Smart working e cyber security: si può fare!

L'immagine simboleggia il lavoro in smart working e la necessità di garantire la cyber security
Data2-7-2020
Orario11-12.30
DoveWebinar dalla Camera di commercio della Romagna

Smart working e sicurezza informatica (cyber security): si può fare! Giovedì 2 luglio webinar di approfondimento dalla Camera di commercio della Romagna.

Giovedì 2 luglio (dalle 11 , alle 12.30) si terrà il webinar “Cyber security: chi ha paura dello smart working?“.

Il webinar è realizzato da Camera di commercio della Romagna e Azienda speciale CISE, Tecnopolo di Forlì-Cesena e Tecnopolo di Rimini, in collaborazione con Ser.In.Ar. e Uni.Rimini.

Iscriviti al webinar

L’emergenza sanitaria e il lockdown causati dalla pandemia Covid-19 hanno accelerato l’uso dello smart working o, meglio, del lavoro da casa. Il risultato è stato positivo, nonostante l’urgenza e la mancata pianificazione del passaggio allo smartworking. Nonostante, inoltre, in molte zone d’Italia la banda larga non sia ancora presente. Infine, nonostante l’Italia, per livello di digitalizzazione del Paese – secondo l’indagine 2020 DESI (Digital Economy and Society Index) – abbia perso una posizione rispetto all’anno scorso e sia al terzultimo posto.

E la sicurezza informatica?

Un altro aspetto da tenere in considerazione è proprio quello della cyber security. La mancanza di una riprogettazione dei processi in senso digitale per una modalità di lavoro che è radicalmente diversa, apre rischi di falle enormi sulla sicurezza dei dati.

Un incidente informatico rappresenta sempre un danno rilevante, ma in uno scenario di smartworking o lavoro a distanza, il rischio è ancora più elevato.

Innanzitutto, perché per lo smart working i sistemi informatici sono un fattore abilitante, poi perché in assenza di adeguati sistemi di protezione e backup il rischio di soffrire la perdita di informazioni e documenti (anche sensibili) aumenta (e può portare a sanzioni).

Con lo smart working il perimetro del network aziendale si estende ad ambiti e dispositivi che non offrono lo stesso livello di protezione della rete locale aziendale e che sono al di fuori del controllo degli amministratori informatici, aprendo potenziali falle di sicurezza.

A questo si aggiunge che l’urgenza con cui si è passati allo smart working ha comportato una buona dose di improvvisazione.

In molti casi, quindi, sono venuti a mancare le garanzie necessarie per assicurare l’integrità delle comunicazioni e la protezione da eventuali attacchi. Questo anche a causa della mancanza di un’adeguata formazione dei lavoratori per l’uso di strumenti professionali (come le VPN). In questo contesto, l’errore – anche banale – è sempre in agguato e potenzialmente devastante. Non meno potenzialmente pericoloso è l’uso di dispositivi personali per l’attività lavorativa. La contiguità tra dati e servizi personali del lavoratore e quelli di lavoro è già di per sé un fattore di rischio per la sicurezza, che arriva dagli attacchi portati agli account privati.

Dobbiamo avere paura dello smart working?

Naturalmente no. Dell’innovazione, specialmente quando gli impatti positivi sono già dimostrati, non bisogna mai avere paura. Bisogna però avere un piano per gestirla.

Il webinar “Cyber security: chi ha paura dello smart working?” vuole aiutare le imprese a pianificare lo smart working.

Il programma

Giovedì 2 luglio 2020, dalle 11 alle 12.30, i temi dello smart working e della sicurezza informatica saranno affrontati da Franco Callegati, Direttore CIRI ICT, UniBO e Andrea Giuliani, Head of Design & Delivery, VEM Sistemi spa, membro del ClustER Innovate.

Il webinar è gratuito, iscriviti!

Gli iscritti riceveranno le istruzioni per il collegamento il giorno prima del webinar.

I relatori

Franco Callegati è professore associato di Reti di Telecomunicazioni. Ha sviluppato la sua attività di ricerca sul tema delle reti di telecomunicazione a larga banda. In passato si è occupato di reti ottiche a commutazione di pacchetto e attualmente di “Software defined Networking – SDN”, di “Network Function Virtualization – NFV” e di problematiche di cyber security. Ha partecipato a numerosi progetti di ricerca di rilevanza internazionali, tipicamente finanziati dall’Unione Europea, ricoprendo sovente ruoli di coordinamento. Si occupa attivamente di trasferimento tecnologico e ricerca industriale. È Direttore del Centro Interdipartimentale di ricerca Industriale su ICT (CIRI-ICT) dell’Università di Bologna e Presidente del Consorzio T3Lab.

Andrea Giuliani professionista ICT con esperienza quindicinale nel settore. Dal 2017 ha la responsabilità in VEM Sistemi del coordinamento dell’area tecnica di prevendita, progettazione ed implementazione di soluzioni: L’area è composta da circa 80 persone distribuite su 6 sedi nel territorio nazionale. Impegnato in prima persona nella gestione di progetti enterprise, così come nella definizione strategica delle linee di offerta aziendali, possiede un importante background tecnico relativo alle tematiche Cloud e Storage, maturato anche in virtù della precedente esperienza di 8 anni in VEM come Team Leader focalizzato su queste tecnologie. In tale ruolo nel 2013 ha ricevuto il riconoscimento europeo “Outstanding Contribution by a NetApp Tech Team Partner”, grazie al successo di alcuni progetti. Tra questi, quello che, nel medesimo anno, ha portato all’Azienda Ospedaliera di Desio e Vimercate il premio SMAU Innovazione ICT. Andrea ha conseguito la Laurea Magistrale in Ingegneria delle Telecomunicazioni presso il Politecnico di Milano nel 2004. Nello stesso anno ha superato l’Esame di stato di Ingegnere sezione A. Dal 2005 è iscritto all’Ordine Ingegneri di Forlì-Cesena (settori dell’Informazione, Industriale e Civile-Ambientale).

Per informazioni:

Ufficio Orientamento al lavoro e alle professioni: occupazione@romagna.camcom.it

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