Nove anni fa il sisma in Emilia-Romagna

inaugurazione monumento a vittime sisma

Il 20 e il 29 maggio di nove anni fa il sisma. Abitazioni, edifici, attività economiche, imprese, scuole: ricostruzione privata quasi completata. Cratere ristretto a 15 Comuni, sui 60 iniziali, i cantieri proseguiti anche durante la pandemia. A Medolla inaugurato il monumento in ricordo di tutte le vittime

Sia nei numeri sia nella realtà, la ricostruzione privata nelle aree dell’Emilia-Romagnacolpite dal terremoto del 2012 si può dire sia alle battute finali. Nove anni dopo le scosse del 20 e 29 maggio, che investirono le province di Modena, Ferrara, Bologna e Reggio Emilia causando 28 morti e 300 feriti, con 45mila sfollati e circa 13 miliardi di euro di danni, resta da completare soprattutto la parte pubblica relativa al patrimonio artistico e culturale, la più difficile e delicata per i vincoli, anche paesaggistici, cui sono sottoposti beni di pregio e valore storico.
Anche qui però si sono fatti importanti passi avanti, basti pensare alle chiese, molte delle quali restituite al culto e alle comunità anche nell’ultimo anno. Più in generale, sono stati 457 gli interventi a edifici religiosi (comprese canoniche e altre strutture), con quasi 300 chiese riaperte sulle 437 inizialmente danneggiate e 71 dove i lavori sono stati avviati.

Il punto sulla ricostruzione a nove anni dal sisma

I numeri e i capitoli sono importanti. Oltre il 90% della ricostruzione conclusa. Cantieri, seppur rallentati, che non si sono mai fermati nemmeno in questo anno e mezzo drammaticamente segnato dalla pandemia. Tanto che due mesi fa sono saliti a 45 i Comuni dove la ricostruzione è stata considerata pressoché terminata, con un nuovo restringimento del cratere, l’area che inizialmente ricomprendeva i 60 Comuni colpiti dal sisma. Ai 30 usciti nel 2017 se ne sono aggiunti altrettanti e ora nel cratere ristretto rimangono solo 15 Comuni, dove si concentrano gli sforzi per terminare.

La quasi totalità di cittadini e famiglie è rientrata nelle proprie case. Gli edifici ripristinati sono 8mila, per circa 16.500 abitazioni rese di nuovo agibili, oltre a 5.700 piccole attività economiche – negozi, attività artigianali, esercizi – che si sommano a quasi 3.500 imprese (industria, agricoltura, commercio) ricostruite o riportate in sicurezza.

Tutto questo attraverso 6,4 miliardi di euro di contributi concessi: numeri sostanzialmente invariati nell’ultimo anno, visto che la ricostruzione privata (abitazioni, piccole attività economiche collegate agli edifici, imprese) era già stata completata, con Mude, la piattaforma regionale per i contributi sulle abitazioni, e Sfinge, quella sulle imprese, che registrano ormai poche decine di pratiche aperte.
Le scuole, tutte ristrutturate o costruite nuove: 541 gli istituti sui quali si è intervenuto.
centri storici, con un bando regionale per la loro rivitalizzazione che negli ultimi due anni ha visto gli stanziamenti della Regione passare da 35 a quasi 57 milioni di euro, con quattro finestre che hanno permesso di finanziare 863 progetti di riqualificazione o nuove aperture presentati da commercianti, artigiani, botteghe, imprese di servizi e professionisti, su 1.134 domande che troveranno risposta positiva, e quindi sostegno economico

Palazzo Sartoretti a Reggiolo prima e dopo il restauro. Sarà inaugurato a luglio 2021 (ph. Gazzetta Reggio)

La ripresa a nove anni dal sisma

Un’area, quella del cratere, che già prima della pandemia aveva dimostrato grande forza e capacità di ripartire: nel 2019, a sette anni dal sisma, l’occupazione era tornata ai livelli precedenti, con 22mila posti di lavoro in più rispetto a quelli del 2011, per circa il 27% del valore aggiunto regionale, equivalente al 2,4% del Pil nazionale. Nel Documento strategico regionale 2021-27 approvato dalla Giunta, la Regione conferma l’impegno a mantenere un’attenzione particolare nell’area del sisma, con la scelta di rafforzare la capacità progettuale del sistema territoriale attraverso un utilizzo integrato delle risorse della ricostruzione, dei fondi europei e del Pnrr, il Recovery Plan.

Impossibile rimarginare completamente la ferita di quanto successo col terremoto. Il primo pensiero va a chi perse la vita nove anni fa, anche mentre era al lavoro, e a tutti coloro che hanno sofferto per una tragedia che colpì così duramente la nostra terra– afferma il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini-. Abbiamo ricostruito bene e velocemente, se si considera che le scuole, la parte privata e quella economica le abbiamo praticamente completate da tempo. Le persone sono rientrate nelle proprie abitazioni, nei capannoni le attività produttive sono riprese, nelle scuole non è stato perso un giorno di lezione. Ora, uscire dalla pandemia vuol dire ripartire veloci con la parte pubblica, una leva essenziale per restituire bellezza, identità e servizi alle comunità locali“.

Il punto del Commissario delegato alla ricostruzione, Stefano Bonaccini

Siamo orgogliosi del lavoro fatto, insieme ai sindaci e alle istituzioni locali, senza distinzioni politiche, soprattutto per aver messo l’area colpita nelle condizioni di poter agganciare la ripresa e svolgere un’opera preziosa di ricucitura sociale e territoriale. Qui si concentrano professionalità, imprese, università, tecnopoli e laboratori di ricerca, distretti – basti pensare al biomedicale o all’automotive, ma anche servizi socio-sanitari ed esperienze diffuse che aiuteranno l’intera Emilia-Romagna a ricostruire un presente e un futuro nuovi. Queste comunità si sono subito rialzate– chiude Bonaccinie questi territori, sui cui vogliamo continuare a investire, potranno a loro volta, adesso, trainare la ripresa della nostra regione, e con essa aiutare il Paese a farlo“.

Il Teatro comunale Rinaldi di Reggiolo. Inaugurato il foyer e il ridotto intitolato ad Antonio Zerbini, al termine dei lavori di ristrutturazione necessari dopo il sisma del 2012. In foto il “Trionfo di Pallade” di Gianbattista Borghesi, tempera su tela di grande valore (ph. R. Guernieri)


L’impegno per la ricostruzione in cifre: contributi per 6,4 miliardi

Dal 2012 a oggi sono stati concessi complessivamente contributi per 6,4 miliardi di euro, di cui 5 già liquidati, erogati alle persone e alle imprese. Nel dettaglio, per la ricostruzione delle abitazioni le concessioni di contributi (attraverso la piattaforma informatica Mude) hanno toccato quota 3,1 miliardi di euro di cui liquidati oltre 2,6 miliardi.
Sono 8mila gli interventi completati tramite la piattaforma elettronica Mude. Mentre, per la ricostruzione delle attività produttive le concessioni di contributo concluse (sulla piattaforma informatica Sfinge) sono state pari a 1,9 miliardi di euro, di cui 1,7 miliardi liquidati. Sono 2.840 gli interventi completamente conclusi.
Per quanto riguarda la ricostruzione pubblica, sono 1.675 i progetti di recupero finanziati per un totale di 1,423 miliardi di euro: 589 cantieri conclusi (244 milioni di euro) e 642 cantieri in corso (637 milioni).

A Medolla il monumento in ricordo di tutte le vittime

Nel nono anniversario della seconda scossa del 29 maggio è stato inaugurato a Medolla, nel Modenese, il monumento dedicato a tutte le vittime del terremoto del 2012. Si tratta di una scultura in bronzo intitolata “Riconciliazione”, realizzata su progetto di Lisa Buffagni, ex studentessa dell’Istituto d’arte ‘Venturi’ di Modena.

Il monumento, inizialmente pensato per onorare la memoria dei lavoratori caduti all’Haemotronic di Medolla, poi divenuto a ricordo di tutte le vittime del sisma 2012, è stato posizionato nel giardino a fianco del Teatro Facchini, recuperato anch’esso dopo i danni del terremoto e inaugurato nel 2018. Contestualmente, con il teatro fu riqualificata anche l’area a fianco, sede di una vecchia pista di pattinaggio dismessa, trasformandola in giardino, con ora al centro il monumento. “Unendo idealmente tutti i territori colpiti – osserva il presidente della Regione  Stefano Bonaccinisi fissa un segno indelebile a memoria sia della tremenda tragedia accaduta sia della caparbia, straordinaria ed esemplare capacità della nostra terra di rialzarsi, più forte di prima. Di donne e uomini che vivono, lavorano, fanno impresa, studiano, si impegnano in tantissime attività nelle zone colpite. Qui ogni giorno si rinnova la memoria, ma anche la forza, la tenacia, la solidarietà di chi si è rialzato”.

Bonaccini è stato anche a Concordia sulla Secchia (Mo) per l’intitolazione a Gina Borellini – partigiana e prima donna modenese ad essere eletta nel 1948 in Parlamento – della piazza nello spazio che raccoglieva le macerie degli edifici devastati dal sisma del 2012. Il costo dell’intervento di riqualificazione dell’area, quasi 1,5 milioni di euro, è stato finanziato principalmente dalla Regione con 1 milione e 250 mila euro, dal Programma speciale d’area “Rigenerazione e rivitalizzazione dei centri storici colpiti dal sisma. Attuazione dei piani organici”, e dal Comune di Concordia.

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