Fellini 100: Rimini, che cinema!

Il 2020 è stato dedicato a Federico Fellini nel centenario della nascita (21 gennaio). Mostre, omaggi e altri progetti che si proiettano al futuro, legati ad un ambasciatore della Romagna nel mondo. Il Museo Fellini come il Guggenheim per Bilbao: motore di cultura e d’arte per la città.

Chissà con quale tocco onirico e delicato e a che personaggi avrebbe dato vita Federico Fellini per raccontare a modo suo l’anno della pandemia, scoppiata proprio nel centenario della nascita del regista riminese (1920-1993), in onore del quale è stato preparato un ricco programma di eventi all’interno di un’unica rassegna: Fellini 100. Tutto si immagina. Rimini 1920-2020. Molti eventi sono andati ugualmente in scena, altri spostati al termine del lockdown. Tra mostre, omaggi, riscoperte, nuovi progetti: la Casa del Cinema, il Museo Fellini; ma anche la salvaguardia della casa dei genitori di Gambettola; l’approfondimento sulla concezione del ‘sacro’ nella filmografia del Maestro. Andiamo con ordine.

francobollo fellini

Fellini 100: politica interna, politica estera

Come era stato sottolineato durante la conferenza stampa di presentazione del calendario di eventi, le attese dei promotori della manifestazione correvano su un duplice binario: “politica interna e politica estera”. Nel primo caso, si puntava al consolidamento dell’identità culturale della città, che ritrova se stessa attorno al regista di ‘Amarcord‘ (premio Oscar 1975 come miglior film straniero), all’insegna anche di un importante riqualificazione ‘felliniana’ del centro storico, sempre più ‘circo’ o ‘luna park’ visionario. Per politica estera si intendeva invece la capacità della città di attirare nuovi turisti: in particolare si attendevano fino a 400mila visitatori internazionali annui. Una previsione che si è scontrata nel corso dell’anno con pandemia e lockdown.

La mostra: Fellini 100 a Castel Sismondo

castel sismondo e fellini

Dal 14 dicembre 2019 al 13 aprile 2020 si è tenuta la mostra “Fellini 100 Genio immortale” a Castel Sismondo di Rimini, l’antica roccaforte della rinascimentale signoria dei Malatesta. Progettata da Studio Azzurro di Milano, l’esposizione ha ruotato attorno a tre nuclei di contenuti di cui il primo raccontava la Storia d’Italia a partire dagli anni Venti-Trenta per passare poi al dopoguerra e finire agli anni Ottanta attraverso l’immaginario dei film di Fellini; il secondo era invece dedicato al racconto dei compagni di viaggio del regista, reali, immaginari, collaboratori e no; il terzo anticipava i primi aspetti del progetto permanente del Museo Internazionale Federico Fellini. Per chi non l’ha potuta vedere, a questo link è possibile passeggiare per le sale storiche di Castel Sismondo, insieme alla voce di Marco Bertozzi – uno dei curatori – che conduce lo spettatore virtuale nello straordinario mondo felliniano. Accolto da Anita e Marcello in una delle scene clou de La Dolce Vita; e poi il Cinema Fulgor e ancora La fortezza delle emozioni con i primi piani dei suoi attori, dalla Masina alla Cardinale, da Mastroianni a Benigni. E poi i costumi del Casanova, il Libro dei sogni e i quaderni di Nino Rota. Da metà maggio sono iniziati i lavori di allestimento dentro Castel Sismondo di uno degli spazi del Museo Fellini.

Rimini museo permanente dedicato a Fellini

Ma l’appuntamento del centenario, come annunciato dal sindaco di Rimini, Andrea Gnassi, e dall’assessore alla cultura, Giampiero Piscaglia, è stata anche l’occasione per porre le fondamenta del Museo Internazionale Federico Fellini. Un’esposizione permanente che, nelle intenzioni, dovrebbe aprire nei primi mesi 2021, Covid permettendo. Il Museo ruoterà comunque intorno a tre poli: Castel Sismondo, Palazzo Valloni, un edificio al cui piano terra ha sede il cinema Fulgor dove Fellini vide i primi film; il terzo è costituito da una grande area urbana, una ‘Piazza dei Sogni‘ che, attraverso un percorso di installazioni e scenografie felliniane, farà da tessuto connettivo tra questi due edifici. Soluzioni ad altissima tecnologia si intersecheranno nel castello, nel Fulgor, nelle piazze, a meravigliose ‘macchine’ e installazioni in bilico tra l’età d’oro del cinema e anticipazioni di futuro: la sala della nebbia di ‘Amarcord’ con l’incontro con il nonno, le pagine del Libro dei Sogni che, grazie a un soffio, si spargono virtualmente nella stanza, la grande ‘vela dell’acqua’, un enorme schermo cinematografico ‘liquido’ sul quale rivivrà il passaggio del Rex, una delle scene più emozionanti di ‘Amarcord’. Il Museo Internazionale Federico Fellini è stato inserito dal MIBACT tra i grandi progetti nazionali beni culturali ed è sostenuto da un comitato tecnico-scientifico composto da Paolo Fabbri, Vincenzo Trione, Luca Beatrice, Mario Sesti, Laura Delli Colli, Stefano Della Torre, Francesca Fabbri Fellini e Sergio Metalli.

Cinema Fulgor

Andrea Gnassi: “Museo Fellini, Rimini come Bilbao”

Il Museo Fellini – sottolineava il Sindaco di Rimini Andrea Gnassidovrà avere lo stesso ruolo e centralità del Museo Guggenheim per Bilbao. Un motore e attrattore di cultura e d’arte, che ha l’ambizione di coprire un suo spazio preciso nella grande rete museale internazionale. Non solo: l’intero sviluppo della città di Rimini si snoderà intorno alle ramificazioni di ogni tipo che garantirà questo spazio culturale unico al mondo, in armonia con gli altri straordinari contenitori culturali della città. ‘Tutto si immagina’. Questo diceva Fellini e questa sarà la chiave con cui ci apprestiamo a celebrare questo centenario”.

museo fellini rendering

L’impegno della Regione per questa grande occasione è arrivato attraverso l’Emilia-Romagna Film Commission con il sostegno, attraverso il Fondo regionale per l’Audiovisivo, al cortometraggio ‘La Fellinette‘ di Francesca Fabbri Fellini, e al documentario ‘Fellini, Federico degli spiriti’ di Anselma Dall’Olio, oltre che promuovendo nei bandi regionali 2020 dedicati ai festival cinematografici, una particolare attenzione al centenario felliniano.

Castel Sismondo, Rimini

Rimini, Fellini 100: Settima Arte-Cinema e industria premia Ferretti e Procacci

Inizialmente prevista per aprile 2020, la seconda edizione de ‘La Settima Arte – Cinema e Industria‘, la Festa del Cinema si è svolta invece dal 10 all’11 ottobre 2020: un progetto, di carattere internazionale, ideato da Confindustria Romagna, Khairos Srl (Cinema Fulgor e Cinema Settebello di Rimini), Università Alma Mater Studiorum Bologna – Dipartimento Scienze per la Qualità della Vita di Rimini, con la collaborazione del Comune di Rimini. Inserita nel calendario degli eventi Fellini 100, La Settima Arte – Cinema e Industria ha assegnato i premi cinema e industria 2020, a: Premio cinema e industria ad honorem allo scenografo Dante Ferretti; Premio alla distribuzione – intitolato alla memoria di Gianluigi Valentini – a Roberto Cicutto; Premio alla produzione a Domenico Procacci; alla musica ad Andrea Guerra; al montaggio a Francesca Calvelli.

Cinema e industria. Le premiazioni

Gambettola e Fellini: la casa del bisnonno di Federico

L’anno del centenario felliniano ha visto anche la riscoperta della casa dove, con ogni probabilità, il regista era stato concepito. Una casa che aveva anche rischiato, due decenni fa, di essere demolita. Oggi invece può rinascere – e ritrovare il suo posto nella geografia dei luoghi felliniani – grazie a un recupero architettonico e a un progetto di riutilizzo culturale dell’amministrazione comunale di Gambettola, guidata dal sindaco Maria Letizia Bisacchi. La casa era stata acquistata per 1.400 scudi nel 1854 da Giuseppe Fellini, bisnonno di Federico. Figlio dei mezzadri Luigi e Giulia Baldini, Giuseppe era nato a Badia di Longiano. Lì avevano vissuto i genitori Urbano e Ida dopo essersi sposati, nel 1918, dopo il trasferimento da Roma. Si spostarono a Rimini poco prima della nascita del Maestro, il 20 gennaio 2020.

Federico Fellini al Grand Hotel di Rimini nel 1982, foto di Davide Minghini
“Ho bisogno di credere”. Il senso del sacro di Federico Fellini

Il 2020 è stato anche l’anno della riscoperta di un aspetto inedito del Maestro: il suo rapporto con il sacro, indagato dalla mostra “Ho bisogno di credere. Fellini e il sacro“: dopo l’esposizione al Museo della Città e a Le Befane Shopping Centre, la mostra avrebbe dovuto poi spostarsi presso la Pontificia Università Salesiana di Roma. La mostra-progetto è stata promossa dalla Università Pontificia Salesiana – Facoltà di Scienze della Comunicazione sociale, dall’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Alberto Marvelli” delle diocesi di Rimini e di San Marino-Montefeltro e dal centro culturale Paolo VI di Rimini. Essa in diciotto grandi e suggestivi pannelli rivisita l’immaginario religioso nei film di Fellini con le sue contraddizioni e le sue provocazioni: il sassolino del matto (La strada); il pellegrinaggio al Santuario del Divino Amore (Le notti di Cabiria); la statua di Cristo in volo su Roma (La dolce vita); il collegio religioso e l’incontro con il cardinale (8 e 1/2); la recita del martirio della Santa (Giulietta degli spiriti); il Rex (Amarcord); la sfilata di abiti ecclesiastici (Roma) e ancora sequenze tratte da Lo sceicco bianco, Il Bidone, I Clown, Casanova, La città delle Donne, La voce della Luna, forse la pellicola che più di altre di Fellini contiene in maniera esplicita l’inestirpabilità e nella profondità delle domande dell’uomo sul senso della realtà. Il protagonista Ivo Salvini è infatti un uomo stupito dalla realtà e che si pone sempre domande di senso e che per questo prova un’irresistibile attrazione per la luna. La luna è anche il logo simbolo della mostra (curata graficamente dallo studio Kaleidon di Rimini), con il volto di Gelsomina, l’indimenticata Giulietta Masina de La strada. Completano l’esposizione alcune fascinose installazioni (le sedie da regista ‘griffate’ Federico, la sciarpa del premio Oscar, il caratteristico cappello, ecc), utili per ripercorrere una parte sostanziosa della filmografia del cinque volte Premio Oscar attraverso un originale grandangolo.

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