Una fibra ottica a prova di futuro

cartina diffusione rete Lepida

L’Emilia-Romagna è la regione più digitalizzata d’Italia con fibra ottica. Il 60% di tutte le scuole italiane cablate si trova su questo territorio. Ci sono 8.400 punti wifi ad accesso gratuito e si lavora per portare il collegamento in tutti i centri sportivi della regioni e in tutte le località balneari

di Rossella Pressi

L’Emilia-Romagna è la regione più digitalizzata d’Italia. Raffaele Donini, vicepresidente regionale e assessore ai trasporti, reti infrastrutture materiali e immateriali, programmazione territoriale e agenda digitale, lo dice con orgoglio spiegando un risultato che parte da lontano. “Tutto è nato nel 2015 – ricorda – quando ci siamo insediati come amministrazione regionale e una mappatura del territorio ci ha consentito di evidenziare tutta la criticità del digital divide: la mancanza cioè delle pari opportunità digitali della popolazione dovute al fatto che in molte parti del territorio non solo non ci fosse fibra ottica, ma non c’era nemmeno l’interesse degli operatori di telecomunicazione a investire per portarcela, le cosiddette zone bianche”. Tutta la parte sud del territorio regionale, quella pedecollinare e appenninica, ma anche molte zone periferiche, alle volte perfino all’interno dello stesso comune: le uniche sulle quali, secondo la normativa europea, l’ente pubblico può intervenire proprio perché escluse dagli interessi degli operatori di telecomunicazione.

Fibra ottica: l’investimento

Raffaele Donini

Abbiamo quindi chiesto a Lepida di fare una valutazione del fabbisogno necessario – continua Donini – e quanto sarebbe costato portare a tutti i cittadini almeno 30MB di banda larga e all’85% di loro la banda Ultra Larga a 100MB. La risposta fu che servivano 255mln di euro. La Regione ne ha quindi stanziati 75 mentre il resto è arrivato grazie alla partecipazione a un bando europeo che ha coperto la quota mancante pari a 180mln di euro”.

Il ruolo di lepida

Lepida è una società cooperativa per azioni che si compone di 441 Enti. La Regione Emilia-Romagna è il Socio di maggioranza. Dal 1° gennaio 2019 si è fusa con Cup2000 diventando Lepida-Cup2000. Nata per fornire fibra ottica al settore pubblico, adesso è grazie alla sua infrastruttura che accediamo al Fascicolo Sanitario Elettronico, paghiamo le multe, utilizziamo l’identità digitale SPID e molto altro. Lepida realizza infatti le reti digitali della Regione Emilia-Romagna, collegando oltre ai Comuni della Regione e alle scuole, oltre 230 sedi di Aziende Sanitarie, Ospedaliere e ambulatori di Medici di Medicina Generale; oltre 520 sedi di altri Enti (Province, Unioni di Comuni, Agenzie Regionali, ASP, Consorzi di Bonifica, Università, Teatri, Tribunali, Musei, Istituti di Ricerca, Protezione Civile, Ferrovie Regionali) e centinaia di aziende per mezzo della LR 14/14 “Promozione degli investimenti in Emilia-Romagna”. Con i fondi europei Banda Ultra Larga, Lepida ha inoltre realizzato 189 dorsali (dati Lepida aggiornati al 10 dicembre 2019). Dove non realizza, come nel caso delle attività svolte dal Concessionario vincitore del bando nazionale promosso da Infratel Italia per conto del MISE cioè Open Fiber (società costituita da una partecipazione paritetica tra Enel S.p.A. e Cdp Equity S.p.A. CDPE, società del Gruppo Cassa depositi e prestiti), Lepida approva i progetti e partecipa alle Commissioni di Collaudo.

Gian Luca Mazzini (direttore generale di Lepida) con l’assessore Raffaele Donini

La fibra che stiamo costruendo oggi in Emilia-Romagna – spiega Gianluca Mazzini, direttore generale di Lepida – è a prova di futuro: un domani, se vogliamo andare 10 volte più veloce, non dobbiamo cambiare la fibra ma gli apparati che stanno all’inizio e alla fine cioè basta cambiare la tecnologia con la quale l’accendiamo. Fino a quanto sarà valida questa tecnologia? Lo sarà per tutta la durata della sua vita che è 40/50 anni”.

I numeri della fibra ottica in Emilia-Romagna

A oggi si può già fare un primo bilancio: sono 189 le dorsali realizzate da Lepida; 9 i cantieri già chiusi (Borgo Tossignano, Galliera, e Fontanelice nel bolognese; Camposanto e Montecreto nel modenese; Rio Saliceto a Reggio Emilia; Jolanda di Savoia nel ferrarese; Maiolo a Rimini e Sant’Agata Santerno a Ravenna), 100 i progetti esecutivi approvati di cui 89 cantieri in corso e 11 di prossimo avvio (a Valsamoggia e Ozzano dell’Emilia nel bolognese; Modigliana, Galeata e Civitella di Romagna (FC); Sassuolo (MO); Calestano (PR); Alseno, Castell’Arquato, Castelvetro Piacentino, Cortemaggiore, Pianello Val Tidone e Villanova sull’Arda nel piacentino e Casina a Reggio Emilia). Da qui alla fine del 2019 il bilancio si aggiornerà ulteriormente: verranno chiusi i cantieri in 60 comuni e avviati i lavori in altri 192 mentre in 35 si procederà con il collaudo della rete dove sarà così possibile partire con la commercializzazione dei servizi a cittadini e imprese. E ancora: sono connesse in fibra 72 aree industriali, 276 aziende, il 100% dei Municipi per un totale di 328 Comuni e 1.190 scuole su 1.900,tutte con connessione fino a 1GB. A questi numeri si aggiungono gli 8.400 punti di Emilia-Romagna wifi.

La connessione in luoghi pubblici e scuole

In Emilia-Romagna abbiamo il 60% di tutte le scuole cablate in Italia – precisa Donini –. In questo modo garantiamo agli istituti la possibilità di portare avanti progettazioni importanti come la didattica integrativa”. Uso di internet che viene garantito anche con la rete Emilia-Romagna wifi gratuita. “Ci eravamo posti l’obiettivo di installare un wifi regionale veloce, gratuito e che non avesse bisogno di credenziali per accedere – aggiunge Donini –. Volevamo realizzare un accesso wifi ogni 1.000 abitanti ma siamo già andati oltre” con oltre 8400 punti attivati che garantiscono la navigazione ad oltre 1.576.000 utenti unici per una totale di oltre 588 milioni di connessioni negli ultimi 9 mesi. “E ora – continua l’assessore – il Ministero ha dato l’ok per sviluppare ulteriormente il progetto e portare entro il 2020 il wifi in tutti i centri sportivi della regioni e in tutte le località balneari della Costa Adriatica, dai Lidi ferraresi fino a Cattolica. Non sui bagnasciuga, ma negli stabilimenti sì. L’abbiamo già testato a Cesenatico e allo stadio Dall’Ara dove la rete garantisce accesso a 10mila persone”.

Fibra ottica: progetti per il futuro

Se l’Emilia-Romagna è la Regione più digitalizzata d’Italia significa che “tanto è stato fatto – conclude Donini – ma nonostante questo siamo ancora al di sotto della media europea. Questo significa che dobbiamo ancora lavorare tanto per fortuna ma abbiamo tutte le possibilità per farlo: i ricorsi che hanno bloccato l’inizio dei lavori sono finiti, abbiamo i fondi di cui abbiamo bisogno e i cantieri sono in corso. L’Emilia-Romagna guarda avanti con l’obiettivo di raggiungere i più alti standard europei”.

Intervista a Gian Luca Mazzini su sviluppo fibra ottica (da convegno in Unioncamere Emilia-Romagna, 2016)

image_pdf