GenBacca: una soluzione per la filiera del pomodoro

E’ il progetto co-finanziato dal POR-FESR 2014-2020 Regione Emilia-Romagna per valorizzare genotipi di pomodoro innovativi per l’agricoltura sostenibile

L’Emilia-Romagna è leader nazionale nella produzione e trasformazione del pomodoro da industria con più del 70% della superficie coltivata nel Nord Italia e pari a circa 25.000 ettari (OI Distretto del Pomodoro da Industria-Nord Italia, dato 2017).

Il 97% della superficie è coltivato in regime integrato e concentrato per l’83 % circa nelle province di Parma, Piacenza e Ferrara. Tra le problematiche che quotidianamente affronta la filiera vi sono la precocità di entrata in produzione, la riduzione dello scarto per quanto riguarda l’industria di trasformazione e la ricerca continua di nuovi genotipi più produttivi e più resistenti alle malattie. Ad esempio, la disponibilità di varietà con diversa lunghezza del ciclo colturale consente un’adeguata programmazione delle raccolte e quindi dei conferimenti alle industrie di trasformazione. In parallelo, la fisiopatia classificata come “marciume apicale”, probabilmente causato da carenza di calcio, e il “colpo di sole”, legato alla sovra-esposizione alla luce, sono due problematiche che impattano fortemente la produzione, l’attitudine della bacca alla trasformazione e il valore commerciale del prodotto specie se questo richiede uniformità di colore.

Nonostante una purtroppo diffusa opinione che l’incremento della sostenibilità della coltivazione del pomodoro possa passare solo per un miglioramento delle pratiche agronomiche, è risaputo che l’innovazione nel settore varietale e lo sviluppo di cultivar più adatte a specifiche destinazioni commerciali siano importantissime nel processo produttivo. In quest’ottica, la caratterizzazione dei genotipi innovativi a disposizione dei costitutori varietali rappresenta un’informazione fondamentale per il costitutore stesso al fine di orientare in modo ottimale i programmi pluriennali di miglioramento genetico, atti a sviluppare nuove varietà commerciali.

Il progetto GENBACCA è stato pensato con lo scopo di caratterizzare genotipi innovativi e pratiche agronomiche per il miglioramento qualitativo di la filiera produttiva del pomodoro, che è di importanza strategica per l’agroalimentare regionale-. Il progetto, finanziato nell’ambito del Programma Operativo Regionale Fondo Europeo Sviluppo Regionale (POR–FESR 2014-2020 della Regione Emilia-Romagna e coordinato dall’Università Cattolica del Sacro Cuore, coinvolge Centri di Ricerca Regionali e aziende sementiere (ISI Sementi) e di trasformazione (Mutti) leader nel loro settore, in accordo con la strategia del Cluster Tecnologico “Agrifood” che prevede un’aggregazione di imprese e centri di ricerca per migliorare il sistema dell’innovazione nazionale.

GENBACCA propone il miglioramento qualitativo dei prodotti finali delle filiere pomodoro-passata, che rappresenta uno dei “pilastri” dell’economia e dell’identità regionale, l’agroalimentare, attraverso l’individuazione di genotipi innovativi e pratiche agronomiche sostenibili.

La caratterizzazione, mediante metodiche innovative (genetiche, fenotipiche, metaboliche), delle varietà in esame nelle diverse prove agronomiche rappresenterà un valore aggiunto per la filiera poiché renderà possibilerecuperare informazioni sui cambiamenti della composizione della bacca in diverse condizioni di coltivazione, ma anche ottimizzare le tecniche di coltivazione mantenendo elevato il livello qualitativo del pomodoro prodotto; e infine condurre progetti di miglioramento genetico mirati, al fine di soddisfare più velocemente le richieste agronomiche dell’industria di trasformazione del pomodoro.

Al termine del progetto sarà possibile usufruire di una caratterizzazione dettagliata di genotipi innovativi di pomodoro da industria utili a risolvere alcuni dei maggiori problemi che interessano l’industria di trasformazione: ampliare la finestra temporale di entrata in produzione, in modo da effettuare una migliore pianificazione della raccolta e la riduzione degli scarti di trasformazione del pomodoro, sia in ingresso (minore quota di bacche verdi, delle spaccature, dei marciumi e delle bacche assolate), sia in uscita (limitando lo scarto di lavorazione i relativi costi di smaltimento), nell’ottica di rendere la filiera più sostenibile dal punto di vista ambientale.

In quest’ottica, se la finalità è quelli di conciliare, all’interno della filiera, sostenibilità ambientale ed economica, l’introduzione di nuovi genotipi utili con caratteristiche di resistenza/tolleranza a fattori di stress biotico e abiotico è la via maestra poiché: gli effetti indotti sono permanenti e, quindi, stabili nel tempo; le ricadute positive si estrinsecano senza il ricorso a input esterni costosi e inquinanti e infine, l’introduzione di genotipi innovativi è lo strumento ideale per fare coesistere sostenibilità ambientale ed economica.

Autori dell’articolo

Jamila Bernardi a) b), Matteo Busconi a) b), Enrico Francia c), Adriano Marocco a) b), Justyna Anna Milc c), Domenico Ronga c)

a)Centro di Ricerca BioDNA e b)Dipartimento di Scienze delle Produzioni Vegetali Sostenibili, Università Cattolica del Sacro Cuore, via E. Parmense 84, 29122 Piacenza; c)Centro Interdipartimentale BIOGEST-SITEIA, Università di Modena e Reggio Emilia, piazzale Europa 1, 42124 Reggio Emilia