Bompani, il colore in cucina come le auto di lusso

enrico vento ad bompani

Innovazione e sostenibilità per la storica azienda emiliana Bompani che produce frigoriferi verniciati come le super car della Motor Valley

di Mara Cinquepalmi

Frigoriferi come le auto di lusso che nascono nella Motor Valley dell’Emilia-Romagna. Portano la firma di Bompani gli elettrodomestici verniciati con lo stesso procedimento che le aziende automobilistiche utilizzano per le supercar note in tutto il mondo. Si chiama cataforesi e coniuga il gusto per il design con l’esperienza e le tecnologie dell’industria automobilistica. Il bagno per cataforesi è un processo di verniciatura dei frigoriferi simile a quello dell’automotive e, in particolare, delle auto di lusso. Un legame che non nasce oggi. Con il boom economico, infatti, alcune aziende dell’automotive si sono convertite in aziende di elettrodomestici. La Smeg, ad esempio, è nata come azienda di verniciatura.

“Fuoriserie” Bompani

Bompani e la sua strada per l’innovazione

Non è la prima volta che Bompani, che dal 1954 a Modena produce cucine, forni incasso, piani cottura, elettrodomestici, guarda al mondo dell’automotive. E lo fa puntando sulla sostenibilità e sull’innovazione. Da qualche tempo, infatti, l’azienda emiliana sta studiando il forno perfetto, frutto della partnership con il dipartimento di Ingegneria dell’Università di Modena-Reggio Emilia che permetterà di trasferire le conoscenze della progettazione e simulazione CFD (Computational Fluid Dynamics), già sperimentata nell’automotive e nel settore aerospaziale, ai forni delle cucine di casa.

Per il forno perfetto – spiega Enrico Vento, ad di Bompani dal 2013 – stiamo sfruttando le conoscenze maturate in altri settori tra cui automotive e ceramico per studiare e modellizzare la termodinamica del forno”.

Foto storica della Bompani

Quella della Bompani è anche una storia di rinascita che inizia nel 2012, quando l’azienda rischiava di chiudere.

È vero, nel 2012 abbiamo rischiato di chiudere. Io ho acquistato nel 2013 l’azienda con il progetto di salvarla utilizzando uno strumento allora appena nato che è il Concordato in continuità. Strumento utilissimo per salvare le aziende, che a causa di abusi è stato indebolito invece di essere rafforzato. Noi lo abbiamo portato a termine nel 2016 come previsto e oggi l’azienda è tornata in bonis. Clienti, fornitori, leggi regionali, il sacrificio dei lavoratori ci hanno aiutato”, aggiunge Enrico Vento che racconta: “Noi nel nostro piccolo  diamo lavoro a più di 200/300 persone di cui 150 impiegate direttamente e stabilmente. Stiamo difendendo quella che è la seconda Industry del paese dopo l’automotive. Le acquisizioni delle grandi multinazionali – precisa Vento – stanno pian piano smantellando il nostro sistema produttivo, delocalizzando all’estero le produzioni di un prodotto sempre più di massa che perde così le sue caratteristiche peculiari accumulate negli anni dello sviluppo dell’Italia e della sua cultura in cucina. Non è un caso che i produttori di elettrodomestici professionali non delocalizzino e siano soprattutto in Italia”.

Panoramica dello stabilimento Bompani

Non è un caso che Bompani abbia scelto la sinergia con l’automotive

Secondo l’a.d. Vento “i vantaggi di sostenere un’industria italiana degli elettrodomestici sono tanti. Fra cui la possibilità di continuare a fare ricerca e di creare sinergie con le altre Industry del paese. Sinergie nei due sensi. Noi abbiamo pescato dall’automotive per il trattamento dei frigoriferi (cataforesi e verniciatura a strati), ma possiamo contribuire al sostegno dell’industria italiana dell’arredo e del design con elettrodomestici made in Italy che hanno funzionalità e gusto italiano”.

Bompani e la legge attrattività

Bompani è una delle aziende che ha partecipato al bando regionale previsto dalla legge 14/2014 per la promozione degli investimenti. Grazie a queste risorse, Bompani ha interamente ricoperto di pannelli fotovoltaici lo stabilimento di Ostellato, nel ferrarese. Si tratta di una superficie di oltre 20 mila metri quadrati, per un impianto con una potenza di circa 1 MW. E’ entrato in funzione nel giugno 2019, dopo quasi un anno di lavori. L’energia prodotta viene tutta dedicata all’autoconsumo e permette di ridurre le emissioni di CO2 di 784 tonnellate l’anno, che corrispondono a circa 300 tonnellate di petrolio risparmiate. In questo modo l’azienda è autonoma per i consumi diurni in primavera e in estate, quando c’è più luce. Inoltre, l’impianto fotovoltaico riduce la temperatura all’interno delle aree produttive durante la stagione estiva.

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