Osservatorio U.S.A. contributo di Charles R. Bernardini

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Vendere impianti, attrezzature, macchinari in U.S.A. direttamente o tramite la propria filiale statunitense? Risponde Charles R. Bernardini

Charles Bernardini,
Nixon Peabody UP,
Chicago

Charles R. Bernardini – Nixon Peabody UP, Chicago e Frank J. Emmons – Nixon Peabody LLP, Chicago (tratto da IPSOA – Fiscalità & Commercio Internazionale- Wolters Kluwer

Charles Bernardini, avvocato di Chicago di origine italiana che ha mantenuto un forte legame con la sua terra di origine, anche per guidare le imprese italiane nell’approccio al mercato statunitense, il terzo per l’Emilia-Romagna, apre un dialogo periodico con i lettori di econerre.it “Gli americani apprezzano i prodotti italiani e quindi si aprono opportunità per le imprese emiliano-romagnole” dice l’avvocato Charles Bernardini che propone il primo approfondimento

Un’azienda italiana che desidera vendere e installare impianti, attrezzature o macchinari presso un cliente statunitense deve affrontare una seria di problematiche, prima di decidere di vendere e installare direttamente (da S.p.A. o S.r.I.) o di trasferire l’ordine ad una propria filiale statunitense per la fatturazione e it lavoro di verifica.

Spesso, un’azienda italiana preferisce svolgere l’installazione e il collaudo del prodotto mandando, negli Stati Uniti propri dipendenti, per un periodo limitato, per montare e assicurare la funzionalità. Ma la prudenza richiede che la situazione sia analizzata in merito agli aspetti fiscali particolari del sistema federale americano, nonchè la dogana americana – sempre più attenta (e severa) agli operatori stranieri che entrano negli Stati Uniti. I risultati dell’analisi, naturalmente, possono essere diversi, per la differenza in merito alle leggi e alla prassi dei 50 Stati americani (cioè, dove risiede il cliente finale). Questo articolo si limiterà alle leggi federali pertinenti e quelle della California come esempio di uno Stato americano.

La dogana americana US Customs

In linea di massima, ci sono regole per la dogana americana che permettono a un’azienda straniera di mandare personale qualificato per entrare negli Stati Uniti per brevi periodi, solo per le fasi di installazione e collaudo, di macchinari prodotti all’estero e ordinati da clienti americani.

Come detto precedentemente, dipende dalla legislazione federale dello Stato americano di destinazione, può darsi che ci siano imposte sui salari per i dipendenti stranieri/italiani. Importante notare che, per poter gestire le imposte sui salari in quei Stati, dove richiesto, il datore di lavoro dovrà “assistere” i propri dipendenti ed ottenere codici fiscali americani (“ITIN – Individual Taxpayer Identification Number”).

Ottenere ITIN non è sempre una procedura facile, e potrebbe risultare un’attenzione” non voluta riguardo le leggi di immigrazione che regolano operai stranieri temporanei.

Le tasse federali sul reddito dell’azienda
US federal income tax

Il Fisco americano nazionale (“IRS/ Internal  Revenue Service”) ha la responsabilità per l’imposta federale sul reddito delle società. Le entrate relative alle imposte sono esenti dalla tassazione ai sensi del Trattato sull’imposta sul reddito degli Stati Uniti e dell’Italia (il “Trattato”) ai sensi dell’art. 5, paragrafo 2 (g) che prevede the i lavori che vengono eseguiti “in un cantiere o costruzione o progetto di assemblaggio per [meno] di 12 mesi… “non costituisce una stabile organizzazione che assoggetta la società straniera all’imposta sul reddito negli Stati Uniti”. Per ottenere questo vantaggio, la società estera dovrebbe ottenere un codice identificativo (un “EIN/ Employer Identification Number”) e presentare una dichiarazione, del reddito in USA, reclamando l’esenzione basata sul trattato.

Sembra chiara e semplice, ma e quasi necessario dover incaricare un professionista americano per predisporre la dichiarazione; e risulta che l’azienda italiana da quel punto sari conosciuta e sarà inserita nel sistema elettronico dell’IRS, con il rischio che l’IRS vorrà approfondire le attività dell’azienda. Spesso, un’azienda straniera preferisce, per evitare questa “attenzione”, costituire una filiale per gestire queste procedure e interfacce.

Le tasse federali sui salari Federal payroll tax

II Trattato non si applica alle imposte federali sui salari. Poiché le retribuzioni dovrebbero essere esenti dalle imposte sul reddito degli Stati Uniti ai sensi del Trattato (art. 15, Sezione 2), e poiché non saranno attribuibili a una stabile organizzazione negli Stati Uniti (cfr. Punto “b”), dovrebbe essere possibile ottenere i certificati di esenzione dall’imposta sul reddito da parte dei lavoratori stranieri a condizione che abbiano l’ITIN. Le tasse sulla sicurezza sociale (“FICA”) e Medicare/sistema sanitaria per anziani (che sono a carico del datore di lavoro per it 50% e per il 50% per il dipendente) possono essere evitate seguendo le procedure dell’accordo di sicurezza sociale tra Italia e Stati uniti (accordo di totalizzazione https: //www.inps.it/nuovoportaleinps/default.aspx?itemdir=49821).

In realtà, pochi datori di lavoro tentano di qualificarsi in base agli accordi di totalizzazione poiché il processo è molto complicato.

Anche il poter ottenere il permesso per i lavoratori stranieri (italiani) per poter prestare servizio negli Stati Uniti in base alle leggi sull’immigrazione potrebbe anche questo essere complicato. Il tasso FICA/Medicare e pari al 15,3% per i primi $130.000 di stipendio. Anche le tasse federali di disoccupazione (“FUTA”) sono rilevanti. Si tratta fondamentalmente di una tassa di accisa del 6% (soggetta a un credito per le tasse statali di disoccupazione) che viene imposta al datore di lavoro sui primi $ 7.000 dollari di stipendio pagati ad ogni dipendente.

In assenza di conformità con le esigenze di Totalizzazione, le tasse FICA/Medicare saranno dovute. FUTA non è influenzato dalla totalizzazione, pertanto le tasse federali di disoccupazione saranno imposte in tutti i casi.

Registrazione con gli stati americani
State franchise tax

Ogni stato americano richiede all’azienda estera di registrarsi (Qualify to do business) per poter adempiere ai propri rapporti commerciali.

ESEMPIO

Una società straniera per poter condurre affari in California, deve presentare un modulo, al segretario di Stato, pagare una tassa di $ 100 e fornire documentazione ufficiale per dimostrare che l’azienda sia una persona giuridica e una valida organizzata per la legge italiana.

Tale azienda italiana avrà bisogno di un agente registrato (registered agent) in loco, che normalmente e un ruolo svolto dal proprio legale americano che ha sede in quello Stato.

Successivamente, la dichiarazione dei redditi in California includerà l’annuale imposta franchise (calcolata come minimo $ 800/anno o l’imposta statale sul reddito). Ciò richiederà una EIN e alcuni documenti ufficiali per dimostrare che l’azienda sia un’entità legalmente valida. In alcuni stati americani è possibile depositare un solo modulo ai fini fiscali sul reddito, salari efranchise. Il fatto che il cliente sia una società non statunitense può aggiungere qualche complicazione a questo processo.

Le tasse degli stati americani sulle vendite State and local sales taxes’

Qualora la transazione prevedesse la vendita di proprietà personali tangibili installate presso la sede del cliente in California, dovrebbe essere soggetta a imposte statali e locali sulle vendite. Il tasso di vendita in California e pari al 7,25% del prezzo di acquisto, ma potrebbe beneficiare di un’aliquota ridotta del 3,125% se l’apparecchiatura si qualificasse come apparecchiatura di produzione. Se la tassa di installazione fosse separata dal costo della macchina, anche l’80% di tale importo potrebbe essere esente da imposta (il restante 20% e considerato come materiale e fomiture). Il tasso di vendita varierà anche in base al Comune dove viene installato il prodotto. Se l’azienda avesse trasferito la responsabilità delle imposte di vendita al cliente nell’ordine di acquisto (o altro contratto) o se il cliente dovesse pagare tale importo oltre it prezzo del contratto, in entrambi i casi, l’azienda venditrice dovrebbe segnalare e pagare allo Stato l’importo adeguato dell’imposta sulle vendite.

Le tasse degli stati americani sul reddito dell’azienda

State income taxes L’esenzione dall’imposta sul reddito federale ai sensi del Trattato non si applica alle imposte statali sul reddito. Ad esempio, in California, l’aliquota d’imposta e inferiore a S 800 l’anno o all’8,84% della por-zione del reddito mondiale del cliente che viene ripartita in California. La ripartizione sarebbe rappresentata dalle vendite in California, divine dalla vendita in tutto il mondo, moltiplicata per il reddito imponibile mondiale dell’azienda (tale reddito e determinato in base alle norme fiscali della California). Questo calcolo dovrà considerare anche le affiliate dell’azienda venditrice in  USA e in tal caso bisogna valutare se il loro reddito dovesse essere considerato.    Ovviamente, ciò comporta problemi di divulgazione significativi per l’azienda e il rischio di una verifica.

Le tasse stall americani sui salari State payroll taxes

L’esenzione dalla ritenuta fiscale federale sul reddito non impedisce ai singoli stati americani di imporre tasse sul reddito. Perciò, l’imposta sul reddito dello stato dove la persona lavora deve essere trattenuta dallo stipendio. In California, le imposte statali sull’occupazione imposte al datore di lavoro sarebbero circa il 3,4% volte l’importo lordo pagato (soggetto a un tetto massimo di salari coperti).

Considerazioni conclusive

Abbiamo iniziato questo articolo con le premesse che l’azienda italiana produttrice di macchinari vuole vendere e collaudare it prodotto a un cliente americano.

Abbiamo illustrato le problematiche con le leggi americane che un’azienda italiana deve affrontare per svolgere la transazione.

In breve, segnaliamo un paio di alternative che esistono per rimediare o almeno minimizzare le problematiche.

Costituire, e utilizzare, la propria filiale americana per fare il contratto e fornire il servizio di collaudo (o la filiale stessa con i propri dipendenti o con un contratto di servizi fra la filiale e i terzi americani qualificati) con il cliente finale americano. E la prassi normalmente seguita dalle aziende straniere in queste circostanze, per isolare la casa madre (italiana) dal Fisco e dalla dogana americana. Sarebbe la soluzione meno rischiosa per la casa madre italiana, meno burocratica e, perciò, anche meno costosa (dal punto di visto di necessity di coinvolgere legali e fiscalisti americani nel trattare con le varie autorità).

Charles Bernardini si occupa di diritto societario e contrattualistica, incluso fusioni e acquisizioni. Assiste clienti nel trattare incentivi economiche e gare di fornitura con enti governativi americani. Ha ricoperto cariche elettive a Chicago, nel Consiglio Comunale e nel Consiglio della Contea di Cook, per 12 anni. Nel 2014 il Presidente Giorgio Napolitano lo ha insignito del titolo di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

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