Via a Eima, trattori in campo con realtà aumentata

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Data7-11-2018
Orario9-18.30
PressoBologna Fiera

Edizione record, la prima anche digitale. “qui capitale settore”

Dai padiglioni della Fiera di Bologna al lavoro nei campi. Grazie alla realtà aumentata. È tutto pronto per l’apertura della 43esima edizione di Eima, la prima ‘4.0’.

Il salone delle macchine agricole (da mercoledì 7 a domenica 11 novembre a Bologna), tra social e app dedicate (come quella che consente di vedere le grandi macchine agricole all’opera), parla il linguaggio dei giovani, cogliendo un trend che va rafforzandosi negli ultimi anni: il ritorno all’agricoltura delle nuove generazioni. “L’agricoltura è glamour“, recita uno degli slogan scelti per presentare la manifestazione, la più grande nella storia del salone, l’appuntamento più importante nel calendario fieristico bolognese (285.000 presenze due anni fa, 300.000 quelle attese quest’anno), la seconda manifestazione ‘b2b’ in Italia dopo il Salone del mobile, la seconda al mondo per il settore delle macchine agricole (la più internazionalizzata a livello globale).

EIMA: i numeri

A Bologna si sono date appuntamento oltre 1.950 aziende, 600 arrivano da 49 paesi esteri, tutte suddivise in 14 settori e saloni tematici: ‘Componenti’, ‘Green’, ‘Energy’, ‘Mià ai quali si aggiungono per la prima volta ‘Idrotech'(dedicato ai sistemi per l’irrigazione e la gestione dell’acqua) e ‘Digital’ riservata alle industrie costruttrici di sistemi e apparecchiature per l’agricoltura digitale. La manifestazione è lo specchio di un settore che, al di là delle fluttuazioni dell’economia globale, sta andando bene. Il 2017 è stato un anno record: le vendite di trattrici sono cresciute del 13% a livello mondiale, con indici positivi in tutti i principali mercati (Usa +4%, Europa +13%, Cina e India +16%). “Nel 2018 si inizia a vedere qualche ombra“, avvisa il presidente di FederUnacoma, Alessandro Malavolti.

Nei primi nove mesi, se si esclude la crescita degli Stati Uniti e dell’India, si registra un calo degli altri mercati (Cina -26%, Giappone -8%, Europa -5%). “Questi risultati sono legati in parte all’andamento dell’annata agricola, ma anche alle politiche doganali restrittive messe in atto da alcuni Paesi, che riducono gli scambi“, spiega Malavolti. “Siamo una nicchia piccola che cuba quasi l’1% del Pil italiano e il 2% delle esportazioni. Gli italiani come imprenditori sono bravi, ma la politica ci deve ascoltare. Stanno uccidendo il mercato interno“, ribadisce il numero uno di FederUnacoma, chiedendo al governo l’emanazione dei decreti attuativi della legge sulla revisione dei mezzi agricoli, fermi al ministero delle Politiche agricole. “In Italia le normative per l’agricoltura sono copiate dal settore auto. La conseguenza è che le macchine nuove non le compra quasi nessuno e si continuano a vendere mezzi vecchi di 20 anni, inquinanti e pericolosi. Servono normative specifiche per noi e per il settore del movimento terra. Ci sono più di 2 milioni di macchine con più di 25 anni. Serve seriamente un piano per sostituirle. Non una rottamazione spot, ma un piano pluriennale strutturato. Nel 2016 ci sono stati quasi 200 morti in agricoltura, la metà per ribaltamento del trattore, siamo secondi dopo l’edilizia per morti bianche, è una vergogna”, protesta Malavolti. (Vor/ Dire)

Federunacoma: Eima resta, lo vogliono agricoltori

Eima rimane a Bologna. “Non è in discussione”, assicura il presidente di FederUnacoma, Alessandro Malavolti. “Con Bologna abbiamo un contratto fino al 2030, lo do come certezza e non come una cosa di cui bisogna discutere”, scandisce il numero uno dell’associazione dei costruttori di macchine agricole che organizza il salone sotto le Due Torri. “Bologna ha fatto delle promesse e i primi step li ha mantenuti. Per la prima volta i nuovi padiglioni 29 e 30. A dicembre iniziano i lavori per il nuovo padiglione nell’area 48”, spiega Malavolti nel corso della conferenza che anticipa di un giorno l’apertura della manifestazione. Insomma, il maxi-salone non intende spostarsi, indipendentemente dalle alleanze che la Fiera di Bologna dovesse stringere con altri quartieri. “Eima deve rimanere a Bologna perchè la meccanizzazione agricola italiana ha il cuore a Bologna. Tutto il nostro mondo gira attorno a Bologna, Milano per l’agricoltore risulta più scomoda, qui si sente più vicino alla sua dimensione”, conclude Malavolti.

(Vor/ Dire) 16:52 06-11-18 NNNN

Fonte Agenzia Dire logo dire