Idrovia Ferrarese, una “strada d’acqua” per il territorio

Un’opera unica per dimensioni e complessità l’Idrovia Ferrarese, un grande canale navigabile per un sistema di mobilità su acqua compatibile con l’ambiente e alternativo a quelli su gomma e su ferro. Finanziamento dello Stato con 145 milioni di euro che consentirà l’adeguamento di 70 chilometri del canale navigabile

di Camilla Ghedini

Sviluppare la mobilità sull’acqua, liberando strade e autostrade da mezzi pesanti e favorendo così il transito di merci per l’importazione e l’esportazioni. In sintesi, sfruttare il fiume al posto delle gomme e delle rotaie, come già avviene in gran parte dell’Europa del Nord. E’ l‘idrovia ferrarese, che collegherà Pontelagoscuro a Porto Garibaldi  per 70 chilometri navigabili e accessibili ai natanti di V classe europea. Se ne parla da almeno due decenni, forse più, tra stasi e invocazione di opportunità, ma con la recente visita del presidente della Regione, Stefano Bonaccini, ai tre cantieri del territorio – Pontelagoscuro, Migliarino, Final di Rero (dove si è assistito alla posa dell’impalcato del cavalcavia transitorio, ndr- nella foto sotto) –  la velocizzazione  pare riprendere vigore.

L’opera ha un costo di 2 milioni di euro e consente anche ai mezzi più pesanti di attraversare in sicurezza il Po di Volano evitando allungamenti di percorso

Idrovia ferrarese, 70 chilometri da Pontelagoscuro a Porto Garibaldi

Un’opera unica in Italia, l’ha definita Bonaccini, “per dimensioni e complessità“, finanziata dallo Stato per 145 milioni di euro. Bonifiche, dragaggio dei fondali, sistemazione delle sponde, rifacimento e innalzamento in quota dei tre ponti (Bardella, Madonna, Final di Rero) con la realizzazione di altrettante strutture  provvisorie, consolidamento degli argini, esecuzione di nuovi raccordi stradali: questi, in sintesi, i lavori da effettuare senza limitare l’attuale viabilità, soprattutto provinciale.

Bonaccini: «Con la recessione di ritorno bisogna puntare sugli investimenti che creano occupazione»

Una infrastruttura che, rimarca il presidente, a maggior ragione dopo il lockdown, in un momento in cui si fronteggia “una recessione di ritorno” e si è persa parte dell’occupazione recuperata negli ultimi anni, darà respiro alle attività economiche. Gli investimenti, secondo il presidente,  sono infatti la strada maestra –  per il Paese e il territorio –  per ripartire, perché significano “posti di lavoro, imprese e maestranze“.

Fabbri: «Finalmente si è giunti a questo risultato. Progetto ambizioso, soprattutto per turismo»

Stefano Bonaccini a colloquio con Alan Fabbri

Di “progetto ambizioso” – laddove nel concetto di ambizioso pare di avvertire il monito a non perdere ulteriore tempo –  parla il sindaco di Ferrara, Alan Fabbri, che a Pontelagoscuro, sul ponte Bardella,  sul canale Boicelli, ha accolto Bonaccini, accompagnato dagli assessori Andrea Corsini (Infrastrutture), Irene Priolo (Ambiente) e Paolo Calvano (Bilancio). Secondo il primo cittadino, l’infrastruttura “ben si inserisce in un contesto di riqualificazione complessiva (a partire dal dragaggio Darsena, ndr)  di cui capoluogo e provincia potrebbero senza dubbio beneficiare“, consolidando così il legame tra corsi d’acqua e mare. Senza trascurare, anzi valorizzando, “la navigazione dell’asta fluviale a fini turistici e di promozione del brand Ferrara” Un’opera che pare mettere tutti d’accordo in virtù dello sviluppo che il territorio senza dubbio se ne trarrebbe. 

Govoni. «L’economia dell’acqua genera ricchezza unendo settori e vocazioni diverse»

paolo govoni

Ne è convinto anche Paolo Govoni, presidente della Camera di Commercio. “L’economia dell’acqua è una risorsa che genera ricchezza, occupazione e innovazione secondo un modello collaborativo e sostenibile. L’idrovia in particolare unisce settori e tradizioni diverse in un tessuto imprenditoriale diffuso che può essere una leva determinante per il rilancio della provincia di  Ferrara“. Parole suffragate dai numeri. “Dai rapporti del nostro Ufficio Studi emerge la fortissima vocazione dell’economia fluviale ad attivare connessioni per legare idee, persone, competenze, territori, moltiplicando quasi per tre volte il valore del suo prodotto grazie agli stimoli che trasmette al resto dell’economia“.

onte-Bardella-Canale-Boicelli
Ponte Bordella, canale Boicelli, lavori per 5 milioni di euro

E Govoni passa in rassegna i trasporti, la logistica, la portualità la cantieristica, la ricerca, lo sviluppo alla nautica da diportoLa Camera di Commercio crede nella forza dell’economia fluviale, che in quanto sostenibile ed inclusiva può essere una via di uscita dalla crisi“.

Il progetto Idrovia Ferrarese – promo video

image_pdf