Accoglienza sicura

Firmato protocollo nazionale da Assohotel Confesercenti sull’accoglienza sicura. Tutte le misure per la ripartenza in Emilia-Romagna: se hotel rispetta standard previsti non chiuderà in caso di ospite positivo

Un piano per far ripartire in sicurezza il comparto ricettivo. Assohotel Confesercenti ha presentato al Governo, insieme alle associazioni Federalberghi e Confindustria Alberghi, un protocollo nazionale che individua efficaci misure di prevenzione della diffusione del virus SARS-CoV-2, con l’obiettivo di tutelare la salute degli ospiti e dei collaboratori.

Il protocollo è stato redatto da una task force delle diverse categorie con l’ausilio di consulenti in materia d’igiene e sicurezza e sotto la supervisione di un esperto in malattie infettive. “Accoglienza Sicura” ha l’obiettivo di tutelare la salute degli ospiti e dei collaboratori e di realizzare l’equilibrio necessario per garantire l’erogazione del servizio in condizioni di sicurezza e sostenibilitàÌ, senza snaturarne le caratteristiche.

Si tratta– sostiene Filippo Donati presidente di Assoturismo-Confesercenti E.R. –di un buon equilibrio tra la tutela della salute degli ospiti e dei collaboratori e l’operatività aziendale. Il nostro intento è quello di rimanere un punto di riferimento del turismo mondiale anche in tema di sicurezza e non solo di qualità ed efficienza dei servizi”.

Accoglienza sicura: turista positivo? Hotel non chiuderà

Tutto questo mentre l’assessore regionale al turismo dell’Emilia-Romagna, Andrea Corsini conferma che se nella fase di ripartenza un villeggiante dovesse ammalarsi e risultare positivo al coronavirus l’albergo che lo ospita “non chiuderà per quarantena”. “Al tavolo regionale dove la sanità ha un ruolo centrale abbiamo chiarito questo aspetto importante”, spiega l’assessore. “Il positivo verrà preso in carico dalla sanità e sarà instradato verso un percorso di terapia”. Allo stesso tempo saranno individuate le persone con cui è entrato in contatto. “Se per queste sarà disposta la quarantena, la faranno ma non in albergo. Non ci saranno responsabilità nei confronti albergatore purchè abbia rispettato protocolli di sicurezza”, aggiunge, rassicurando gli albergatori. Insomma, “non ci saranno né l’albergo chiuso con ospiti in quarantena, né situazioni che possano creare danno alla struttura privata”, conclude.

Prevista chiaramente una “sanificazione” ulteriore della struttura che però non chiuderà.

Riguardo a tutte le misure necessarie per la sicurezza di operatori e ospiti, dai protocolli alcune indicazioni o proposte sull’estate che verrà, al tempo del Covid-19. Il plexiglass forse ci sarà, ma come elemento divisorio alla reception in albergo tra il personale e il cliente. Saranno agevolate procedure online per il check-in in hotel, saranno installati dispenser di igienizzante all’ingresso di spazi comuni come ristoranti e sale tv e viene prevista una pulizia più frequente delle superfici (come i pulsanti negli ascensori) che più persone saranno costrette a toccare. Al ristorante a uno stesso tavolo sederanno i nuclei familiari, che soggiornano insieme, ma i tavoli saranno distanziati l’uno dall’altro. Nessun plexiglass tra un coperto e l’altro. Divisori di questo tipo non dovrebbero essere all’ordine del giorno nemmeno in spiaggia, dove la soluzione saranno meno ombrelloni e più distanziati.

Per approfondire: leggi la notizia sul bando per la sanificazione strutture ricettive 

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