Le nostre aziende guardano agli States

e le nostre aziende “sveglie” ottengono incentivi americani per fare investimenti

charles Bernardini

di Charles Bernardini, Nixon Peabody LLP, Chicago

Nei giorni scorsi, “Il Resto del Carlino” riferiva che: “nel 2018 il volume di investimenti italiani in USA ha per la prima volta doppiato quelli americani in Italia”.

Statistica che non sorprende chi lavora da questa parte dell’Atlantico, osservando le aziende italiane che – magari dopo aver avuto successo in questo mercato esportando dall’Italia – stanno pianificando  il passo successivo, che consiste nell’assemblare o produrre direttamente in USA. Questo sia per risparmiare su dazi e costi di distributori terzi, sia per avvicinarsi al cliente-consumatore americano e per poter offrire un servizio a 360° gradi in tempo reale a questo mercato di 320 milioni di persone per le quali il “made in Italy” gode di una reputazione assai favorevole.

Il sistema federale americano incentiva gli investimenti

Facilitare questi investimenti (oltre all’aiuto di enti italiani come Simest) è la peculiarità del sistema Federale Americano, che permette a enti governativi locali (Stati, Contee, Comuni) sia di decidere autonomamente le imposte, che per offrire incentivi/riduzioni di tali imposte per attirare investimenti e posti di lavoro. In linea di massima, si può pensare di trattare e ricevere una percentuale che va dal 10 al 20% dell’investimento in incentivi economici, presentando correttamente la richiesta.

Infatti, il 50% degli investimenti industriali in USA usufruiscono di incentivi economici locali.

I mezzi di intervento possono essere di vario tipo, con netta preferenza per gli strumenti di natura fiscale, tra cui, per citarne alcuni: crediti d’imposta (con aliquote variabili da Stato a Stato) nei confronti dei franchise corporate tax per gli investimenti d’impresa, sensibili riduzioni di imposte sugli immobili e sulle vendite, esoneri fiscali sull’acqui-sto di materiali, sovvenzioni (contributi a fondo perduto), prestiti assicurati a garanzia sui prestiti a beneficio di progetti di sviluppo.

Tipi di incentivi

I criteri per ottenere incentivi sono: creare nuovi posti di lavoro; mantenere posti esistenti; investire anche per un minimo livello in immobili, macchinari o ristrutturazione. Le categorie di incentivi includono crediti d’imposta, contributi a fondo perduto, prestiti diretti a tasso basso, garanzie governative su prestiti privati, titoli obbligazionari per finanziare costruzioni, infrastrutture, esoneri fiscali o riduzioni di imposte sulle vendite, sull’energia, sugli immobili.

Esempio di nostre aziende: una Emiliana

Una Pmi, produttrice di componenti meccanici, ha acquistato un terreno in un parco industriale di un Comune alla periferia di Chicago, ha costruito un magazzino per assemblare prodotti e offrire servizi in USA, si è impegnata ad assumere 10 dipendenti entro 3 anni e spendere $ 3 milioni USD nell’investimento totale. Ha ricevuto incentivi pari a $ 600.000 (20%) in riduzione di imposte immobiliari per 10 anni (spesso rinnovabili), immobili a prezzo scontato dal Comune, rimborso spese di formazione per nuovi operai.

Esempio di nostre aziende: una Romagnola

Sempre una Pmi, ha acquisto un azienda esistente nella parte centrale degli USA. Ha promesso al Comune di mantenere i 20 posti di lavoro esistenti, di assumere altri 10 addetti in 2 anni, e investire totale di $ 5 milioni USD in macchinari, rinnovo dello stabilimento, apparecchio anti-inquinamento. Ha ricevuto $ 750.000 (15% dell’investimento) a rimborso di spese formazione, soldi a fondo perduto per apparecchi anti-inquinamento, riduzione di tasse immobiliari per 10 anni, periodo questo rinnovabile.

Quale strategia seguire

Purtroppo molte aziende italiane non conoscono queste possibilità, e scelgono la locazione prima di chiedere l’incentivo, perdendo potere nella trattativa. Bisogna lasciare nei burocrati americani degli enti governativi il dubbio relativo alla decisione finale dove si vuole investire, in modo da poter trattare e ottenere risultati più favorevoli per l’azienda italiana.

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