Gazzotti si rilancia con il workers buyout

soci gazzotti

La coop costituita da 18 ex dipedenti si è aggiudicata all’asta marchio e impianti della Gazzotti, società che produce parquet in liquidazione fallimentare. Ora la sfida della ripresa produttiva

La Gazzotti 18 società cooperativa, costituita da 18 ex dipendenti della società in liquidazione fallimentare, si è aggiudicata, all’asta promossa dal Tribunale di Bologna, il marchio e gli impianti della Bopar spa, già Gazzotti spa, di Trebbo di Reno. Lunedì prossimo sarà perfezionato il trasferimento del ramo di azienda con atto notarile.

La cooperativa aggiudicataria è stata costituita da 18 ex lavoratori della società in liquidazione, che hanno deciso di associarsi per portare avanti l’attività della più che centenaria  azienda bolognese di parquet.

Legacoop Bologna ha supportato i lavoratori nella definizione del piano di impresa e nel reperimento delle risorse finanziarie, e continuerà a sostenere il progetto anche in futuro.

Questo risultato è frutto di un lungo percorso avviato da un gruppo di ex dipendenti che hanno scelto la forma cooperativa per salvaguardare l’occupazione – commenta Rita Ghedini, presidente Legacoop Bologna –  La vicenda della Gazzotti testimonia il ruolo che l’impegno dei lavoratori, che usano la forma cooperativa, e lo spirito della comune assunzione di obiettivi e responsabilità, può, attraverso la pratica dei workers buyout, conservare lavoro e capacità produttiva per il territorio. Facciamo il nostro in bocca al lupo ai nuovi cooperatori, che ci troveranno al loro fianco nella grande sfida del rilancio della produzione e del marchio

Lo stabilimento che produce parquet di lusso (montano parquet Gazzotti, per esempio, molti degli store di Dolce e Gabbana nel mondo) e’ stato operativo fino al 31 agosto quando si e’ chiuso l’esercizio provvisorio. La crisi, come spiegava  Paolo Mancini, segretario appena riconfermato della Fillea-Cgil, ha origini finanziare e non produttive. “C’e’ stata una discussione tra i soci sulla ricapitalizzazione. Alcuni non hanno aderito e così l’azienda, come BoPar spa, è finita con i libri in Tribunale. Ma i clienti ci sono“, spiega Mancini. Nel frattempo, negli ultimi due mesi, si sono create le condizioni per la nascita della cooperativa di lavoratori, che appunto con Legacoop, hanno deciso di provare al rilevare il marchio. 

Gazzotti: lo stabilimento riprende  la produzione di parquet e riaprono gli uffici, il magazzino e la sala mostra

Alessandra Boschi, responsabile amministrativa, afferma: “Dopo 15 anni in Gazzotti, non potevo accettare l’idea che tutti gli sforzi fatti andassero perduti e cosi’ ho deciso di aderire alla Cooperativa”. Le fa eco Claudio Angeli, responsabile operativo, per il quale “il motore e il collante del gruppo sara’ proprio il nostro attaccamento alla maglia”. Giovanni Alberoni, responsabile di produzione, si dice “orgoglioso di essere tra i continuatori di una attivita’ secolare e onorato di intraprendere questa nuova fase insieme ai miei colleghi, ora miei soci”. 

La svolta arrivata  “è una buona notizia, un segnale positivo per il futuro dal punto di vista occupazionale per quei lavoratori oggi ancora in forza e magari per altri se un domani si verranno a creare le condizioni favorevoli per incrementare l’occupazione“, dice Paolo Mancini, segretario della Fillea Cgil di Bologna. Il sindacato sottolinea come la ‘rinascita’ sia stata “possibile innanzitutto grazie a quei lavoratori che hanno scommesso sulle loro competenze, professionalità, ed investendo risorse per partecipare all’asta e poter rilevare l’azienda; al curatore fallimentare ed al tribunale di Bologna che hanno mantenuto la operativita’ dell’azienda fallita attraverso l’esercizio provvisorio; a Legagoop Bologna che ha aiutato i lavoratori nel percorso; alla Città Metropolitana di Bologna che ha seguito tutta la fase di crisi dell’azienda“. E così si è scritto un lieto fine ad una “vicenda che rischiava di terminare con la perdita di una importante e storica realtà produttiva del territorio“, conclude Mancini. 

 

Fonte Agenzia Dire logo dire

 

 

 

 

 

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