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Unife lancia la “Facoltà” di Agraria tutta estense

Le associazioni in coro sulla scelta di agraria “finalmente riconosciuto il valore del settore”

di Camilla Ghedini 

E’ bastato l’annuncio del rettore di Unife, Giorgio Zauli (nella foto), per dare vita a un vivace valzer di consensi.zauli rettore ferrara

Ancora non si sa dove sarà la sede, se a Ferrara capoluogo – presumibilmente in fiera – o a Copparo, in provincia, che ‘spinge’. Fatto sta che in tempi di emergenza sanitaria Covid-19, di diminuzione della popolazione studentesca, di appartamenti sfitti, di riorganizzazione didattica su piattaforme virtuali, l’ampliamento dell’offerta Unife è stato festeggiato come auspicio di ripresa. Del resto, l’ufficialità c’è: a ottobre, seppure con lezioni on line, debutterà la Facoltà di Agraria e acquacoltura del Delta.

A coordinarla, sarò Michele Mistri, docente associato al dipartimento di Scienze chimiche e farmaceutiche. E se il sindaco Alan Fabbri ha da subito ricordato come lui ritenga l’agricoltura “un asse portante dell’economia locale e un punto d’orgoglio del territorio per la qualità delle produzioni e per i saperti che tramanda”, ritenendo Ferrara ‘luogo’ naturale per un corso di studi sulla materia, è il presidente della Camera di Commercio di Ferrara, paolo govoniPaolo Govoni (a lato), a rimarcare con forza come gli agricoltori siano “imprenditori moderni, all’avanguardia, esperti di nuove tecnologie, abili nel mettere in pratica il concetto di innovazione” e ad auspicare pertanto un’inversione culturale tale per cui sia a tutti chiaro che intraprendere un simile percorso di studi significa acquisire abilità da impiegare non solo nei campi. “Parliamo di una Facoltà che può e deve interagire con altre, tra tutte Economia. Che offrirà ai laureati competenze oggi mancanti, con prospettive lavorative in un comparto che nella nostra provincia rimane protagonista, con una qualità altissima dei prodotti”. E Govoni ricorda che sono 18 quelli riconosciuti IGP E DOP.

Agraria estense: “Gli agricoltori sono imprenditori moderni”

 E’ dello stesso Osservatorio della Camera di commercio un report di febbraio (pre-Covid-19) in cui si registrava nell’ultimo decennio una contrazione del 17,3%. Dal 2009 al 2019, alla voce ‘Agricoltura, silvicoltura e pesca’ si è infatti passati da 9.176 a 7.584 unità, seppure per ‘concentrazione’ di imprese Ferrara è prima in Regione e tra le più alte a livello nazionale dopo Foggia, Matera, Enna. E se delle 7.584 attive ‘solo’ 553 possono essere definite giovanili, ossia condotte nei ruoli chiave da under 35, ecco che la presenza della Facoltà di Agraria potrebbe fungere da stimolo per recuperare il segno meno. Grande soddisfazione dalle associazioni agricole – e dalle aziende socie, considerando che ad oggi sono un centinaio quelle che hanno dato la disponibilità ad attivare tirocini -, che all’unanimità confermano di avere lungamente interloquito con Unife per raggiungere il traguardo. E altrettanto unanimemente confidano che il dialogo prosegua in un reciproco scambio basato sulla consapevolezza che parlare di agricoltura 4.0 significa parlare di sostenibilità, quindi di salute, cambiamenti economici e sociali. Di rispetto dell’ambiente, ma anche di diritto al reddito. E qui entra in gioco un altro fattore: l’identikit degli iscritti, che presumibilmente non saranno solo ferraresi, ma proverranno da tutta la Regione.  E soprattutto non saranno tutti figli di coltivatori intenzionati a portare avanti l’attività di famiglia.E’ evidente che saranno la maggior parte – rimarca Stefano Calderoni, presidente provinciale Ciama ricordiamo che quel che serve non sono gli agricoltori, ma le competenze”. Competenze “di cui c’è fame” e che sono soprattutto scientifiche, informatiche, indispensabili ad esempio sul fronte della tracciabilità dei prodotti a tutela dei consumatori. “Mappature dal campo alla tavola”, la sintesi di Calderoni.

Non servono solo gli agricoltori, ma competenze scientifiche

Sulla stessa lunghezza d’onda Francesco Manca, vice presidente Confagricoltura, che insiste sulla formazione, sulla ricerca, sulla sperimentazione. Noi abbiamo tradizione e filiera su cui la facoltà può incidere portando miglioramento” purché “si mantenga un canale di ascolto costante col sistema imprenditoriale”. Questo anche nell’ottica degli sbocchi, che possono esserci nei consorzi, nelle cooperative. Oltre che nell’industria, con la ricerca. Da Coldiretti, per voce del vice direttore, Riccardo Casotti, una riflessione sul presente: “Proprio in questi mesi abbiamo visto la centralità dell’agricoltura nella produzione di cibo. Occuparsi di agricoltura non significa ‘andare in campagna’, bisogna conoscere l’attrezzatura, saperla usare, saper trattare i prodotti. Serve manodopera specializzata, anche nelle mansioni apparentemente più semplici. Non è un mestiere in cui ci si può improvvisare”, il suo monito. Anche Casotti è certo che si sia comunque intrapresa la strada giusta, ossia quella “del riconoscimento del valore del settore”.

Unife con Medicina e Chirurgia  si ‘espande’ a Cotignola

Intanto l’Ateneo ferrarese sottoscrive una collaborazione con Copego, il Consorzio Pescatori di Goro. Ma non è la Facoltà di Agraria l’unica novità di Unife. E’ stata infatti annunciata l’apertura di un dipartimento del corso di laurea in Medicina e Chirurgia dell’Università di Ferrara al Maria Cecilia Hospital di Cotignola (foto sotto).  A regime, sono previsti 400 studenti.  

vialla maria cotignola

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