Leader per l’agroalimentare

presentazione progetti

Emilia-Romagna tra i paesi leader per l’agroalimentare: oltre 176 milioni per innovazione, ricerca e sviluppo e 441 progetti:
il punto sulle iniziative finanziate con i fondi europei

In una regione sempre più protagonista in Europa e ai primi posti per investimenti, sono 441 i progetti di ricerca, sviluppo di nuovi prodotti e tecnologie per il settore agroalimentare finanziati in gran parte dal Fondo europeo di sviluppo regionale (Por FESR )
e dal Programma di sviluppo rurale (PPSR FEASR).

Leader per l’agroalimentare: punto

Se ne è parlato a Bologna nel convegno su ‘Innovazione e ricerca del sistema agroalimentare’ organizzato dalla Regione Emilia-Romagna con la partecipazione di Aster, Clust-ER Agrifood, Rete rurale nazionale 2014-20 e Fondazione Fico.

L’obiettivo dell’evento dedicato ad agricoltori, tecnici e ricercatori, era di fare il punto sulla situazione attuale e le prospettive future. Di fronte a più di 400 persone, sono stati illustrati una ventina di progetti di collaborazione tra mondo della ricerca e della produzione per iniziative di studio e realizzazione di prodotti e processi innovativi in ambito agroalimentare finanziati in questi anni.

La Regione Emilia-Romagna ha investito più di tutte le altre Regioni europee in tali settori (90 milioni di euro nel Piano di Sviluppo Rurale e 176 complessivamente come Regione) scegliendo di investire risorse molto ingenti in innovazione e conoscenza, fondamentali per costruire il futuro.

I progetti riguardano i temi dell’agricoltura sostenibile e di precisione; le tecnologie per la sicurezza, la qualità e la salute dei consumatori; la valorizzazione dei sottoprodotti. Tra i 441 progetti, per i quali sono già stati spesi 107,4 milioni di euro, generando investimenti per 176 milioni di euro, spiccano tre principali filoni di azione: i Gruppi operativi sull’innovazione (93 progetti), i progetti di filiera sul Psr 2014-20 (51) e i progetti del settore agroalimentare finanziati dal Por Fesr (179).

Stefano Bonaccini

Stiamo parlando di un settore chiave per l’economia emiliano-romagnola– dice il presidente della Regione, Stefano Bonaccini -. Un settore che raccoglie quasi 28 mila imprese e che nel 2017 ha registrato un aumento dell’occupazione del 5%. Abbiamo messo l’innovazione e la ricerca al primo posto, destinando investimenti mirati a un comparto che da sempre vede l’Emilia-Romagna al vertice per qualità produttiva. Un impegno – ha proseguito- realizzato per mantenere il grado di competitività e favorire politiche di valorizzazione della forza lavoro qualificata. Ricerca industriale, trasferimento tecnologico e innovazione rappresentano elementi indispensabili per rafforzare l’intera filiera e il suo posizionamento internazionale raggiungendo alti standard qualitativi di sicurezza dei prodotti. A tutto ciò si aggiungono le tecnologie digitali- ha concluso- che trasformano l’approccio stesso alla tracciabilità, in grado di creare valore lungo tutta la filiera”.

Leader per l’agroalimentare: i progetti

Coinvolgono centinaia di imprese agricole e di trasformazione e collocano l’Emilia-Romagna in posizione di leadership europea nella ricerca applicata al settore.

I progetti si presentano

Nella hall antistante alla sala congressi è stato un bel colpo d’occhio vedere i manifesti di tutti i progetti, i banchetti di tante iniziative e tante persone scambiarsi idee ed esperienze, scoprire il potenziale delle innovazioni applicate alla qualità dei suoli, al risparmio idrico, al recupero degli scarti, all’agricoltura di precisione, al biologico, alla castanicoltura, alla biodiversità animale e vegetale, alla qualità delle acque, alle nuove varietà, agli imballaggi sostenibili o edibili, alla mitigazione e adattamento al cambiamento climatico, al benessere animale, alle agricolture urbane, alla lotta alle antibioticoresistenze. Un concentrato di creatività e intelligenza, di scienza e di cooperazione fra soggetti diversi che conferma quanto l’Emilia-Romagna sia vitale e quanto la sua gente sia disponibile a mettersi in gioco, a darsi da fare, a migliorare, scommettendo sull’innovazione.

Simona Caselli

 “Per assicurare un’agricoltura all’avanguardia, sostenibile e al servizio del consumatore– ha commentato l’assessore regionale all’Agricoltura, Simona Casellila chiave di volta è la cooperazione tra produttori agricoli e sistema della conoscenza. Per raggiungere questo obiettivo, la Regione, grazie al Programma di Sviluppo Rurale, ha messo a disposizione un investimento complessivo di 90 milioni di euro di cui circa 60 milioni già impegnati.

Ai Piani di innovazione e ricerca condotti dai Gruppi Operativi (una partnership tra enti di ricerca, formazione e consulenza del settore agroalimentare, imprese agricole e agroindustriali, associazioni di produttori) sono destinati 50 milioni di euro, di cui 26,3 milioni già impegnati, che già ora hanno permesso la realizzazione di 93 progetti, sui 207 attivati in Italia e gli oltre 600 europei: numeri che fanno dell’Emilia-Romagna la prima regione in Europa per innovazione in campo agricolo e danno la misura dell’impegno regionale in questo campo, a cui si aggiunge la volontà di semplificare le procedure e riconoscere a pieno le attività dei partner che compongono i Gruppi Operativi”.

Per quanto riguarda le filiere agroalimentari, la Regione, in accordo con le componenti del mondo agricolo, ha messo a disposizione quasi 136 milioni di euro, l’11% dell’intero importo del Programma di sviluppo rurale 2014-2020, a sostegno di progetti che riuniscono le aziende agricole, quelle di trasformazione e commercializzazione.

Intervento di Simona Caselli

In questo caso i progetti finanziati sono 51– ha proseguito Caselli- ciascuno dei quali è arricchito da attività di innovazione che mettono al centro il rapporto tra mondo della ricerca e aziende agricole, che troppe volte rischiano di essere penalizzate nella distribuzione del valore lungo la filiera, ma che sono invece la pietra angolare di un comparto fondamentale del made in Italy e punto di forza della nostra capacità di esportazione e competitività sui mercati”.

Da non dimenticare poi l’attività di formazione e consulenza a cui sono destinati i quasi 30 milioni di euro, di cui 20 già impegnati, che già ora hanno permesso a 15mila produttori di fruire di circa 80mila ore di supporto formativo.

Palma Costi

Secondo l’assessore regionale alle Attività produttive, Palma Costil’Emilia-Romagna va considerata come un vero e proprio ecosistema dell’innovazione fatto non solo di incentivi per progetti di ricerca, ma di azioni che coinvolgono l’intero sistema regionale, per moltiplicare le opportunità, anche sul piano internazionale e potenziare le infrastrutture di ricerca. Così– ha affermato – al servizio del settore agroalimentare abbiamo messo a disposizione tutti i nostri strumenti di politica industriale in una logica di specializzazione e integrazione degli strumenti per massimizzare i risultati.

Anche le Università in campo

Con il Fondo europeo di sviluppo regionale 2014-2020 abbiamo finanziato 179 progetti che per la sola ricerca e innovazione hanno prodotto un volume di investimenti pari a quasi 52 milioni di euro e hanno occupato 400 nuovi ricercatori, contribuendo ad accelerare lo sviluppo di nuove tecnologie e migliorare le relazioni di rete del sistema. A questi- ha spiegato l’assessore- si aggiungono i fondi della legge 14/2014, gli accordi per l’innovazione con il ministero con lo Sviluppo economico, i fondi per l’internazionalizzazione tutti volti a rafforzare l’intera filiera e il suo posizionamento internazionale, rendendola capace di conciliare tradizione e innovazione, raggiungendo alti standard qualitativi di sicurezza dei prodotti”.

Sotto il coordinamento di Aster, la società dell’Emilia-Romagna per l’innovazione e il trasferimento tecnologico al servizio delle imprese, delle università e del territorio, operano la rete dei Tecnopoli, gli incubatori, i Laboratori aperti, la rete dei Fab-Lab e molte altre iniziative che interpretano la strategia regionale di specializzazione intelligente.

Intervento di Palma Costi nella seconda giornata

Le componenti di ricerca industriale che caratterizzano il sistema agroalimentare regionale sono caratterizzate sempre più dal tema della sostenibilità delle produzioni agroalimentari abbinata a soluzioni tecnologiche efficaci a garantire una maggiore sostenibilità economica e ambientale che attraversi l’intero ciclo produttivo. Questo in una logica continua di miglioramento e garanzia della qualità e di valorizzazione delle produzioni alimentari verso consumatori sempre più esigenti. I temi quindi della tracciabilità, certificazione, valori nutrizionali– ha concluso Costisi coniugano in un sistema dove il coinvolgimento e sensibilizzazione del mondo agricolo e della trasformazione alimentare sono sempre più funzionali al miglioramento della qualità del cibo e della sua sicurezza”.

A Fico Eataly World sono state due le giornate per far conoscere e diffondere l’innovazione in mezzo alla gente. Bellissimo parlare di nuovi cibi, droni, satelliti, nuove tecniche agricole, di trasformazione e di imballaggio ad un pubblico folto, interessato e con tanti ragazzi.

Infatti il giorno successivo al convegno è andata in scena una iniziativa di divulgazione dei progetti, banchetti informativi e momento di presentazione sui progetti di innovazione interreg String e FoodChains4EU, punti informativi e di assaggio di prodotti innovativi e momenti di spettacolo nell’ Arena di FICO Eataly word dove si è svolto l’evento Future Food Show.

Il talk show

Talk Show “Che spettacolo l’Agroalimentare” con gli Assessori Simona Caselli e Palma Costi, il sondaggio Come immagini il cibo del futuro con la regia di Daniele De Leo, agronomo divulgatore, e l’accompagnamento dei giovani musicisti dell’ “Ensamble di Trombe” della Fondazione Scuola di Musica di Mirandola.