Gelate e maltempo killer: gravi danni a frutteti e orti

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Temperature sotto zero per diverse ore e forti gelate, poi pioggia e neve. Territori flagellati: c’è chi deve dire addio all’intera produzione. Compromesse le coltivazioni di albicocche, danni importanti su pesche, susine, kiwi e pere

di Giuseppe Sangiorgi

L’improvviso abbassamento delle temperature che sono scese anche di molti gradi sotto lo zero per oltre 10 ore, ha provocato gelate estese nei campi coltivati in tutta l’Emilia-Romagna, con pesanti danni su piante da frutto in fiore in grande anticipo per effetto di un inverno siccitoso, il secondo più caldo dal 1800.

La gelata, terribile e completamente fuori stagione che si è abbattuta su tutte le produzioni di frutta e verdura dell’Emilia-Romagna, ha inflitto un durissimo colpo a un comparto già molto provato dalle difficoltà del 2019.

Gelate mettono k.o. frutta e verdura: la voce dei produttori

A lanciare l’SOS le associazioni di categoria e i produttori che segnalano centinaia di aziende a rischio di sopravvivenza.

È un disastro – afferma Marcello Bonvicini, presidente regionale di Confagricoltura Emilia-Romagna, – il 50-60% delle aziende colpite dalle gelate notturne non ha una copertura assicurativa perché, nel pieno dell’emergenza Covid-19, l’attivazione ha subito un drastico rallentamento”.

Marcello Bonvicini
Marcello Bonvicini – Confagricoltura ER

Il crollo delle temperature ha interessato tutta la pianura, ma ancora di più le zone collinari: a soffrire sono soprattutto le province ad alta vocazione frutticola da Rimini, Forlì-Cesena, Ravenna, a Bologna, Ferrara e Modena. E ancora in provincia di Piacenza la zona frutticola di a Monticelli d’Ongina.

Le gelate hanno infierito duramente colpite le principali colture frutticole, in particolar modo le drupacee in una fase cruciale per lo sviluppo dei frutti. I danni maggiori si riscontrano su albicocche, susine, pesche, nettarine e le varietà di ciliegio a fioritura precoce. Il gelo non ha risparmiato nemmeno il kiwi (in particolare quello giallo) e i kaki già in fiore. Resta da valutare l’impatto sui vigneti e sulle pomacee, in particolare monitorando gli effetti sugli alberi di melo e pero.

garagnani
Guglielmo Garagnani

Rimarca Guglielmo Garagnani, presidente di Confagricoltura BolognaEravamo preoccupati per questa nuova ondata di freddo arrivata in un momento critico e in una stagione anomala dal punto di vista climatico, con un inverno mite e temperature spesso sopra di 2 gradi rispetto alla media di riferimento. Tanto che– osserva – per le specie frutticole, l’andamento ha portato a una fioritura anticipata. Per le bietole, l’entità del danno potrà essere verificata nel giro di due o tre giorni. Per quanto riguarda i seminativi c’è la possibilità che qualche agricoltore debba avviare di nuovo le semine sostenendo costi aggiuntivi, oltre a fare i conti con un ritardo vegetativo”.

Davide Vernocchi APO Conerpo

Davide Vernocchi, presidente di Apo Conerpo, Organizzazione di Produttori con sede a Villanova di Castenaso (Bo) che raccoglie 6.000 soci produttori agricoli (in maggioranza dell’Emilia-Romagna), riuniti in 51 cooperative sottolinea che l’ondata di freddo “colpisce con violenza un comparto già gravemente provato dalle difficoltà del 2019, clima e cimice asiatica, mettendo centinaia di aziende agricole emiliano-romagnole a rischio di sopravvivenza. Senza aiuti per molti produttori questo colpo può essere fatale”.

Un settore che sta mettendo il massimo impegno per far fronte alle richieste di frutta e verdura fresche nonostante l’epidemia in corso e tutte le criticità a essa connesse.  “Se perdiamo gli agricoltori, – conclude Vernocchi –chi garantirà la presenza di frutta e verdura fresche nei banchi dei supermercati in questa fase di emergenza senza precedenti?

drupacee

Coldiretti Emilia-Romagna segnala, dopo un monitoraggio a livello nazionale, che intere coltivazioni di carciofi, asparagi, bietole, finocchi, rape, cicorie e piselli, in anticipo per il risveglio precoce della natura favorito dal clima caldo, e pronte per la raccolta, sono andate distrutte per l’ondata di gelo neve e pioggia intensa che si sono abbattute pregiudicando le produzioni. La stessa organizzazione dei produttori evidenzia che “è allarme anche per 50 miliardi di api presenti sul territorio nazionale che sono state ingannate dal caldo e sono uscite dagli alveari ed ora rischiano di subire pesanti perdite”.

Per gli effetti dell’ondata di maltempo Coldiretti stima milioni di euro di danni ed è intenzionata “a chiedere lo stato di calamità dato che il protrarsi del gelo potrebbe compromettere irreparabilmente le coltivazioni”.

La Regione Emilia-Romagna annuncia aiuti 

Risponde all’appello l’assessore all’agricoltura Alessio Mammi, che promette il supporto di Viale Aldo Moro. Un’altra dura prova per il comparto ortofrutticolo della regione già alle prese coi danni provocati dalla cimice asiatica e dall’emergenza coronavirus”, la definisce Mammi in una nota.

Siamo dispiaciuti per tutto quello che stanno attraversando i nostri agricoltori e imprenditori, ma voglio dire loro che non li lasciamo certo da soli. Siamo e saremo al loro fianco per affrontare tutti insieme e con tutti gli strumenti possibili, anche questa ulteriore criticità“.

Alessio Mammi

Aggiunge Mammì “Ci siamo subito attivati per verificare l’impatto delle gelate tardive sulla produzione di frutta e verdura e per capire quali possibili meccanismi potremo mettere in campo a sostegno di un comparto fondamentale per l’intera regione. Attraverso Arpae abbiamo fatto una prima mappatura delle zone interessate dalle gelate che riguardano in maniera diffusa tutta la pianura in cui si sono registrati valori inferiori a -5°”. Al momento, chiude Mammi, “è ancora prematuro fare una stima precisa dei danni ed è bene seguire il sistema di allerta di Arpae per attivare, laddove presenti, sistemi di prevenzione e tutela dei frutteti perché l’influsso di aria fredda continuerà anche nei prossimi giorni, seppure con punte meno estreme nelle minime”. I servizi territoriali della Regione, compatibilmente con le restrizioni agli spostamenti dettate dell’emergenza coronavirus, procederanno poi alle verifiche necessarie per stabilire l’entità dei danni che in questa prima fase non è ancora possibile quantificare.

La procedura smart per segnalare i danni

Intanto è già attiva una procedura semplificata e completamente online, che sostituisce PERC ed email, per la segnalazione dei danni da avversità atmosferiche. I servizi territoriali della Regione, compatibilmente con le restrizioni agli spostamenti dettate dell’emergenza Coronavirus, procederanno poi alle verifiche necessarie per stabilire l’entità dei danni.

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