Frena ma non si ferma l’export dei distretti

monitor distretti immagine

Nel 2021 esportazioni per 19 miliardi di euro dei distretti industriali dell’Emilia-Romagna nell’analisi del Centro Studi di Intesa San Paolo. Netta anche la ripresa sui valori pre-pandemici (+6%).

Sfiorano i 19 miliardi di euro le esportazioni dei distretti dell’Emilia-Romagna nel 2021, mettendo a segno un ottimo rimbalzo del +13,7% sul 2020 e una netta ripresa del +6,0% sui valori pre-pandemici, superiore a quella media dei distretti italiani.

Questo quanto emerge dall’analisi della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo secondo cui, nel quarto trimestre dello scorso anno gli incrementi più brillanti sono stati quelli dei distretti del Sistema Casa (+23% sullo stesso periodo del 2019), mentre Nord America ed Europa sono risultate le aree geografiche trainanti.

L‘export dei distretti: l’analisi di Alessandra Florio

Dunque “L’export distrettuale del 2021 ha confermato il ruolo dell’Emilia-Romagna quale regione trainante per l’economia italiana, con una straordinaria apertura ai mercati internazionali e grande propensione all’innovazione” sintetizza così Alessandra Florio, direttrice regionale Emilia-Romagna e Marche di Intesa Sanpaolo (nella foto sopra) che osserva come “Le nuove incertezze causate dal conflitto in Ucraina richiedono grande attenzione e hanno certamente rallentato, ma non bloccato, la ripresa evidenziata nel 2021″.

Il rialzo dei prezzi delle materie prime e dei prodotti energetici si è accentuato nell’ultima parte dell’anno scorso aggravandosi con l’esplosione del conflitto russo-ucraino. Ma i distretti dell’Emilia-Romagna presentano una contenuta esposizione verso Russia e Ucraina (2,8%) con punte però elevate nei distretti della moda (nell’Abbigliamento di Rimini è del 14,9%, nelle Calzature di San Mauro Pascoli è del 13,2%), già penalizzati fortemente dalla pandemia. “Tanto più in questo frangente storico è necessario– aggiunge Florio- sostenere gli investimenti delle imprese, soprattutto in innovazione tecnologica, digitalizzazione, transizione green e valorizzazione delle filiere. Ovvero quei driver di crescita che sono al centro dell’accordo sottoscritto con Confindustria che mette a disposizione delle imprese emiliano-romagnole un plafond di 13,2 miliardi di euro“.

Monitor: 13 su 19 dei distretti regionali hanno superato i livelli del 2019.

Nel 2021, dei 19 distretti monitorati, 13 hanno superato i livelli di esportazioni pre-crisi: tra quelli con migliori performance le Piastrelle di Sassuolo (+13,5%), l’Alimentare di Parma (+28,1%), la Meccatronica di Reggio-Emilia (+4,6%), i Mobili imbottiti di Forlì +64,2%) e i Ciclomotori di Bologna (+27,7%).

Tra gli altri distrettidel settore Agroalimentare si sono distinti per crescita a doppia cifra rispetto al 2019 i Salumi del modenese (+14,2%), i Salumi di Parma (+17,1%), i Salumi di Reggio Emilia (+18,6%) e il Lattiero Caseario Parmense (+12,0%). L’Ortofrutta romagnola ha comunque segnato un buon trend di crescita (+9,5%), mentre il Lattiero-caseario di Reggio-Emilia rimane al di sotto del (-1,1%) dei livelli pre-crisi.

Nel settore della Meccanica spiccano le performance delle Macchine agricole di Reggio Emilia e Modena (+18,8%) e delle Macchine per il legno di Rimini (+11,7%), mentre risultano in ritardo nel recupero delle esportazioni del 2019 le Macchine per l’imballaggio di Bologna (-2,9%) e la Food machinery di Parma (-9,9%). Le Macchine utensili di Piacenza chiudono il 2021 in territorio negativo sia rispetto al 2020 (-14,4%).

Tra i distretti del Sistema Moda, solo la Maglieria di Carpi si riporta sui valori pre-pandemici (+4,4 milioni di euro pari a +0,7% sul 2019) grazie al balzo delle vendite in Polonia, mentre le Calzature di San Mauro Pascoli e l’Abbigliamento di Rimini restano considerevolmente al di sotto dei livelli del 2019 (rispettivamente -25,9% e -26,7%) per l’effetto del peggioramento delle vendite nel mercato russo. Per questi distretti sarà importante sviluppare nuovi mercati: nel 2021 segnali incoraggianti di crescita si sono registrati in Polonia, Belgio e Irlanda.

E’ positivo anche il bilancio del 2021 per i Poli tecnologici dell’Emilia Romagna

Hanno superato nel 2021 1,3 miliardi di esportazioni, con una crescita del +9,7%sul 2019, facendo decisamente meglio rispetto ai poli tecnologici italiani.

Particolarmente brillanti gli incrementi dei poli del biomedicale regionale, favoriti dal persistere della crisi sanitaria mondiale: Il Biomedicale di Mirandola (+16,6%sul 2019 e +17,5% sul 2020) con le performance migliori sui mercati più lontani come Stati Uniti, Cina e Giappone, e il Biomedicale di Bologna (++19,4% sul 2019 e +14,8% sul 2020) che ha segnato aumenti sostenuti in Ucraina, Francia e Spagna. A tal proposito si sottolinea come punto di attenzione per il polo bolognese l’incidenza rilevante dei mercati russo (7,2%) e ucraino (2,8%). Il Polo Ict dell’Emilia- Romagna si riporta in linea con i livelli del 2019 (+0,8%) con recupero nei mercati europei (Slovacchia, Regno Unito e Germania).

Tanto più in questo frangente storico è necessario sostenere gli investimenti delle imprese, soprattutto in innovazione tecnologica, digitalizzazione, transizione green e valorizzazione delle filiere” spiega Alessandra Florio che ricorda Consci della complessità del contesto attuale, legate principalmente all’aumento delle voci di spesa, abbiamo messo a disposizione una serie di misure per supportare le PMI energivore e consentire loro di non frenare gli investimenti”.

Il precedente report del Monitor dei distretti

image_pdf