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Hera, sei mesi d’oro: ricavi a 3 mld e utile +4,3 per cento

Il cda di Hera ha approvato all’unanimità i risultati economici consolidati del primo semestre che confermano “il trend positivo in atto con tutti i principali valori in crescita”. E, dice l’utility, “il raggiungimento di questi risultati premia ancora una volta l’operatività equilibrata e agile del gruppo, il cui modello di business combina da sempre le leve strategiche della crescita organica e dello sviluppo per linee esterne. Oltre a una importante crescita interna derivante anche da maggiori efficienze, i conti del primo semestre 2018 hanno beneficiato dello sviluppo delle quote di mercato e dei positivi trend tariffari e dei prezzi”. In cifre, nei primi sei mesi dell’anno ci sono ricavi per 2.966,7 milioni di euro, 212,7 milioni in più (+7,7%) rispetto ai 2.754,0 milioni dell’analogo periodo del 2017: questo grazie in particolare alle maggiori attività di trading, ai maggiori ricavi dalla vendita di gas ed energia elettrica e dall’area ambiente. Il margine operativo lordo si attesta a 523,6 milioni di euro, in crescita di 17,7 milioni (+3,5%) rispetto a giugno 2017 per effetto delle buone performance di tutte le principali attività, specialmente l’area gas grazie ai maggiori volumi venduti e alle marginalità’ delle attività di vendita e trading.

Risultati positivi anche per ambiente e ciclo idrico integrato.

L’utile operativo sale a 273,6 milioni, +4,3% rispetto ai 262,2 dell’analogo periodo del 2017. Migliora anche la gestione finanziaria attestandosi a 39,2 milioni di euro, -6,7 milioni rispetto allo stesso periodo del 2017 grazie all’efficienza sui tassi e a maggiori proventi finanziari sulle attività commerciali. Il che comporta che l’utile prima delle imposte cresce dell’8,4%, dai 216,3 milioni di giugno 2017 ai 234,4 del primo semestre 2018.
L’utile di pertinenza degli azionisti di Hera sale così a 158,1 milioni di euro, +12,1% rispetto ai 141 milioni del primo semestre 2017. Risultato reso possibile anche dal miglioramento del tax rate che passa dal 31,6% al 30,1%, “grazie al continuo impegno- rivendica Hera– nel cogliere le opportunità fiscali in materia di iper e maxi ammortamenti in relazione ai consistenti investimenti effettuati in chiave Utility 4.0, oltre che al credito d’imposta per ricerca e sviluppo e alla consuntivazione di benefici già acquisiti, nonchè a 4,8 milioni legati a plusvalenze da cessione partecipazioni.
Nei primi sei mesi del 2018 gli investimenti, al lordo dei contributi in conto capitale, ammontano a 183,8 milioni di euro, in crescita di 13,7 milioni (+8,1%) rispetto a giugno 2017, in particolare concentrati su impianti, reti ed infrastrutture, a cui si aggiungono gli adeguamenti normativi che riguardano soprattutto la distribuzione gas per la sostituzione massiva dei contatori e l’ambito depurativo e fognario. La posizione finanziaria netta e’ pari a 2.625 milioni al 30 giugno 2018, in lieve aumento rispetto ai 2.523 milioni del 31 dicembre 2017 ma sostanzialmente stabile rispetto ai 2.611,7 milioni del primo semestre 2017, nonostante il pagamento di maggiori dividendi (9,5 centesimi per azione rispetto ai 9 centesimi distribuiti nei precedenti esercizi).

E dunque, dice il presidente esecutivo Tomaso Tommasi di Vignano, “la semestrale conferma l’andamento di crescita ininterrotta” di Hera negli ultimi 15 anni, “in linea con quanto previsto nel Piano industriale, nonostante una spesso difficile congiuntura macroeconomica”. 

Se le cose continuassero ad andare così e si confermasse l’attuale situazione, sottolinea Tommasi di Vignano, “l’incremento del margine operativo lordo ci consentirebbe di tagliare a fine 2018 il traguardo del miliardo di marginalità mentre gli utili maturati nei primi sei mesi, pari a 10,8 centesimi per azione, già coprono integralmente il dividendo per azione di 10 centesimi previsto dal Piano industriale per l’esercizio in corso. Numeri e prospettive che confermano ulteriormente la solidità del nostro modello multi-business e l’attenzione costante per i nostri azionisti”.
Continua l’amministratore delegato Stefano Venier: “I risultati del primo semestre 2018 premiano ancora una volta la bonta’ delle scelte e delle azioni messe in campo sul piano operativo, fiscale e finanziario. La crescita interna, determinata anche dalle efficienze conseguite, ha portato il ROE al 10%. Risultati sostenuti anche da tutti gli indicatori quantitativi e di performance che mostrano un andamento positivo, con una base clienti energy in crescita di 110.000 unita’ in soli 12 mesi che ci porta a un passo dai 2,5 milioni di clienti”.
FONTE AGENZIA  Dire 

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