Il Salone del Restauro guarda al 2020


Bilancio positivo per Restauro a Ferrara. La sfida? Renderlo appetibile ai non addetti ai lavori   

di Camilla Ghedini

Ben 160 espositori provenienti da Italia, Europa, Stati Uniti. Una delegazione di 60 esperti da 19 diversi Paesi. Un’alleanza, la prima, con REMTECH Expo. Con 10mila presente stimate – i numeri sono ancora in fase di elaborazione, dunque non ufficiali – la 26esima edizione del Salone Internazionale del Restauro dei Musei e delle imprese culturali (Marchio, Bologna Fiere) , inaugurata da Dario Franceschini, titolare del Mibac, e tenutasi al Ferrara Fiere Congressi lo scorso 18-20 settembre, ha chiuso i battenti col segno ‘più’. «Di enorme successo di pubblico» parla il project manager Omar Marcacci, secondo cui nel 2019 è stato fatto «un salto qualitativo sa vantaggio di operatori e visitatori». Complice anche la compresenza di un’altra importante e consolidata manifestazione, REMTECH,  che ha dato vita a una convivenza che è volutamente andata oltre la suddivisione degli spazi e pur nel rispetto della reciproca autonomia ha fatto sintesi nella realizzazione di convegni a doppio mittente sui temi del rischio sismico e della tutela ambientale. Temi che hanno visto la centralità dell’Emilia Romagna, che colpita dal terremoto del 2012, attraverso il Salone si è in questi anni di fatto raccontata. «Non è mai mancato il focus sul sisma – conferma Marcacci – , secondo un’evoluzione naturale che ha visto susseguirsi gli interventi da effettuare tanto sull’edilizia ecclesiastica che civile; la presentazione di veri e propri progetti di recupero; l’illustrazione delle azioni messe in campo e dei risultati raggiunti». Nello specifico, nell’ultima edizione sono stati presentati 3 significativi studi di ripristino: Chiesa di San Pietro di Fossa (Concordia); cimiteri, in particolare quello di Sant’Agostino (Ferrara); edifici storici e pubblici, come lo stabilimento scolastico di Ravarino di Modena. 

Restauro: L’Emilia-Romagna presente con il focus sul sisma. Presentati progetti di recupero ecclesiastico e civile

In linea con una vocazione regionale fatta di piccole e medie imprese a tradizione famigliare, grande spazio ha avuto il mondo artigianale, con le associazioni di categoria di riferimento. Senza trascurare start up e aziende giovani, che hanno portato la loro esperienza nel campo, ad esempio, delle app e della realtà aumentata. Come spiega Marcacci il tentativo è quello di allargare lo sguardo rispetto al concetto di restauro, da non intendersi solo come riqualificazione di immobili, ma di quartieri, di borghi, di altri segmenti produttivi – auto come libri – tutti conciliabili con politiche economiche e ambientali che prediligono il green e il risparmio energetico. Tanto più considerando che l’edilizia, nella sua accezione ordinaria di costruzione, nel Paese è pressoché crollata. Ma questo non significa che non si possa esportare all’estero l’esperienza italiana. Anzi. Con l’obiettivo di promuovere il restauro come eccellenza Mady in Italy è stato presentato il primo accordo stipulato tra Mise, Assorestauro e Agenzia Icee – Agenzia per la promozione all’estero delle imprese italiane. «Dopo il food, il design, la moda, possiamo distinguerci anche in questo ambito».

Se in Italia l’edilizia è ‘ferma’, l’obiettivo è fare conoscere il restauro Made in Italy nel mondo

Di qui una campagna di comunicazione tesa a portare, grazie alla delegazione dei 60 esperti – tra professionisti, accademici, rappresentanti delle istituzioni – , il Salone fuori dai confini del Belpaese La sfida è fare comprendere che  ‘beni culturali’ sono i contesti in cui tutti viviamo, dalle chiese ai quartieri ai musei. Musei che necessitano di illuminazioni adeguate, salvaguardia delle opere d’arte, sistemi d’allarme. Ecco che il Salone è sintesi di un concetto che, supportato dalla tecnologia,  contempla ingegneria e arte, futuro e passato, impresa e cultura. Un aspetto, quest’ultimo, di fondamentale importanza in virtù dello spazio che sta conquistando la cosiddetta industria creativa, che concepisce idee invece che prodotti. Per il futuro prossimo «l’ambizione – conferma Marcacci – è allargare la platea di riferimento: non solo geologi, architetti, ingegneri, esperti. Ma appassionati» che hanno a cuore la bellezza e la sostenibilità ambientale.

Moltissimi i partner pubblici e privati del Salone. Per citarne alcuni: Mibac Regione Emilia Romagna, Cna Emilia Romagna, Unife, SMA (Sistema museale di Ateneo dell’Università di Bologna), ICOM Italia, Mad’in Europa, Museo Hermitage di SAn Pietroburgo. Elenco dettagliato su https://www.salonedelrestauro.com/new/it/la-manifestazione/

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