Pronti per il futuro in Emilia-Romagna con innovazione e ricerca

logo evento pronti per il futuro


All’appuntamento Pronti per il futuro con la comunità dell’innovazione e dell’alta formazione promosso da Art-Er, la Regione presenta i risultati raggiunti con la capacità di spesa dei fondi europei fino al 99%

di Natascia Ronchetti

Dal Piemonte si è trasferita in Emilia Romagna per sviluppare una idea di impresa nata come spin off di competenze aziendali nel 2018 e basata su una metodologia capace di analizzare il comportamento sismico di un edificio attraverso una scala colorimetrica, dal verde al rosso. E’ il caso di Builti, start up che ha trovato lungo la via Emilia le condizioni migliori per crescere. “Qui – dice uno dei fondatori, Enzo Castellaneta -, abbiamo potuto fare leva su tante competenze e su una pubblica amministrazione che funziona bene”. Il caso di Builti, presentato a “Pronti per il futuro. La comunità regionale della ricerca e dell’innovazione si incontra”, la convention di start up, imprese, comunità della ricerca e dell’alta formazione promosso da Art-Er, dimostra come l’Emilia Romagna si sia ritagliata un ruolo da protagonista, in Italia e in Europa, dell’innovazione e dello sviluppo.

Pronti per il futuro grazie ai fondi europei

Un appuntamento al quale la Regione si è presentata forte di numeri che confermano anche la capacità spesa delle risorse europee, con percentuali di utilizzo fino al 99%.

I fondi Por Fse per il ciclo 2014-2020 al 31 ottobre di quest’anno risultavano impegnati per il 93,1% della dotazione complessiva del programma, pari a 786,2 milioni. Per quanto riguarda i fondi Por Fesr sempre alla stessa data risultano stanziati oltre 480 milioni di euro, pari al 99,6% della dotazione. Risultati che hanno permesso nel primo caso di inserire nei percorsi formativi più di 465mila persone, di cui oltre il 50% donne, con l’approvazione di 4.223 operazioni, delle quali più di 2.500 dedicate a interventi per l’occupazione. Nel secondo caso ha consentito di sostenere, tramite bandi, 3.460 progetti di cui oltre 1.400 già conclusi per un totale di investimenti superiore a 832 milioni: per dare ulteriore ossigeno a ricerca e innovazione, Ict e agenda digitale, competitività e attrattività del sistema produttivo, green economy, valorizzazione delle risorse artistiche, culturali e ambientali, città attrattive e partecipate. “Abbiamo utilizzato al meglio i fondi europei e possiamo competere nel mondo se continueremo a investire sulle persone, una delle nostre grandi ricchezze – dice l’assessore regionale alle Attività produttive Palma Costi -. Dobbiamo proseguire, continuare a scommettere su ricerca e innovazione, sull’internazionalizzazione delle imprese, cercando di costruire un ecosistema della ricerca”.

Intervista a Palma Costi

A sua volta Patrizio Bianchi, assessore al coordinamento delle politiche europee allo sviluppo, scuola, formazione professionale, università, ricerca e lavoro, rileva come “nel centrare gli obiettivi fissati dall’Unione Europea la Regione dimostra ancora una volta la capacità di fare programmazione e di fare sistema”.

Intervista a Patrizio Bianchi

Hub europeo dell’innovazione e del digitale

La strada è tracciata. E la regione è pronta a consolidare il proprio ruolo di hub europeo dell’innovazione e del digitale con gli investimenti fatti per il Tecnopolo di Bologna sui Big Data e grazie alla grande dotazione tecnologica, scientifica e di supercalcolo che presto, unica nel Paese, sarà disponibile. Strategia di sviluppo portata avanti insieme alle comunità e al territorio, come sottolinea il presidente della Regione, Stefano Bonaccini. “Se siamo la prima regione italiana e tra le prime in Europa per capacità di programmazione e di spesa delle risorse europee – dice Bonaccini -, è anche perché qui le persone, le imprese, il sistema formativo, gli enti locali sanno cogliere le opportunità traducendole in progetti concreti per lo sviluppo, l’innovazione, l’occupazione e la coesione”.

Intervento di Stefano Bonaccini

Oggi in Emilia Romagna si concentra il 70% della capacità di calcolo del Paese. Qui è nato il Tecnopolo sui Biga Data che sorgerà nell’ex Manifattura Tabacchi di Bologna. E che sarà un grande polo scientifico, su un’area di 100mila metri quadrati, dove si insedieranno il Data Center del Centro europeo per le previsioni metereologiche, Leonardo (il super computer capace di un miliardo di miliardi di operazioni al secondo), il Centro di competenza industria 4.0 BI-REX, le bio-banche dell’Istituto ortopedico Rizzoli, la sede dell’Enea e di Arpae, l’agenzia regionale per la prevenzione nel campo dell’ambiente e dell’energia.

image_pdf