Fini: una gustosa storia tutta emiliana

Finanza e lungimiranza, tradizione e spirito di iniziativa, hanno fatto la differenza nel panorama internazionale, proiettando l’azienda e Modena nel mondo

 

Se i tortellini sono un simbolo della cucina emiliana, quelli a marchio Fini hanno un sapore speciale, quello di una storia che parte da lontano. Le alterne vicende che hanno interessato il celebre marchio hanno rischiato di veder scomparire un’azienda nata nel 1912 che oggi invece, con rinnovato slancio, si prepara a portare sulle tavole del mondo la delizia gastronomica di Modena per eccellenza.

È una storia di successo e di una gestione difficile che ha portato alla vendita a una multinazionale estera, ma anche la testimonianza di come certe favole non possano sparire nel nulla. Giovanni Cagnoli mediante il proprio fondo Paladin Capital Partners ha ridato vigore a un’impresa in forte difficoltà. Già perché il finanziere bergamasco non ha accettato che quella piccola bottega poi divenuta un grande marchio alimentare italiano potesse fallire e scomparire dal mercato dopo essere passato in mano a Kraft prima e successivamente al gruppo imprenditoriale Malgara Chiari & Forti. Altri fondi di investimento stranieri e differenti società erano intervenuti nel tempo e alla fine del 2006, Fini Modena Spa era stata fusa in Nuova Conserve Spa e trasformata nell’attuale Gruppo Fini Spa, società proprietaria dei marchi Fini e Le Conserve della Nonna.

È nel 2008 che il gruppo italiano Paladin Capital Partners diventa socio di maggioranza: da quel momento, tutti gli sforzi del management sono rivolti a risollevare le sorti della grande azienda alimentare modenese, valorizzando il suo potenziale e riportandola a essere una solida realtà italiana.

Nel 2015, in seguito a un investimento di 6,5 milioni di euro, il Gruppo ha rinnovato e ampliato lo stabilimento di Ravarino, storica sede di Le Conserve della Nonna a pochi chilometri da Modena, trasferendo in quel luogo anche la produzione della pasta fresca ripiena a marchio Fini, centralizzando così in un unico polo produttivo le attività dei due marchi.

Nel 2016 Paladin Capital Partners ha definitivamente saldato il debito della società con BPER e il Gruppo Fini Spa è diventato una società a socio unico 100% italiana.

Una storia quindi per certi aspetti sofferta che rende ancora più gustosi i risultati: 4,3 milioni di chili di produzione annua, un fatturato di 95 milioni di euro e 100 dipendenti. I numerosi riconoscimenti hanno decretato i tortellini a marchio Fini come i migliori per gusto e ingredienti, con tutte le carte in regola per guardare oltralpe e innalzare la quota attuale del 10% di export.

 

Non solo con l’intento di crescere, ma anche di farsi portavoce di una cultura gastronomica che l’azienda diffonde attraverso l’intensa attività di comunicazione gestita dalla direttrice marketing Valentina Lanza, a capo di uno staff quasi tutto al femminile che ha inanellato successi e conferme in questi anni di duro lavoro.

Se più del 60% della produzione si concentra sui tortellini, rigorosamente di 2,5 grammi come vuole la secolare tradizione, animano gli stabilimenti di Ravarino anche ravioli e tortelloni.  

Ancora oggi il Gruppo Fini ha sede a Modena, nel territorio in cui questa lunga storia è iniziata, e sceglie di continuare a puntare sullo sviluppo locale, garantendo un lavoro a cica 100 dipendenti e dando lustro a livello nazionale e internazionale alle specialità gastronomiche che hanno reso l’Emilia famosa in tutto il mondo. Nei suoi prodotti, Fini vuole trasmettere la propria storia e il forte legame con il territorio emiliano, grazie alla realizzazione di una sfoglia trafilata, frutto della tradizionale sapienza modenese che si riconosce nei tortellini piccoli e annodati come se fossero fatti a mano, unitamente alla sicurezza e alla varietà di offerta che solo un grande pastificio 100% italiano può offrire.

Per sede produttiva e storia è l’unica pasta ripiena emiliana industriale distribuita a livello nazionale in GDO. Fini ha vinto la sfida con le multinazionali proprio scegliendo di puntare sul suo essere rimasto un marchio non solo nazionale ma locale, nato nel 1912 a Modena e ancora oggi fortemente radicato in questo territorio. Un’identità comunicata al pubblico attraverso i diversi canali, tra cui i social network, dimostrando così la freschezza di un marchio rinato con ancora più energia, rendendo speciale il gusto di un lieto fine ad ogni assaggio.

 

 

 Matteo Barboni

 

 

 

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