Turismo da record per l’Emilia-Romagna: 60 milioni

Crescono tutti gli ambiti per un turismo da record: Costa, Appennino, Città d’arte, Terme, nuovi itinerari. I dati dell’Osservatorio turistico di Regione e Unioncamere Emilia-Romagna in collaborazione Trademark Italia.

E’ quasi sold out: con quasi 60 milioni di presenze, l’Emilia-Romagna centra un altro anno d’oro per il turismo regionale, consolidando la tendenza che la vede come regione che piace sempre di più, in Italia e all’estero. Anche il 2018, infatti, ha visto aumenti nelle presenze e negli arrivi in tutti i settori, dalla Riviera all’Appennino, dalle Città d’arte alle Terme, fino alle altre mete al di fuori degli itinerari tradizionali: 59,6 milioni le presenze turistiche, +4,7% rispetto ai circa 57 milioni registrati del 2017, di per sé già un anno record.

Crescita percentuale ancora maggiore per gli arrivi, che in totale sono stati 13,7 milioni, +7%rispetto ai 12,8 milioni del 2017.

Per il dettaglio delle provenienze, il livello di internazionalizzazione, un turista su quattro sceglie l’Emilia-Romagna dall’estero, con il 24,8% delle presenze e il 26,3% degli arrivi. Il saldo positivo è comunque generale, dato dalla crescita sia degli italiani (+4,2% di presenze, +6,8% di arrivi) che degli stranieri (+6,3% di presenze, +7,8% di arrivi).

Il grande catalizzatore resta la Riviera, con i suoi 43 milioni di presenze e 7 di arrivi, rispettivamente +2,2% e +2,9%, ma a crescere a doppia cifra è un altro turismo, quello culturale, enogastronomico e slow, quello sul quale l’Emilia-Romagna ha deciso di puntare, coprendo l’intero territorio regionale: prosegue il boom delle Città d’arte con un +11,2% di presenze e un +14% di arrivi, così come le ‘altre località’,+12,1% di presenze e +7,7% di arrivi, e l’Appennino con un +12,8% di presenze e +8,5% di arrivi. Le Terme, poi, che associate ai servizi benessere sembrano lasciare alle spalle gli anni più difficili con un +9,9% di presenze e un +19,3% di arrivi.

Turismo da record: la Riviera cresce

Quasi 43 milioni (42.851.000) sono le presenze turistiche registrate nel 2018 in Riviera e oltre 7 milioni (7.140.000) gli arrivi, con incremento percentuale sul 2017 rispettivamente del +2,2 e del +2,9.

In aumento sia i turisti italiani (+1,6% le presenze, +2,6% gli arrivi e) che quelli stranieri (+4,3% le presenze, +4,1% gli arrivi).

Guardando poi ai dati del movimento autostradale, considerato nella rilevazione come indicativo di “ripresa economica”, la crescita ha caratterizzato la maggior parte del 2018. E, in particolare, il dato degli autoveicoli in uscita ai caselli autostradali della Riviera indica un incremento complessivo del +0,8% rispetto al 2017, con Ferrara Sud (+3,5%), Valle del Rubicone (+3,8%), Riccione (+2,1%) e Cattolica (+1,3%), superiori alla media.

Turismo da record: le città d’arte e d’affari

Il bilancio del periodo gennaio-dicembre 2018 nelle maggiori città d’arte e d’affari dell’Emilia-Romagna, il secondo comparto regionale dopo la Riviera per volume di movimento turistico, presenta un incremento del +11,2% delle presenze, che arrivano a 7,8 milioni, e del +14% degli arrivi, che raggiungono i 3,6 milioni.

In crescita sia la clientela italiana (+16,1% degli arrivi e +12,1% delle presenze) che quella internazionale (+10,8% di arrivi e +10% di presenze).

E l’aeroporto Marconi di Bologna, collegato all’ottimo risultato turistico internazionale delle città della regione, raggiunge per la prima volta un volume di passeggeri pari a 8,5 milioni, in crescita del +3,8% sul 2017.

Turismo da record: + 12,8% in Appennino

Il 2018 si chiude positivamente anche per il comparto ricettivo dell’Appennino, con una crescita del +8,5% degli arrivi e del +12,8% delle presenze turistiche. Aumentano sia la clientela internazionale (+23,1% di arrivi e +17,2% di presenze) sia gli italiani (+5,8% di arrivi e +11,9% di presenze).

Turismo da record: benessere e wellness per le terme

In ripresa il settore termale, che presenta un buon incremento degli arrivi (+19,3%) e delle presenze (+9,9%) nelle strutture ricettive.

Da un lato la clientela italiana mostra segnali di affezione all’offerta delle altre località termali regionali (+20,1% di arrivi e +8,3% di presenze), apprezzando i progetti di riconversione dal tradizionale termalismo sanitario verso il benessere e il wellness; dall’altro la clientela internazionale registra un incoraggiante “ritorno” (+16,3% di arrivi e +18,7% di presenze) dopo la forte flessione registrata nel 2017.

Trend positivo per le altre località

Anche le altre località dell’Emilia-Romagna (comparto che comprende i comuni che non rientrano per le loro caratteristiche nei prodotti turistici tradizionali, come, ad esempio, Carpi, Fidenza, Sassuolo e Imola) registrano un aumento sia degli arrivi (+7,7%) sia delle presenze (+12,1%) nelle strutture ricettive locali.

In crescita sia i turisti italiani (+8% di arrivi e +14,1% di presenze) che quelli internazionali (+6,9% di arrivi, +7,7% di presenze).

La ricerca da Osservatorio Turismo

Il movimento turistico nelle strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere viene rilevato ogni anno dall’Osservatorio turistico di Regione e Unioncamere Emilia-Romagna in collaborazione con Trademark Italia.

La metodologia prevede rivalutazioni periodiche delle statistiche ufficiali realizzate, da una parte, tramite le indicazioni fornite da un panel di oltre 1.300 operatori di tutti i comparti dell’offerta turistica regionale e, dall’altra, tramite le elaborazioni dei dati emergenti da indicatori indiretti come le uscite ai caselli autostradali, gli arrivi aeroportuali, i movimenti ferroviari, le vendite di prodotti alimentari e bevande per l’industria dell’ospitalità, i consumi di energia elettrica e acqua, la raccolta di rifiuti solidi urbani, oltre ad un periodico sondaggio di un campione di turisti nazionali.

Turismo da record i commenti

Andrea Corsini e Stefano Bonaccini

Possiamo esultare“, dice il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, che distribuisce i meriti del successo dell’Emilia-Romagna tra istituzioni, privati e operatori del settore. “È la forza di una terra che non ha città che da sole parlano al mondo o metropoli, non ha il mare di Sardegna o le Dolomiti, ma può vincere la sfida della competizione se mette a valore le sue tante eccellenze“, spiega Bonaccini

I dati premiano la diversificazione dell’offerta e i nuovi prodotti turistici, che alzano il tasso di internazionalizzazione dell’Emilia-Romagna. La Riviera fa la parte del leone, ma aver valorizzato altre destinazioni, come castelli, borghi, paesaggi, ha pagato in termini di visibilità internazionale
Nel 2018 abbiamo stanziato 8 milioni di euro per i progetti di promozione della Destinazione Emilia-Romagna, dalla Riviera all’Appenino, dalle città d’arte al wellness, passando per la Food e la Motor Valley
“,

aggiunge l’assessore regionale al Turismo, Andrea Corsini. Adesso l’obiettivo è portare la quota di turisti stranieri oltre il 30%. “Nel 2019 sono in cartellone molti eventi per centrare questo obiettivo, dalle grandi manifestazioni sportive alla Motor Valley Fest.
Quest’anno entreranno nel vivo gli interventi per la promozione del turismo in montagna, sostenuti grazie all’accordo con la presidenza del Consiglio dei ministri e la Regione Toscana. E stiamo lavorando, insieme ad Apt servizi, per far conoscere sempre più l’Emilia-Romagna come meta turistica d’eccellenza e competitiva sui mercati internazionali. Non ci vogliamo fermare, perché abbiamo fatto del turismo uno dei pilastri della crescita della regione
“, assicura l’assessore, ricordando i maggiori fondi stanziati a favore di Apt nel bilancio per la promo-commercializzazione, ma anche le due misure a sostegno degli investimenti privati: il fondo Eureka con la Cassa depositi e prestiti, 45 milioni per hotel, stabilimento balneari, locali d’intrattenimento, più i 20 milioni della legge per il distretto turistico balneare e gli interventi di riqualificazione dei ‘waterfront’.
“Quello dei 60 milioni di presenze turistiche praticamente raggiunto è un traguardo storico. Partivano da 45 milioni di presenze nel 2015: significa che abbiamo avuto 14 milioni di presenze in più negli ultimi quattro anno. Un salto in avanti formidabile, frutto del lavoro di squadra,
grazie al contributo di tutti: amministrazioni locali, territori, operatori, che peraltro si allarga sempre di più a tutto il territorio regionale. Un’offerta ampia e completa, frutto anche della scelta che abbiamo fatto di valorizzare i territori, le Destinazioni turistiche e le aree di prodotto, e quindi con una riconversione del comparto turistico regionale, che credo trovi in Parma capitale della cultura italiana nel 2020 il suo naturale coronamento, oltre che un’altra magnifica opportunità. Intanto il 2019 si annuncia come un anno capace di richiamare tantissime persone
“, conclude Bonaccini

Il 2019, con i grandi eventi che l’Emilia-Romagna metterà in cartellone, a partire da quelli sportivi, si annuncia in grado di richiamare tantissime persone e appassionati

Da sportivo non posso non riconoscere come il turismo emiliano romagnolo abbia saputo alzare ulteriormente l’asticella tagliando un traguardo difficilmente immaginabile dopo l’ottima performance della stagione 2017. – commenta il presidente di Apt Servizi, Davide CassaniSiamo competitivi sui mercati internazionali, forti di efficaci azioni promozionali, grazie a un’offerta unica e alla capacità di dare ai nostri ospiti la possibilità di sognare, che si tratti dei bolidi a due e quattro ruote della Motor Valley, dei gioielli Unesco delle città d’arte, della natura incontaminata dell’Appennino e del Delta del Po o dei sapori unici della nostra tavola, per non parlare di un ricco e variegato calendario di eventi e coinvolgenti appuntamenti. Il 2019 vedrà la nostra Regione palcoscenico di eventi sportivi di caratura internazionale; è la migliore premessa perché anche l’anno appena iniziato porti verso un’altra vittoria il turismo dell’Emilia-Romagna”.

Le interviste