Giovanni evangelista e un rametto con la Sacra Famiglia e san Giovannino.

È presente un’ampia selezione di opere del Seicento e del Settecento, con un’appendice ottocentesca; da citare un impressionante Filosofo con il compasso, forse Euclide, opera in parte abbozzata di Simone Cantarini e un modelletto di Pelagio Palagi con Isabella d’Aragona chiede protezione a Carlo VIII in visita al duca morente, legato alla grande grande tela del Museo civico di Lodi con la quale l’artista prese parte all’esposizione di Brera nel 1822. Non possono mancare, in una collezione di dipinti emiliani, esempi del “genio femminile” che ha infatti connotato la storia figurativa di Bologna: due ritratti di Lavinia Fontana, tre tele di Elisabetta Sirani, e due tele di Lucia Casalini Torelli.

Una sezione speciale è formata dalle opere di tre pittori tra loro legati dal rapporto di discepolato, che si sono formati o hanno lavorato in palazzo Fava sotto i suggestivi affreschi dei giovani Carracci: Lorenzo Pasinelli ospitato nel palazzo dal conte Alessandro con la sua accademia, Donato Creti protetto dallo stesso Alessandro e dal figlio Pietro Ercole nell’intero arco dell’esistenza e infine Ercole Graziani frequentatore a sua volta del palazzo dove era possibile prendere visione della moderna collezione.

La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Bologna University Press

 

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