Emilia Terra di Motori in pista… e in accademia con MUNER

I marchi emiliani brillano in Formula 1 e le case automobilistiche collaborano con le università nella realizzazione delle lauree magistrali con il progetto MUNER

Le call per l’anno accademico 2018-2019 sono aperte ancora per poche settimane, e saranno ammessi solo i migliori, perché qui si coltiva l’eccellenza: MUNER, la Motorvehicle University of Emilia-Romagna, sta preparando infatti il secondo ciclo dei corsi di laurea magistrale internazionale in Advanced Automotive Engineering e Advanced Automotive Electronic Engineering, destinati a formare e perfezionare i futuri ingegneri dell’automotive e a farlo… sul campo, nell’area della Motor Valley emiliano-romagnola, per antonomasia terra di motori dove si concentrano alcuni dei più prestigiosi marchi mondiali del settore i quali, non a caso, sono partner del progetto.

Automobili Lamborghini, Dallara, Ducati, Ferrari, Haas, Hpe Coxa, Magneti Marelli, Maserati, Pagani e Toro Rosso, in rigoroso ordine alfabetico, collaborano infatti attivamente con MUNER – l’hub che comprende le Università di Bologna, Ferrara, Modena e Reggio Emilia, e Parma – nella realizzazione delle lauree magistrali, che garantiscono così la massima qualità didattica, l’assoluta professionalizzazione degli indirizzi e la possibilità di mettere in pratica la teoria attraverso la logica del “learning by doing” da effettuare nei laboratori dei partner industriali.

I corsi, partiti nel 2017, realizzati completamente in lingua inglese ed entrambi biennali, produrranno i primi laureati nel 2019, ma nel frattempo il successo del primo ciclo ha confermato la bontà dell’idea e consentito a MUNER di approntare il secondo: 30 i posti disponibili per il corso di Advanced Automotive Electronic Engineering, 120 complessivi per quello di Advanced Automotive Engineering, che consta di sei curricula (Advanced Motorcycle Engineering, Advanced Powertrain-Modena, Advanced Powertrain-Bologna, Advanced Sportscar Manufacturing, High Performance Car Design, Racing Car Design) che avranno 20 iscritti ciascuno.

MUNER: sino a pochi anni fa era un sogno, è diventato una realtà.

Questo grazie all’accordo sinergico tra gli atenei e le case motoristiche, una partnership che affonda le radici nel territorio e che proprio da questo è partito per raggiungere la gloria internazionale e diventare sinonimo di Made in Italy di qualità e alte prestazioni. Da Sant’Agata Bolognese, regno della Lamborghini, a Maranello in casa Ferrari; da Faenza dove ha sede Toro Rosso a Varano de’ Melegari, nel Parmense, luogo dal quale Giampaolo Dallara ha portato il proprio marchio, fra l’altro, a diventare progettista e fornitore unico dei telai e delle scocche delle monoposto della Formula Indy, e in cui si sta ultimando la costruzione di Dallara Academy, la nuova struttura che ospiterà il secondo anno del curriculum in Racing Car Design.

Quello di innovazione, del resto, è un concetto chiave, così come quello di ricerca, facile da ritrovare sia negli obiettivi degli atenei che in quelli dei marchi nostrani dell’automotive. Così, ad esempio, è dello scorso ottobre l’inaugurazione a Modena, da parte di Hpe Coxa, del nuovo centro di ricerca “Metal Additive” dedicato alle tecnologie additive metalliche, mentre negli ultimi anni la scelta di Lamborghini di produrre il suv Urus negli Stabilimenti di Sant’Agata Bolognese ha portato ad un aumento di superficie da 80mila a quasi 160mila metri quadri e all’aumento occupazionale dove le procedure produttive sono all’insegna dell’approccio 4.0, la smart factory, insomma, aspetto questo che può correttamente essere esteso a gran parte delle realtà industriali della Motor Valley.

Dove, peraltro, un’altra azienda del territorio, Energica Motor del gruppo modenese CRP, ha recentemente siglato con la Dorna, l’organizzazione che gestisce il Motomondiale, l’accordo per diventare fornitore unico della MotoE World Cup, il campionato mondiale delle moto elettriche che partirà nel 2019. Da Soliera ai circuiti di tutto il mondo, per un’azienda già leader del settore nel mercato customer e pronta ora a calarsi nella velocità, per quello che è di fatto un ritorno alle origini, dal momento che il gruppo controllante ha costruito le proprie fortune, già dagli anni ’70, grazie alla produzione di componenti per le monoposto di Formula 1.

Antonella Cardone

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