Turolla: settant’anni in piena salute

Importante traguardo per l’azienda di Castel San Pietro leader nelle pompe oleodinamiche

Una storia che ritorna quella di Turolla, leader nella produzione europea di pompe oleodinamiche ad ingranaggi esterni che il gruppo Danfoss, con un’azione di reshoring, ha riportato in Italia nel 2015.

Danfoss è una multinazionale danese che opera nell’ambito dei sistemi di controllo climatico, energetico e dei componenti e sistemi oleodinamici; la sua presenza nel mondo occupa oltre 26.000 addetti, producendo un fatturato che nel 2017 si è attestato intorno a 5,8 miliardi di euro. In Italia Danfoss è presente con un organico di circa 450 dipendenti, dislocati in 8 sedi commerciali situate nel nord del Paese e nei tre stabilimenti di Reggio Emilia, Merano e Bologna. Quest’ultimo è dedicato alla produzione di pompe oleodinamiche a ingranaggi con marchio Turolla, azienda fondata a Bologna dall’ingegner Marco Turolla nel 1948 e parte del gruppo Danfoss dal 2000, con un’unità produttiva negli Stati Uniti (Ames, lowa) e uffici commerciali in diverse parti del mondo.

Attualmente Turolla detiene vendite consolidate globali per oltre 50 milioni di euro, la metà delle quali destinate al mercato U.S.A., annoverando tra i suoi clienti principali realtà quali Caterpillar, John Deere, CNHi, Bobcat. Nel moderno stabilimento di Castel San Pietro Terme, inaugurato nel 2015, si concentra tutta l’attività produttiva europea di Turolla.

A testimonianza di quanto il gruppo Danfoss consideri importante la celebrazione del 70° Anniversario di nascita di Turolla, la cerimonia ha ospitato, oltre a clienti e distributori, i massimi esponenti del gruppo danese: Jørgen M. Clausen (chairman of the Board of Directors ), Kim Fausing (president & chief Executive Officer), Jesper V. Christensen (executive vice president & Chief Financial Officer) e i componenti del Leadership Team di Danfoss Power Solutions, il segmento idraulico del Gruppo: Eric Alstrom (president) e Domenico Traverso (president Work Function Division).

“Settanta anni fa – afferma Riccardo Carra, vice presidente e direttore generale di Turolla – il visionario e innovativo Marco Turolla ha fondato una azienda di produzione di pompe ad ingranaggi, posizionandola nel terreno più fertile per la tecnologia oleodinamica, l’Hydraulic Valley. In settanta anni, grazie anche alle radici ben piantate in quel fertile terreno, la pianta è cresciuta ed è ora robusta e ben salda. Quasi tutto è cambiato da allora, dalle esigenze del cliente alle tecnologie produttive, ma il DNA delle persone che hanno portato Turolla fino a qui è rimasto lo stesso. Abbiamo descritto quel DNA con la frase “Fast Forward Thinking”, per rappresentare la nostra dinamicità nell’utilizzare al meglio le nostre risorse per soddisfare le esigenze del cliente, offrendo loro il miglior prodotto e servizio”.

Negli ultimi anni, Turolla ha attraversato una trasformazione 

“Abbiamo cambiato il nostro modello di business– aggiunge Riccardo Carra –, ci siamo trasferiti in uno stabilimento più moderno e abbiamo preso l’impegno con i nostri clienti di fornire prodotti innovativi e più a valore aggiunto. La trasformazione ha avuto esito positivo e riteniamo di avere ora una consistente base su cui costruire un solido piano di crescita. Le nostre prestazioni operative (sicurezza, qualità, consegna, efficienza) sono assolutamente positive e il nostro miglioramento continuo è l’approccio giusto per migliorare ulteriormente”.

A chi chiede dove sarà Turolla fra 70 anni Riccardo Carra risponde: “Abbiamo una strategia che prevede un aumento significativo della quota di mercato nei prossimi cinque anni. La crescita si basa su un solido portafoglio di prodotti, con elementi significativi di innovazione e differenziazione e un’organizzazione orientata al cliente per supportare i nostri clienti a livello globale. Non posso prevedere dove sarà Turolla tra 70 anni, posso solo impegnarmi per conto di tutto il team Turolla a proseguire il viaggio che abbiamo iniziato con impegno, energia ed entusiasmo. Fast Forward Thinking!”.

Gian Basilio Nieddu

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