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La nuova frontiera dell’agricoltura digitale che cresce con la rete

agricoltore con tablet

Collegata alle tecnologie e a internet l’agricoltura digitale agevola la gestione dei costi, riduce le spese e apre il mercato. Permettendo di tracciare i prodotti, li qualifica rispetto al consumatore e consente ricavi migliori

di Lisa Bellocchi

Smart farming. Creare opportunità digitali per l’agricoltura per mantenere i livelli produttivi attuali, risparmiando innanzi tutto sulla risorsa più pregiata e rara che abbiamo: l’acqua.

L’agricoltura digitale è uno degli argomenti di punta del nostro tempo, in cui la sensibilità ecologista per la difesa del pianeta è resa più urgente dai cambiamenti climatici (innalzamento delle temperature, siccità crescente, temporali imprevedibili) che stravolgono le tradizionali coltivazioni. 

All’agricoltura digitale ha dedicato un seminario il PID – Punto di Impresa Digitale – della Camera di Commercio di Bologna, in collaborazione con Tecnopolo –CNR (e il suo Cluster agroalimentare) e con il laboratorio di ricerca e sviluppo industriale Mister. Dopo i saluti del vice segretario generale camerale, Giuseppe Iannaccone, ad approfondire il tema sono stati i relatori Valeria Pignedoli, Marco Foschini, Andrea Gorrieri, Ivan Kostadinov, Michela Janni e Marco Ardoino.

L’agricoltura 4.0, basata sulle più innovative realtà digitali, è già una realtà, che ha urgente bisogno di essere conosciuta tra gli operatori del settore. I campi di applicabilità sono amplissimi.

Agricoltura digitale: il bioristor nel pomodoro

Ha dato ottimi risultati una recente sperimentazione sul pomodoro del “Bioristor”. Si tratta un transistor elettrochimico, realizzato interamente su fibra tessile ad elevata biocompatibilità, inserito direttamente nel fusto della pianta allo scopo di leggere in tempo reale la composizione e le variazioni nei parametri biochimici della linfa. Con esso i pomodori hanno potuto raggiungere gli auspicati parametri di maturazione con un notevole risparmio di acqua. La scoperta è importante per l’economia agroalimentare italiana. Il nostro Paese è il settimo produttore mondiale di pomodoro, con il 14% del prodotto totale: 5,2 milioni di tonnellate prodotti su 100.000 ettari di coltivazione. Il moltiplicatore di benefici è dunque impressionante. Inoltre il “Bioristor” è applicabile anche ad altre specie vegetali, erbacee ed arboree, massimizzando i risultati dell’irrigazione di precisione.

L’agricoltura 4.0 cresce meglio affidandosi a IOT, sigla che sta “Internet of things”, l’Internet delle cose, un insieme di tecnologie che permettono di collegare a Internet qualunque tipo di apparato, tracciando una mappa elettronica del mondo reale ed attribuendo ad ogni oggetto un’identità elettronica, che ne consente l’identificazione sulla Rete e permette di scambiare dati senza bisogno dell’intervento umano. Esempi più immediati di questa applicazione sono i sensori di umidità, temperatura e acidità del suolo (come il Bioristor), oppure i trattori smart, in grado di operare sul terreno senza bisogno del pilota o i droni con sistemi di geolocalizzazione, che acquisiscono ortofoto, indici di vigore e mappe di prescrizione. E intanto avanza il progetto TASC, per realizzare trattrici intelligenti, sostenibili ed efficienti, con alto grado di affidabilità e sicurezza e funzionanti sempre più con sistemi di propulsione elettrica.

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Misurazioni iperspettrali

Sofisticati impianti di misurazione elettromagnetica consentono “misurazioni iperspettrali”, che informano sulla maturazione dei frutti, sulla salute delle piante e sulle caratteristiche del territorio. Questi strumenti sono già stati positivamente utilizzati su cereali, mais, carne alimentare e frutta.  Uno dei punti a maggior favore è che si tratta di un’indagine non distruttiva, in grado di offrire informazioni accurate e precise in tempo reale.

La parola all’esperto

 “E’ una grande soddisfazione vedere tanta tecnologia applicata all’agricoltura” commenta Gianluca Cristoni, presidente provinciale di CIA- Confederazione Italiana Agricoltura e membro di giunta della Camera di Commercio. “Il riferimento più immediato dell’agricoltura 4.0 va all’agricoltura di precisione e sicuramente le tecnologie guidate da satellite agevolano la gestione dei costi e riducono le spese, specialmente per irrigazione, antiparassitari e concimi”.

Gianluca Cristoni

Ma le tecnologie – continua Cristoni – aprono anche un altro grande spazio: quello del mercato. Permettendo di tracciare i prodotti, li qualificano rispetto al consumatore finale e consentono ricavi migliori. Senza contare che la rete stessa è un grande mercato, cui affacciarsi per offrire online le proprie produzioni. Tutto questo oggi non è più appannaggio solo delle grandi aziende; per farlo basta un tablet”.

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