Continua a aumentare l’occupazione

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Al termine del secondo trimestre 2019, in Emilia-Romagna continua ad aumentare il numero degli occupati hanno raggiunto i 2.056.629, in aumento dell’1,3 per cento sullo stesso periodo dello scorso anno

Unioncamere Emilia-Romagna ha elaborato i dati Istat relativi al mercato del lavoro. Secondo Istat, dopo un forte recupero tra la fine del 2015 e la prima metà del 2017, si è avuto un leggero arretramento dell’occupazione, ma dal secondo trimestre del 2018 il numero degli occupati risulta in sensibile crescita.

Secondo trimestre 2019. Al termine del secondo trimestre 2019 gli occupati hanno superato quota 2 milioni e 56mila con un aumento dell’1,3 per cento sullo stesso periodo dell’anno precedente.

I disoccupati sono risultati in flessione a quota 103.796, con una riduzione del tasso di disoccupazione dal 6,1 al 4,8 per cento.

La media degli ultimi dodici mesi. Al di là delle ampie oscillazioni stagionali, da luglio 2018 a giugno 2019, rispetto allo stesso periodo precedente, l’occupazione è aumentata, salendo verso 2milioni 24mila unità, con un incremento del 2,1 per cento.

Continua ad aumentare l’occupazione: dinamiche differenziate tra i settori

L’occupazione è salita nell’industria a quota 543.981 (+4,2 per cento), nelle costruzioni del 10,8 per cento a quota 109.844 e nel complesso dei servizi dove ha raggiunto 1.301.199 unità, con un aumento dell’1,1 per cento. Questo è però effetto della compensazione tra una riduzione dell’1,8 per cento nei settori del commercio e dell’alberghiero e ristorazione, che occupano 392.817 addetti, più che controbilanciata da un aumento del 2,4 per cento negli altri settori dei servizi, ove operano 908.382 persone. L’unico settore che ha registrato una riduzione degli occupati è l’agricoltura, che nella media degli ultimi dodici mesi registra 68.478 occupati, in calo dell’8,5 per cento sullo stesso periodo precedente.

Sempre considerando gli ultimi dodici mesi, il tasso di disoccupazione prosegue la discesa riavviata dal primo trimestre 2018 e si è ridotto al 5,5 per cento a fine giugno 2019, un dato prossimo a quello del quarto trimestre del 2011.

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