L’educazione finanziaria entra in classe

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Rivolte agli insegnanti delle scuole per diffondere la cultura economica e l’educazione finanziaria tra i giovani, le iniziative del progetto realizzato dalla Banca d’Italia in collaborazione con l’Ufficio Scolastico regionale

C’era una volta l’economia domestica. E c’è ancora. Con una differenza: se un tempo la scuola provava a fornire i rudimenti della brava casalinga o del padre di famiglia tuttofare, oggi sono altre le competenze che si prova a trasmettere agli studenti, fin dalla più tenera età. Perchè non è mai troppo presto per capire come si maneggia il denaro, cosa sono gli interessi, come si amministra, per esempio, una carta prepagata. L’educazione finanziaria entra in classe grazie al progetto realizzato dalla Banca d’Italia in collaborazione con l’ufficio scolastico dell’Emilia-Romagna. L’obiettivo è formare gli insegnanti fornendo gli strumenti teorici, ma anche veri e propri manualetti per aiutare i ragazzi a comprendere i meccanismi alla base dell’economia e della finanza: l’ignoranza, in questo campo più che in altro, può indurre in errori che posto costare letteralmente molto cari.

maurizio rocca

Le crisi, come quelle che si sono susseguite negli ultimi anni, presuppongono consumatori consapevoli e competenti, che siano in grado di non sottostimare i rischi”, spiega il direttore regionale di Bankitalia, Maurizio Rocca.

Maggiore è la diffusione delle informazioni, maggiore è l’eguaglianza tra i cittadini. L’Italia ha dei problemi su questo fronte, ma la scuola può essere un canale fondamentale per diffondere le competenze in materia economica e finanziaria”, aggiunge Rocca. “In Italia tra c’è una forbice molto ampia tra competenze alte e altissime e competenze basse e bassissima. Siamo competentissimi e ignorantissimi con disparità a livello regionale. Le indagini dell’Ocse rappresentano un Paese non incapace, ma frantumato. Per noi che facciamo scuola questi dati sono mortificanti, ma anche una provocazione fortissima”, ammette il direttore dell’Ufficio scolastico regionale, Stefano Versari.

versari

Un tempo nelle scuole si insegnava economia domestica. Non stiamo scoprendo niente di nuovo. Quelle economiche sono competenze sfidanti di cui abbiamo necessità, anche alle elementari e alle medie: ci serve lì l’alfabetizzazione finanziaria, considerato anche l’alto numero di studenti di origine non italiana”, aggiunge.

Non è mai troppo presto per approcciare questi argomenti”, assicura Marcello Pagnini, economista di Bankitalia e responsabile del progetto per l’Emilia-Romagna. 

Il progetto educativo passa, con un approccio valoriale, dalla formazione dei formatori, gli insegnanti, e da questi agli studenti. Le due guide realizzate esplorano i cinque temi individuati con criteri didattici secondo storytelling, ossia vicende di vita.  E’ prevista nel futuro una espansione on line del progetto. 

Educazione finanziaria: il programma in sintesi

La formazione avviene attraverso due guide, una per gli insegnanti e una per gli studenti (diverse per ogni ordine e grado scolastico), studiate da esperti per guidare i ragazzi alla comprensione di argomenti spesso non semplici. Le guide sono suddivise in cinque macro-temi: reddito e pianificazione, moneta e prezzi, pagamenti e acquisti, risparmio e investimento, credito. Insomma, la parola spread sentita di sfuggita nell’ultima edizione del telegiornale non sarà più incomprensibile. Il primo passo, però, sarà istruire i docenti: per questo sono previste due sessioni formative condotte da esperti di Banca d’Italia con due incontri di due ore e mezza in dad a marzo. La partecipazione sarà certificata da un attestato formale. A quel punto, gli insegnanti potranno trasferire ai loro alunni quello che hanno imparato. (Vor/ Dire)

Fonte 

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Educazione finanziaria: la scheda

Le iniziative di Educazione finanziaria della Banca d’Italia di Bologna, realizzate in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale dell’Emilia-Romagna (USR), sono rivolte agli insegnanti delle scuole e mirano a diffondere la cultura economica e finanziaria tra i giovani.

Nella società di oggi comprendere i concetti fondamentali dell’economia e della finanza (come la relazione rischio/rendimento o l’importanza della diversificazione del portafoglio) è cruciale. La pandemia ha, inoltre, reso più evidente il legame tra le competenze finanziarie e quelle digitali.

Il possesso da parte dei cittadini degli elementi di base per operare in modo consapevole nei settori bancario e finanziario e nel sistema dei pagamenti è un prerequisito per l’efficacia dell’azione dalla Banca d’Italia e dalla Banca Centrale Europea in ambiti quali la politica monetaria, la regolamentazione e il controllo degli intermediari e dei mercati, la tutela della clientela bancaria.

Il progetto della Banca d’Italia, avviato con il Miur dal 2007, ha una articolazione regionale. Docenti della Banca d’Italia della sede di Bologna e delle filiali di Piacenza e Forlì nel mese di marzo terranno un ciclo di incontri on line per gli insegnanti di tutti gli ordini. I docenti interessati potranno trovare tutte le informazioni relative al progetto nel sito dell’USR. Sarà possibile iscriversi attraverso la piattaforma del MIUR “SOFIA” oppure inviando una mail a edufin.bologna@bancaditalia.it 

Il progetto si caratterizza quest’anno per un’importante novità: per accompagnare gli insegnanti sono stati realizzati i quaderni didattici “Tutti per uno, economia per tutti”, con versioni dedicate ai docenti e agli studenti. Il loro livello di approfondimento cresce con l’età degli studenti (tra l’altro, studi e orientamenti didattici indicano che l’apprendimento dell’economia e della finanza migliora se rivolto ai bambini delle primarie e addirittura in età prescolare).

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Trattano cinque temi fondamentali:

1. Reddito e pianificazione, 2. Moneta e prezzi, 3. Pagamenti e acquisti, 4. Risparmio e investimento, 5. Credito.

I quaderni sono stati redatti da un team di esperti (economisti, divulgatori, insegnanti) ed uniscono il rigore della trattazione alla semplicità di linguaggio. Quattro ragazzi e un cane sono al centro di una serie di avvenimenti su cui si basano spiegazioni teoriche e attività sperimentali. Ogni capitolo offre collegamenti con i diversi ambiti di insegnamento e riferimenti valoriali (la Costituzione, il senso del lavoro) per favorire l’integrazione con le attività di educazione civica. Un sito internet metterà a disposizione dei docenti attività on line da svolgere con gli alunni.

L’adesione ai corsi è aperta agli insegnanti di tutte le materie.

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