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Un percorso virtuoso verso i “Distretti del cibo”

Importante novità normativa che dà opportunità al mondo agricolo e non solo con i distretti del cibo 

 

La Regione Emilia-Romagna con delibera della Giunta n. 1816 del 28 ottobre 2019 ha approvato  le “Disposizioni applicative per il riconoscimento dei Distretti del cibo, ai sensi dell’art. 13 del D.lgs. 228/2001 e successive modifiche”, rendendo di fatto operativa sul territorio regionale una norma nazionale che potrà aumentare ancora di più i meccanismi di valorizzazione e promozione.

Gli obiettivi dei distretti del cibo

Sono diversi, e l’elenco è ampio: promozione dei prodotti di qualità regionali, sicurezza alimentare, tutela del territorio e del paesaggio, lotta allo spreco alimentare e al cambiamento climatico, strutture radicate nel territorio per promuoverne lo sviluppo, garantire la sicurezza alimentare, la coesione e l’inclusione sociale, riduzione dell’impatto ambientale e dello spreco alimentare. Ancora, la volontà di salvaguardare il territorio e il paesaggio rurale, oltre a valorizzare le produzioni agroalimentari di qualità favorendo l’integrazione di filiera.

I Distretti, in base alla legge nazionale, sono realtà strettamente legate al territorio con un’identità storica omogenea frutto dell’integrazione fra attività agricole e attività locali, nonché della produzione di beni o servizi di particolare specificità, coerenti con le tradizioni e le vocazioni naturali e locali. Sono classificati Distretti del cibo i distretti agroalimentari di qualità, i sistemi produttivi locali caratterizzati da una elevata concentrazione di piccole e medie imprese agricole e agroalimentari, rientrano tra i Distretti, anche i sistemi produttivi locali caratterizzati dalla presenza di attività di coltivazione, allevamento, trasformazione, preparazione alimentare e agroindustriale svolte con il metodo biologico o nel rispetto dei criteri della sostenibilità ambientale.

Possono richiedere il riconoscimento di Distretto

Diverse le realtà che possono accedere a questa opportunità. Le forme d’impresa societarie o consortili, le associazioni riconosciute dotate di personalità giuridica e le reti d’imprese soggetto, oltre a enti pubblici, Camere di commercio, enti di ricerca, il mondo delle Università e gli altri soggetti pubblici legati ad attività funzionalmente inerenti alle finalità del Distretto. Possono far parte dei distretti le Organizzazioni professionali agricole, le Associazioni di categoria e altri soggetti privati in forma associativa che perseguono gli obiettivi del Distretto.

Su iniziativa della Federazione provinciale coltivatori diretti di Ravenna e con la compartecipazione della Camera di commercio di Ravenna, qualche tempo fa è stato organizzato un incontro pubblico fra tutti gli attori interessati al fine di raccogliere l’interesse e creare conseguentemente un gruppo di lavoro per la costituzione del “Distretto della frutta di Romagna” e tracciare le linee e obiettivi del progetto che dovrà essere elaborato con la condivisione delle istituzioni, associazioni agricole, della cooperazione, del commercio e dell’artigianato.

Il Ministero delle Politiche Agricole, in concerto con il Ministero dello Sviluppo Economico, ha decretato specifiche misure per sostenere gli accordi di distretto prevedendo azioni specifiche.

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