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IEG fiere  Corrado Peraboni nuovo a.d. per integrazioni  

fiera rimini

Corrado Peraboni è il nuovo amministratore delegato di Italian exhibition group, la società nata dalla fusione delle Fiere di Rimini e di Vicenza. Dai primi giorni 2020 sostituirà Ugo Ravanelli, dimessosi a fine agosto scorso dopo avere portato a termine il processo di quotazione in Borsa

 

Viene dalla Fiera di Milano il nuovo amministratore delegato di IEG, chiamato a sostituire Ugo Ravanelli, dimessosi nei mesi scorsi dopo la raggiunta quotazione in Borsa.

 

Si tratta di Corrado Peraboni una “personalità – dice il presidente Lorenzo Cagnoni – per la quale nutriamo una fiducia convinta, con una grande esperienza e una fortissima conoscenza del mercato fieristico”. Dal 2015 al gennaio 2017 ha ricoperto il ruolo di amministratore delegato di Fiera Milano, mentre in precedenza, dal 2000 al 2015 è stato direttore generale della Fondazione Fiera Milano e presidente di Ufi, l’Associazione globale dell’industria fieristica. È stato protagonista, ricorda Cagnoni, della start up della Fiera di Rho-Pero e della quotazione in Borsa della Fiera meneghina. Insomma un “uomo di grandi relazioni” su cui Ieg punta nell’ambito della strategia di integrazione e fusione con altri soggetti. “Nessun avvicinamento con Milano”, precisa Cagnoni, nella scelta di Peraboni “abbiamo pensato al nostro interesse. Ci siamo posti la domanda se fosse il personaggio giusto per aiutarci”. E la risposta è stata affermativa: “Il nuovo ad è un elemento di spinta verso le operazioni di integrazione, è l’elemento adatto”. Il “perimetro” di queste operazioni, aggiunge, puo’ essere quello nazionale, ma possono presentarsi anche “chance internazionali, in altri continenti”. Fermo restando che “la frontiera dell’internazionalità è un obbligo”, in ballo c’è sempre l’integrazione con Bologna, che porterebbe a una società con un volume di fatturato da 400 milioni di euro. “Ma che si faccia, chissà, comunque la concorrenza sarebbe fisiologica”, conclude Cagnoni. Intanto, a livello romagnolo, con l’acquisizione prima di Macfrut dai cugini di Cesena e poi con quella recente della Fieravicola da Forli’, si punta a creare un polo dell’agrindustria gestito da una newco tra le due fiere satelliti. Se le expo si fanno a Rimini, a Forli’ sarà protagonista la parte convegnistica e contenutiva. Certo la competizione nel settore, rimarca il presidente di Ieg, è “molto forte, ma abbiamo già ottenuto ottimi risultati”.

IEG fiere sposa Metromare, “e in aeroporto più flussi business”

La Fiera di Rimini è diventata troppo grande per la viabilità della città, e i futuri ulteriori ampliamenti in programma rendono accessibilità e collegamenti al quartiere un “problema fondamentale”. Per questo il presidente di Italian Exhibition Group, Lorenzo Cagnoni, durante il tradizionale appuntamento di fine anno con la stampa, lancia la proposta di “dare vita con la pubblica amministrazione riminese, la Regione, le Ferrovie e Anas a un impegno di lungo percorso, con tappe immediate, intermedie e di prospettiva per un diverso funzionamento” delle due ferrovie, quella di costa e la linea Bologna-Rimini; per un terzo casello sull’A14; per il prolungamento del Metromare fino a Riminifiera. La stazione interna, sottolinea il numero uno di Ieg, “funziona benissimo”, assorbendo il 20% della movimentazione, ma “occorre renderla più funzionale”, con più carrozze e più fermate, anche dell’Alta velocità. In merito ci sono stati degli incontri a Roma con i vertici di Fs per elaborare un “piano complessivo su un nuovo sistema di accessibilità”. E, sottolinea Cagnoni senza troppo illudersi, sono arrivati dei “segnali di apertura, ma serviranno tenacia e soldi”. Discorso diverso per l’aeroporto Federico Fellini: “Ha un buon funzionamento ma trasporta turisti”, argomenta Cagnoni. Per cui “per ritenerlo funzionale abbiamo bisogno che sposti flussi di traffico del mondo dell’economia e delle fiere, dovrebbe essere collegato con le metropoli europee”. Insomma, per ora a Ieg “interessa da un punto di vista sociale, non di business” e “per fare un salto di qualità” il privato non basta.

“Se altri livelli istituzionali si impegnano, noi potremmo fare la nostra parte”, anche se, precisa, “non pensiamo a una partecipazione. La discussione avviene in maniera diversa”. Di certo, conclude, il tema dell’accessibilità “ci deve vedere impegnati da molti punti di vista e nutro qualche pessimismo- ammette- se non ci saranno misure nuove c’è il rischio di un’incompatibilità tra attività e accessibilità”. Problemi che si evidenziano per gli oltre 200.000 visitatori del Sigep ma anche per Ecomondo.(Som/ Dire) 17:11 18-12-19 NNNN

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