Gruppo AMA: impresa familiare, trazione europea

Nel 2022 taglierà il traguardo dei 55 anni, il Gruppo A.M.A. di San Martino in Rio (Reggio Emilia). Un’attività avviata nel 1967 dal patron Luciano Malavolti, tuttora in azienda assieme ai due figli, nella componentistica per macchine agricole. I numeri: 200 milioni di euro di media di fatturato annuo consolidato, 16 stabilimenti produttivi, 1400 dipendenti


di Matteo Gelmini

A.M.A. è un’azienda italiana tra le più affermate nella fornitura di componenti per l’allestimento e la manutenzione di “Off Highway Vehicle”; l’acronimo OHV indica tutte le tipologie di mezzi che si muovono e operano all’infuori della rete ‘ordinaria’ stradale ed autostradale. Più in generale, la capacità di prestare attenzione e di dedicarsi con efficienza a tanti segmenti di mercato, ha portato A.M.A. a presidiare l’intera filiera produttiva. Divenuta ufficialmente Gruppo negli anni ’80, A.M.A. attraverso acquisizioni e nuove costituzioni societarie ha compiuto un successivo balzo negli anni ’90, e spingendo sull’internazionalizzazione si è affacciata con risultati lusinghieri sui mercati esteri.

Gli investimenti in Ricerca & Sviluppo hanno permesso al Gruppo di compiere passi sinigificativi in svariati settori, tra cui appunto quello dei veicoli a lenta movimentazione, dell’agricoltura di precisione e dell’edilizia innovativa.

A.M.A. è sempre stata una società a conduzione familiare, e lo è tuttora, sebbene importanti cambiamenti siano intercorsi nelle varie decadi che ne hanno segnato le tappe e connotato la storia. Cresciuta senza soste e interruzioni dal momento della sua fondazione, A.M.A. oggi è un solido Gruppo guidato da Alessandro Malavolti, amministratore delegato, che porta avanti l’attività affiancato dalla sorella, Isabella. Sono i figli di Luciano, il fondatore, tuttora attivo in azienda.

Gruppo A.M.A. una solida realtà 

Nel 2017, l’anno in cui A.M.A. ha festeggiato il cinquantennale di attività, Alessandro Malavolti è stato eletto anche presidente di FederUnaComa, la Federazione italiana delle industrie costruttrici di macchine, attrezzature e componentistica per l’agricoltura e la cura del verde. E’ proprio il settore di cui A.M.A. costituisce e rappresenta una delle realtà industriali di maggiore peso. L’intervista gentilmente concessa a Econerre dal dottor Malavolti, è un’ utile guida per conoscere l’azienda reggiana, certamente un’eccellenza.

Alessandro Malavolti, a.d. di A.M.A.

L’anno inizia sotto i migliori auspici, con una apertura di sede in Germania.

“Esattamente. Il 2021 parte con l’inaugurazione della filiale commerciale tedesca del nostro Gruppo, AMA Deutschland GmbH, situata nel cuore della Baviera, per garantire massima copertura sull’intero territorio circostante. La nascita di questa sede ha l’obiettivo di sviluppare e promuovere le attività commerciali sul territorio tedesco verso gli operatori dell’industria agricola (dealer, piccoli e medi costruttori…), ma anche quella di garantire un miglior servizio d’assistenza e supporto alla clientela. La nuova struttura è affidata in gestione alla responsabile di filiale, Orietta Pralli e al “sales executive” Hansch Holger capo dell’area vendite, entrambi con una lunga esperienza e consolidate competenze sul mercato tedesco nel settore della meccanizzazione agricola. Gli uffici occupano un’area di 150 metri quadrati e sono stati scelti anche per la posizione strategica, a circa 30 km a nord di Monaco di Baviera e a soli 20 minuti dall’aeroporto”.

Veduta esterna dello stabile di AMA Deutschland GmbH, filiale tedesca del Gruppo.

Vorrei aggiungere: in un periodo in cui la crisi ha rallentato molti settori e investimenti, pensiamo che questo progetto assuma un ulteriore valore e significato; inoltre ci permetterà di avere maggiore e più efficace controllo – e un migliore ‘ascolto’ – del mercato tedesco, unitamente a un rapporto col cliente più diretto e coinvolgente.

Nel 2016, proprio a Monaco di Baviera, alla fiera mondiale del settore costruttori, Bauma, avete presentato un’innovativa tecnologia denominata “InPulse Telematics Solutions”.

“Fu un passaggio estremamente importante, di cui andiamo molto orgogliosi. Questo sistema innovativo consente una gestione telematica integrata dei veicoli off-highway, ovvero quelli impiegati per il settore agricolo, movimento terra-industriale e per la movimentazione merce, in sostanza, il nostro core business. Perno operativo del sistema è la “GreenBox”, elemento hardware, ottenuto grazie alla collaborazione di A.M.A. con Octo Telematics e Ste Industries, che consente una puntuale raccolta di dati fruibili, un’analisi dettagliata e un feedback immediato, per mezzo di una suite ampliata di sensori. “InPulse” aumenta i dati – e le possibilità di analisi – a disposizione degli utilizzatori, siano essi proprietari di flotte, OEM, compagnie d’assicurazione”.

Lo stand di A.M.A. a una fiera di settore

Risale a poco più di un anno fa invece l’inaugurazione, in Polonia, a Varsavia, di una nuova area dedicata a magazzino logistico e uffici.

“Si tratta di una struttura di 1600 metri quadri complessivi che ospita un magazzino verticale per lo stoccaggio delle merci (con oltre 300 posti pallet) e 200 metri quadrati di uffici dedicati rispettivamente a: management, commerciale, customer service, IT e logistico, per l’uscita e l’entrata delle merci; spazio che va ad aggiungersi alla sede – già presente sul territorio polacco – che funge da filiale distributiva. Questo investimento permette di migliorare la gestione dei prodotti e di offrire un servizio più efficiente e veloce al cliente, garantendo la spedizione entro 24 ore; il potenziamento della rete logistica mira in particolare a servire meglio l’area dell’Est Europa”.

Poche settimane prima, “in casa”, nel Reggiano erano state completate due acquisizioni.

“E’ entrata nel Gruppo l’azienda artigianale “Iori Giovanni” di Bagnolo in Piano, che opera nel settore produzione e assemblaggio di lame per falciatrici e mietitrebbie: questo passaggio ci ha consentito di completare il ‘portfolio’ di prodotti dedicati alla fienagione. Attraverso la controllata Seat Plastic, abbiamo acquisito il ramo d’azienda Meccanoplast – e relativo marchio – grazie a un accordo con la MMX di Reggio Emilia. Meccanoplast è, a livello di componentistica e soluzioni operative per macchine agricole, un marchio riconosciuto in campo internazionale”.

Particolare di un magazzino A.M.A. per la logistica e lo stoccaggio prodotti.

 

Duecento milioni di euro di media di fatturato annuo consolidato, 16 stabilimenti produttivi tra Italia ed estero,1400 dipendenti attuali. Questa è una veloce panoramica del Gruppo A.M.A. La struttura da cui dipende tutto questo come si può riassumere?

“La nostra produzione è essenzialmente rivolta ai “professionisti di settore”. Siamo organizzati per servire e coprire fondamentalmente 5 aree-prodotto di stampo “Business Unit”, precisamente: “Sedili e Volanti”, “Oleodinamica”, “Componenti Agri e lavorazione suolo”, “Componenti per cabina e materiale elettrico” e “Garden”. Il nostro è un agire in un’ottica customer-oriented, siamo cioè orientati a offrire costantemente alla clientela soluzioni innovative. Il lavoro che svolgiamo è impostato per confrontarsi con la complessità di un sistema certamente non privo di competizione. Negli anni abbiamo fatto molti passi in avanti, ma se osserviamo la nostra curva evolutiva, possiamo constatare come non ci siano stati improvvisi, ‘sorprendenti’ scatti: la crescita è stata una costante, del resto, quest’andamento rispecchia bene la filosofia che ci guida, che è quella di non sederci mai sugli allori una volta conseguito un obiettivo, quanto piuttosto di lavorare per migliorare sempre. Innovazione, intraprendenza e coraggio hanno contraddistinto un successo partito – svariati decenni fa – da pochi, semplici prodotti, ma che oggi conta più di 525.000 articoli in gamma, 23 società attive, oltre 80.000 clienti”.

A.M.A. è una storia familiare e aziendale.

Partirei anzitutto da nostro padre, Luciano, il fondatore: è ancora in azienda e, pur avendo passato le redini a me e a mia sorella Isabella, ormai 15 anni fa, è riuscito a ritagliarsi uno spazio tutto suo. Spesso l’ho sentito dire, ricordando gli albori dell’attività: “ne abbiam fatta di strada, dalla piccola sede iniziale ricavata in quel vecchio garage di San Martino in Rio”. Tra filiali distributive e uffici commerciali, abbiamo ormai ‘presìdi’ A.M.A. sparsi ai quattro angoli del pianeta, dall’Europa all’Asia ed all’Estremo Oriente, dall’America Latina, al Medio Oriente, fino in Oceania. A.M.A. però rimane un’impresa familiare, seppur cresciuta enormemente nel tempo, come dimensioni e volumi di fatturato; in un quadro e in una prospettiva europea e mondiale è invece una media impresa, che conserva tutte le caratteristiche e gli aspetti tipici di un’azienda.

La connotazione di origine fu puramente commerciale. Ora la strada è aperta nel mercato degli «off highway vehichles»

“Sì, è così, ma – dico la verità – questa componente è divenuta poi minoritaria, nel senso che la commercializzazione conta ora meno del 20% del fatturato; la parte produttiva adesso è decisamente la più rilevante. Certamente continuiamo a seguire quel mercato, definito aftermarket, che è quello dei rivenditori; non più però attraverso prodotti che compriamo e ri-vendiamo, ma attraverso prodotti che produciamo noi direttamente e che vendiamo. Come si diceva, noi ci occupiamo di tutto ciò che è “automotive”, a esclusione di auto e camion: dagli escavatori ai compattatori per il pattume, dai carrelli elevatori alle macchine portuali o aeroportuali, o per la pulizia delle strade, e parecchio altro ancora.

Da sinistra, Alessandro Malavolti con il padre Luciano, fondatore di A.M.A. negli anni ’60.

Il vostro comparto “macchine a lenta movimentazione” include anche un segmento specializzato in attrezzatture per il giardinaggio e la manutenzione del verde di casa.

“Un settore diventato alquanto importante, e cresciuto tantissimo soprattutto nel 2020. Le macchine da giardinaggio hanno avuto un boom incredibile: la gente ‘costretta’ in casa dalla pandemia, aveva – e ha – più tempo a disposizione, per cui gli strumenti per la cura del giardino hanno conosciuto un incremento del 20% rispetto al periodo precedente. Il nuovo catalogo Garden 2021 (“Ricambi, Accessori & Macchine da Giardinaggio”) comprende, tra le altre cose, macchine professionali da giardinaggio a trasmissione idrostatica e meccanica, un nuovo transporter dotato di pala caricatrice frontale e varie motozappe di recente produzione. E in un’ottica sempre più green, abbiamo introdotto prodotti di punta in materia di emissioni ed ecosostenibilità, come l’ultima gamma di motori per trattorini”.

Puntate molto anche sul “made in Italy”.

“I nostri professionisti e tecnici hanno ampliato anche la categoria dei mulini elettrici, partendo dalla progettazione fino alla realizzazione finale. Vorrei citare, sempre in tema di cataloghi, anche quello degli “accessori e ricambi per macchine agricole”, altro importante strumento nelle mani dei costruttori macchine a lenta movimentazione, di grossisti e rivenditori specializzati, che annovera la gamma completa disponibile per officine, farmer, privati e semiprofessionali. Qualche numero? Circa 30mila prodotti in totale, migliaia di pagine organizzate in modo chiaro, con informazioni tecniche, immagini a supporto delle spiegazioni; dettagliate descrizioni d’impieghi e applicazioni in cinque lingue: italiano, inglese, tedesco, spagnolo, francese”.

In riferimento alla delicata situazione attuale, causata dal Coronavirus, la vostra attività ha subito arresti o ripercussioni?

“Quando me lo chiedono, amo ripetere che ci riteniamo una delle aziende più fortunate al mondo: abbiamo passato, certo, specie nei mesi addietro, qualche momento non facile, soprattutto a livello di ‘riorganizzazione’ interna, dovendo far fronte a procedure, presidi sanitari e a tutto ciò che concerne la doverosa sanificazione e la messa in sicurezza. Diversi dipendenti hanno contratto il Covid, abbiamo dovuto gestire determinate situazioni, qualche preoccupazione – e un po’ di calo di lavoro nel mese di marzo e aprile 2020 – ci sono stati anche per noi, ma abbiamo recuperato in seguito. Tanto che dalla cassa integrazione, siamo passati agli straordinari. Sotto il profilo lavorativo, nel senso di come l’azienda è riuscita a portare avanti il proprio operato sui mercati, possiamo dire con fierezza e soddisfazione di aver chiuso il 2020 in linea con il 2019: non solo non abbiamo perso posti di lavoro, ma al contrario, abbiamo potuto incrementarli di quasi un centinaio. Non potrei essere più contento di una simile prospettiva aziendale”.

Una veduta della sede A.M.A. di Prato.

Durante il lockdown totale, la primavera del 2020, avete dato un contributo concreto nel fronteggiare l’emergenza-Covid.

“Sì, è così: a metà marzo 2020 abbiamo donato all’Asl/IRCCS di Reggio Emilia, come aiuto per la gestione dell’emergenza, 100mila euro, in risposta all’appello alle imprese lanciato dalla Direzione Generale dell’Azienda Usl reggiana. La somma è stata impiegata per l’acquisto di una partita straordinaria di dispositivi medici e di protezione individuale, ossia mascherine, destinate al personale impegnato nel contrasto all’epidemia nelle strutture sanitarie locali. C’è anche un altro aneddoto – inedito – che se me lo consente vorrei raccontare; merita a mio avviso un cenno, perché significativo, per il periodo che stiamo vivendo”.

Molto volentieri. Racconti pure questa esperienza.

“In quella fase drammatica anche per il fatto che venivamo tutti ‘investiti’ da un qualcosa di cui non conoscevamo praticamente nulla, le istituzioni avevano bisogno di ricevere aiuto da chiunque fosse nelle condizioni di fornirlo. Proprio mentre cresceva la preoccupazione per il dilagare dei contagi, e si cercavano con urgenza delle soluzioni, A.M.A. ebbe l’opportunità di dare il proprio contributo provvidenzialmente, e in modo quasi inaspettato. Come? Attraverso un proprio prodotto che in realtà veniva commercializzato già da 30-40 anni, per scopi del tutto diversi: le visiere protettive per giardinieri. Realizzate in rete piuttosto che in plexiglass, sono studiate in modo da evitare che durante i lavori di giardinaggio, un sasso, un ramo o un qualsivoglia oggetto colpiscano il viso di chi è all’opera. Ci contattò l’Ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, avendo visto, nelle ferramenta, queste nostre visiere, e immaginandone un potenziale utilizzo a beneficio del personale medico e infermieristico in prima linea negli ospedali. Altrove infatti non riuscivano a reperirne e procurarsene in numero sufficiente”.

Da quel contatto dovuto alla richiesta dellAsl locale, ha preso forma unesperienza di fattiva solidarietà.

“Noi disponevamo di tutte le omologazioni antinfortunistiche per il settore giardino e boschivo, ma considerata la richiesta, abbiamo creato nuovi e appositi stampi. Sono prodotti ad hoc per il settore ospedaliero-medico che vendiamo tuttora, modificate le caratteristiche delle visiere per attenuare la funzione anti-urto in favore di una protezione dagli effetti di starnuti, particelle ‘volatili’ di saliva, microgoccioline emesse attraverso il respiro (il cosiddetto “droplet”). Sono più grandi, più alte, più proteggenti, sopra e sotto. Da allora, è nata non una ‘divisione’ produttiva vera e propria, ma in ogni caso una “specializzazione prodotto” all’interno del nostro catalogo, per il settore medicale, che sta andando abbastanza bene. Stiamo ricevendo richieste e gratificazioni. Un’esperienza che ha fatto bene anche a noi e ci ha fatti sentire in qualche modo utili, risollevando il morale in un momento molto complicato, oltre a favorire un discreto business ‘indotto’, ma non è certamente questa l’attività principale, dal momento che parliamo di meno dell’1% del nostro fatturato. Nei mesi più bui della prima ondata, anche per i nostri dipendenti, sapere di lavorare in un’azienda in grado di operare concretamente in aiuto a tutto il sistema in crisi, è stato davvero bello, gratificante, costruttivo”.

Intrattenete rapporti con scuole superiori e Università?

“In Emilia, visto che il fulcro produttivo dei nostri stabilimenti in Italia è nell’area compresa tra Piacenza e Bologna, con il cuore del gruppo tra Reggio Emilia e Modena, allacciamo abitualmente relazioni e collaborazioni con l’Università degli Studi di Modena-Reggio Emilia e di Bologna. Per il resto, abbiamo rapporti con gli Istituti di istruzione delle zone di riferimento in cui siamo presenti sul territorio nazionale. Per il Centro Italia, visto la presenza di stabilimenti in Abruzzo e in Umbria, visite guidate, open-day, progetti di collegamento scuola-lavoro fanno parte del nostro consueto, ordinario modus operandi”.

Le collaborazioni più rilevanti sono però con il mondo accademico.

“Assolutamente, sia livello di progetti che di interscambi. Alle Università commissioniamo studi, ricerche e test sul campo di vario tipo. In generale, il modello adottato si fonda sulla condivisione di idee, soluzioni e proposte, attraverso la creazione di “team interfunzionali”. Ciò poi, torna spesso utile reciprocamente, in entrambi i sensi: agli atenei offre l’opportunità di fare ricerca con i propri studenti su casi pratici, a noi consente di mantenere ed eventualmente avviare, in seguito, rapporti di lavoro con gli stessi laureati, una volta usciti dall’Università. Non di rado poi, ci avvaliamo anche del supporto di Laboratori specializzati”.

Come curate l’informazione verso la clientela e la comunicazione?

“Siamo presenti sui social con una pagina Facebook sempre aggiornata.  L’e-commerce B2B, di fresca introduzione è un vero e proprio store online con tanto di area riservata per i clienti, che dà la possibilità di acquistare tutti prodotti in catalogo in modo semplice e funzionale. Uno dei nostri punti fermi è sicuramente il sito web, sottoposto a un recente restyling non solo grafico-estetico, ma anche organizzativo sul piano della tecnologia e dei contenuti.  Pensato come utile risorsa a disposizione di tutti gli operatori del settore agricolo, industriale, “OHV–OEM” e aftermarket, Ama.it presenta tra le proprie novità un layout intuitivo, aree dedicate e un catalogo prodotti navigabile. Accessibile da qualsiasi piattaforma tecnologica, dal pc o notebook, al tablet allo smartphone, ha come idea di fondo quella di una veste ‘pulita’ e minimale arricchita di immagini ‘emozionali’. Dal menu principale si accede agevolmente a tutte le sezioni interne, per ottenere informazioni anzitutto sul Gruppo e sull’intera gamma dei prodotti”.

il nome del file è AMA-emotional
Immagine “emotional”  per raccontare il valore del Gruppo A.M.A.

Quest’approccio tiene conto del fatto che il vostro “pubblico” di riferimento è differenziato?
“Sono due le aree più importanti nelle quali sono divisi i servizi offerti dal Gruppo: quella OEM, acronimo che indica una produzione dedicata ai costruttori di macchine a lenta movimentazione, e quella aftermarket, pensata per grossisti, rivenditori e privati, appassionati di agricoltura, giardinaggio, fai da te. Realtà e linguaggi differenti e ben distinti, uniti però, a livello comunicativo, dallo stesso sito. Riguardo al catalogo navigabile online: orientarsi e trovare ciò che si cerca non è impossibilie – nonostante la ‘mole’ degli oltre 27mila prodotti pubblicati – grazie a un’efficiente interdipendenza tra il motore di ricerca dedicato, le sidebar e i cosiddetti percorsi in modalità breadcrumbs (“a briciole di pane”) che rendono possibile raggiungere il proprio ‘obiettivo’ in modo più intuitivo. Discorso acquirenti a parte, il sito è prezioso specie per gli operatori di settore (agricolo, industriale e Off Highway Vehicles, appunto), perchè tramite le schede prodotto, corredate di immagini e dettagliate descrizioni di impieghi e applicazioni, consente di reperire informazioni fondamentali per il lavoro e l’operatività concreta”.

 La filosofia di A.M.A.

“Sin dagli inizi – conclude Malavolti – una delle chiavi della riuscita di questa nostra realtà imprenditoriale è stata di non pensarsi mai arrivati, di non sedersi, di non smettere di crescere. Consideriamo ogni obiettivo raggiunto non come un traguardo, ma come una tappa ‘intermedia’, di passaggio, verso un futuro ancora ricco di sorprese. Le opportunità sono molte. Tante, speriamo. Il nostro obiettivo è cogliere tutte quelle possibili, senza mai perdere, tuttavia, il legame con la storia che ci connota, che rimane sempre per noi di riferimento e di guida”.

Guarda il video corporate di A.M.A.

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