La nostra nuova vita on-life

Le opportunità che bisogna saper cogliere dopo l’emergenza Covid nella vita

“La transizione al digitale nella vita quotidiana non avviene naturalmente. Bisogna pensarla. L’emergenza sanitaria ci ha costretti a una trasformazione forzata e repentina della nostra vita e a questo punto, per gestire le potenzialità che abbiamo scoperto, abbiamo due alternative: possiamo decidere se usarle bene e migliorare la società o male, aumentando così il divario tra chi vi ha accesso e chi no.

Sabina Leonelli, docente di Filosofia e Storia della Scienza all’Università Exeter in Inghilterra

Sabina Leonelli, Ordinario di Filosofia e Storia della Scienza all’Università di Exeter in Inghilterra, membro della Open Science Policy Platform ed esperta del Mutual Learning Exercise on Open Science della Commissione Europea, sintetizza così, nel corso di un LiveTalk che si è tenuto nell’ambito di R2B OnAir, la situazione in cui ci troviamo oggi. “Abbiamo l’opportunità di migliorare la società ma prima – avverte – serve un’educazione digitale che insegni alle persone cosa possono e cosa non possono fare con il digitale. Tra docenti, per esempio, il digitale è prezioso per potersi scambiare velocemente una gran mole di dati. Anche durante la pandemia questo scambio continuo ha aiutato molto. Si capisce però come diventi preziosa, in questo contesto, una figura in grado di proteggere questi dati sensibili che viaggiano sulla rete. Il tutto, ovviamente, a livello internazionale. Il digitale – spiega – è una misura cruciale per trasformare il sociale ma questo cambiamento può avere successo solo se l’esperienza digitale viene affiancata a esperienza materiale”.

Vita da on-line a on-life

Luciano Floridi, docente di Filosofia ed Etica dell’Informazione all’Università di Oxford

Che il digitale da solo non basti lo ribadisce anche Luciano Floridi, professore ordinario di Filosofia ed Etica dell’Informazione all’Università di Oxford, dove dirige anche il Digital Ethics Lab dell’Oxford Internet Institute ed è presidente del Data Ethics Group dell’istituto britannico per la data science e l’intelligenza artificiale. “Oggi vita reale e vita digitale coesistono. Soprattutto con la pandemia, il pendolo della vita si è spostato sul lato digitale. Oggi non c’è più la dimensione On-Line. C’è quella On-Life. Ma il segreto per vivere bene questa condizione è saper unire il bello della vita reale con il bello del digitale. Ma – precisa – serve innanzitutto consapevolezza. Intanto per non dare mai più per scontato tutto quello che ci è mancato durante il lockdown. E poi per renderci conto di quanti “non si può fare” abbiamo superato dalla sera alla mattina: smartworking, lezioni a distanza, riunioni online. Sembravano ostacoli insormontabili e invece – sottolinea – abbiamo dimostrato di poter fare tutto, nel momento del bisogno. Il Covid può essere considerato come un esperimento sociale che non avremmo mai voluto ma che è capitato. La nostra vita è stata improvvisamente pervasa dal digitale e ora è il momento di cogliere questa opportunità: si è fermato il mondo e ora che riparte, dove vogliamo andare? Fondamentale – conclude – è spendere bene le risorse”.

Verso una legge sulla cittadinanza digitale

Giovanni Anceschi, president ART-ER

Una sfida che la Regione è pronta ad accettare perché, come sottolinea Giovanni Anceschi, president ART-ER – Attractiveness Research Territory, “l’Emilia-Romagna è la Regione che da più tempo investe nel digitale e nell’inclusione. La lungimiranza degli anni scorsi ci mette in una posizione di vantaggio e grazie ad ART-ER siamo in grado di favorire lo sviluppo delle competenze necessarie alla gestione del digitale”.

Paola Salomoni, sssessore regionale alla scuola

Una propensione a valorizzare il digitale confermata dall’Assessore regionale alla scuola, università, ricerca e agenda digitale, Paola Salomoni, che annuncia come la Regione Emilia-Romagna si sia data come obiettivo della legislatura una legge sulla cittadinanza digitale.

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