Lemon Project: edifici efficienti e risparmio

stand di lemon project

Lemon Project: edifici più efficienti e risparmio in bolletta

L’iniziativa Lemon Project, presentata a Key Energy/Ecomondo fiera di Rimini, dà vita a nuovi strumenti contrattuali che regolano i rapporti tra inquilini, proprietari, fornitori di energia ed Energy Service Company


Aumentare il comfort abitativo riducendo la spesa energetica nell’ambito dell’edilizia sociale pubblica. E di conseguenza il costo delle utenze, quindi della bolletta. Il mezzo? Un innovativo modello di finanziamento che unisce il ritorno degli investimenti al risparmio energetico conseguito. Tutto questo è Lemon, progetto finanziato dal programma europeo Horizon 2020 i cui dettagli sono stati svelati a Rimini nel corso di Ecomondo, fiera internazionale per l’energia e la mobilità sostenibile, e che vede coinvolti quattro importanti partner del territorio emiliano-romagnolo: AESS (Agenzia per l’energia e lo sviluppo sostenibile), associazione no profit di Modena che coordina il progetto, ACER Parma, ACER Reggio Emilia e ART-ER, consorzio partecipato della Regione Emilia-Romagna che promuove l’innovazione del territorio attraverso progetti di collaborazione tra ricerca e impresa.

Cos’è Lemon Project


Il progetto, unico nel suo genere, è stato protagonista a Ecomondo dell’incontro “Lemon: less energy, more opportunities – L’efficientamento energetico come investimento”, che ha visto la partecipazione di Marco Corradi (presidente dell’ACER di Reggio Emilia), Piergabriele Andreoli (direttore di AESS), Teresa Bagnoli (responsabile sviluppo strategico edilizia e costruzioni di ART-ER), Franco La Cecla (antropologo di fama mondiale), Stef Roell (Economic Board Utrecht), Flaminia Barachini (GSE, Gestore dei servizi energetici), Pier Paolo Berrettoni (Invitalia), James Thorogood (Aster Elena), Daniela Luise (Comune di Padova), Giuseppe Sorgente (Regione Liguria) e Simona Acerbis (Ates Parma) e dei TerraProject, tra i primi collettivi di fotografi italiani specializzati in tematiche sociali e geografiche a livello internazionale.
Lemon è un facilitatore nell’ambito della riqualificazione energetica dell’edilizia sociale – spiega  Andreoli -. Il nostro obiettivo è uscire dalla logica di riqualificazione per singolo edificio e portare avanti un vasto piano di investimenti per riqualificare il patrimonio abitativo sociale di oltre 620 alloggi situati in 44 edifici tra le province di Parma e Reggio Emilia. Non solo, vogliamo accelerare gli investimenti di riqualificazione e testare nuovi modelli finanziari, andando a integrare finanziamenti e incentivi diversi a livello regionale e nazionale”.

Il percorso di Lemon

Pier Gabriele Andreoli

Per raggiungere questo traguardo sono utilizzati due nuovi strumenti contrattuali che regolano i rapporti tra inquilini, proprietari, fornitori di energia e le ESCO (Energy Service Company) al fine di garantire il ritorno degli investimenti entro 15 anni dagli interventi di riqualificazione. Il primo, EPC (Energy performance contract) è un accordo tra beneficiario e fornitore, nel quale gli investimenti realizzati sono ripagati in funzione del migliore rendimento energetico dell’alloggio e dei risparmi ottenuti; il secondo si chiama EPTA (Energy performance tenancy agreement) ed è un contratto di locazione calcolato tenendo conto degli interventi di riqualificazione realizzati e della conseguente diminuzione dei costi energetici negli alloggi. L’ultima gara EPC si è conclusa positivamente e prevede la riqualificazione energetica significativa di 323 alloggi con un risparmio energetico del 40%. “L’ambizione – conclude Andreoli – è di diventare un modello da replicare ed esportare anche in altri territori, nonché driver per l’edilizia privata”.

L’impatto potenziale del progetto Lemon – afferma Teresa Bagnoli – è molto elevato per le ricadute innovative che può portare sulla intera filiera delle costruzioni. Spesso, quando si affrontano interventi di efficientamento energetico degli edifici, ci si dimentica di considerare l’importanza della persona, quindi di formare adeguatamente chi poi andrà a vivere e gestire le abitazioni, con il rischio che non si producano tutti i benefici ipotizzati e le performance previste. Per rispondere a questa esigenza, i partner di progetto si sono impegnati rispetto alla formazione e informazione dell’inquilino che vive nell’appartamento riqualificato, tramite una serie di azioni elaborate per permettere alle persone di avere la consapevolezza dei propri consumi e di quanto possano impattare le loro abitudini in merito”.

Conferenza su Lemon

La più importante di queste azioni è stata la realizzazione di un Manuale dell’Inquilino, una guida semplificata per capire concretamente come è possibile risparmiare energia e gestire in modo oculato l’abitazione, in modo da avere doppi benefici dal massimizzare gli effetti della riqualificazione dalla riduzione dei consumi e dal vivere in un ambiente salubre. La guida è scaricabile gratuitamente dal sito di progetto e, al fine di favorirne la diffusione, viene distribuita agli incontri formativi per stimolare gli inquilini ad attuare in prima persona azioni di riduzione nei consumi.


I numeri di Lemon project


Le parole chiave di Lemon sono efficienza (energetica), risparmio (per gli inquilini), innovazione (per il territorio), crescita (per le imprese) e affidabilità (per gli investitori). Per quanto concerne i 620 alloggi che necessitano di interventi di riqualificazione energetica all’interno del progetto Lemon, circa il 6% risulta dislocato in 10 edifici di proprietà privata (37) mentre i restanti sono di proprietà delle amministrazioni locali e gestiti dalle ACER. Il 68% degli alloggi individuati sono nella provincia di Reggio Emilia, mentre il 32% sorge nella provincia di Parma. L’investimento economico complessivo per gli interventi ammonta a 9 milioni di euro a fronte di un risparmio di 3.300 MWh all’anno, il 42,2% in meno rispetto ai consumi attuali, che comporta una riduzione media sulla spesa energetica di 400 euro all’anno per famiglia. Al 30 aprile 2019, sono state ristrutturate 197 abitazioni con gare di lavori che hanno ricevuto sovvenzioni da fondi strutturali o programmi di finanziamento nazionali per un totale di 2.336.861 milioni di euro. Altre gare di lavori sono in fase di pubblicazione. Già nei prossimi mesi, la ESCO che si è aggiudicata l’ultimo bando di gara chiuso lo scorso settembre per realizzare l’investimento e il raggiungimento dell’obiettivo di risparmio, andrà a intervenire su 323 alloggi di edilizia sociale nelle province di Reggio Emilia e Parma, con un investimento economico di 6 milioni di euro a fronte di una riduzione delle emissioni di CO2 pari a 405 t/y e 1.782 MWh/y di energia risparmiata.

Stand a Ecomondo

I conti dell’edilizia sociale

Dall’indagine Federcasa-Nomisma “La mediazione sociale nell’attività di gestione del patrimonio Erp” emerge che sono 1,708 milioni le famiglie italiane che vivono in una situazione di disagio economico abitativo (il 41,8% dei 4,086 milioni di famiglie in locazione sul libero mercato) e il patrimonio dell’edilizia residenziale pubblica ammonta a poco più di 850.000 abitazioni),con tassi di turnover molto bassi.

Nel 2016 sono 1,619 milioni le famiglie che in Italia versano in condizione di povertà assoluta. Le famiglie con cinque o più componenti sono le più esposte e rappresentano il 43,7% del totale delle famiglie povere, mentre cresce il numero di famiglie con 1 o 2 componenti in condizioni di fragilità. Un dato a cui si somma la componente di popolazione a rischio di povertà o esclusione sociale che, secondo l’Istat, rappresenta il 30% della popolazione.

In Italia, sottolinea l’indagine, le risorse dedicate alle politiche sociali riescono a ridurre il numero di famiglie a rischio povertà di circa il 21%, a fronte di una media europea del 33%.In Emilia-Romagna le società di Social Housing (ACER) gestiscono in totale 78.703 abitazioni in 6.404 edifici. Tra questi 3.289 sono di proprietà pubblica (55.488 abitazioni), 3.115 di proprietà misto pubblico-privato (23.215 abitazioni) e con una superficie totale di 4,7 miliardi di m2. Il fabbisogno energetico varia da 80 a 450 kWh / m2 all’anno, che corrisponde per le famiglie a una spesa di che varia da 600 a 2.500 euro all’anno.

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