SACMI Imola fa 100 anni

evento Sacmi

Fondata nel 1919 da nove meccanici e fabbri, Sacmi Imola è oggi alla testa di un Gruppo internazionale da 4.500 dipendenti e 1,4 miliardi di fatturato

di Thomas Foschini

Il 2 dicembre 1919 nove meccanici e fabbri imolesi disoccupati costituivano la Società Anonima Cooperativa Meccanici Imola. Cent’anni dopo, SACMI è alla testa di un Gruppo internazionale che muove oltre 1,4 miliardi di euro di vendite, con attività leader nei settori della ceramica e del packaging.


I 9 fondatori di SACMI: Luigi Santandrea, Filiberto Gamberini, Tiepolo Castaldi, Paolo Nonni, Giovanni Bartoli, Guido Selvatici, Vincenzo Franceschelli, Aldo Galassi ed Armando Panari

Un traguardo celebrato in occasione di uno speciale evento, “Ri-conoscere il cambiamento”, ultimo di una serie di incontri di formazione sulle tematiche della digitalizzazione dei processi e dei servizi al tempo di Industria 4.0. “Abbiamo scelto di accompagnare le celebrazioni del nostro primo centenario di attività con questa serie di incontri ad altissimo livello – sottolinea il presidente di SACMI, Paolo Mongardicon l’obiettivo di condividere con le maestranze e con il territorio alcune delle direttrici di sviluppo che stanno profondamente cambiando sia il modo di concepire l’attività produttiva sia, più in generale, la nostra società e le nostre vite”.

Ripartire dai valori, da una cultura capace di mettere l’uomo al centro dell’agire aziendale. Questa, spiega il numero uno di SACMI, la principale sfida in atto. “Tali valori – spiega il presidente, Paolo Mongardi – sono scolpiti nel DNA di SACMI e sono parte integrante della cultura cooperativa che, in questo secolo, ha contribuito in modo determinante alla creazione di valore e benessere condivisi sul nostro territorio”.

1952: pressa crown caps: incollatrice di sugheri. La prima soluzione completa per la produzione di tappi a corona (particolare della stagnolatrice-incollatrice automatica)

Sacmi Imola e il mondo digitale

Ed è proprio quando la digitalizzazione dei processi e dei servizi entra in modo prepotente nella fabbrica, con macchine tra loro interconnesse e processi produttivi sempre più leggeri e just in time, che si aprono nuove prospettive per la nostra manifattura. Per dimostrarlo, SACMI ha invitato agli incontri alcuni tra i principali player italiani e internazionali che hanno saputo, prima e meglio di altri, implementare nella fabbrica una nuova cultura (produttiva, organizzativa, commerciale) in linea con i trend internazionali dell’innovazione 4.0.

Tra i protagonisti dell’evento conclusivo, Andrea Pontremoli, per trent’anni uomo chiave di IBM e oggi alla guida di Dallara Group. Innovazione, investimento sul valore delle persone e sulle competenze, sono le chiavi di volta per intercettare e guidare il cambiamento, ha spiegato Pontremoli. A maggior ragione per il sistema-Italia, debole sul piano demografico – mentre India e Cina da sole sfornano 100mila nuovi ingegneri l’anno – in relativo ritardo sulla diffusione delle tecnologie digitali. “Ma ci sarà sempre spazio nel mondo per lo stile di vita e il prodotto italiano”.

La storia di SACMI Imola protagonista delle rivoluzioni industriali

Del resto, l’intera storia del Gruppo SACMI è stata costellata da cambiamenti radicali che hanno gettato le basi della seconda, della terza ed infine della quarta rivoluzione industriale. “Aver saputo cogliere con lungimiranza questi passaggi storici – ricorda ancora il presidente, Paolo Mongardi – è stato il segreto del successo di SACMI, la ragione per la quale ci troviamo oggi a celebrarne il centenario, con la fiducia e la determinazione di saper proiettare questa logica nel futuro, cogliendone opportunità e sfide”.

Prime presse per ceramica (anni Cinquanta)

Tra queste, la sostenibilità, un tema enorme e di attualità in particolare nel mondo packaging, mentre oltre 300 tecnici nella sola Imola – e più di 500 in tutto il mondo – lavorano ogni giorno alla progettazione di processi e prodotti a basso impatto ambientale. “La fabbrica muove i primi passi sulle semplici lavorazioni meccaniche – ricorda Mongardi – ma già dagli anni Trenta ci si rese conto della necessità di un cambiamento, producendo le prime macchine complete a proprio marchio”. Una nuova rivoluzione dopo la seconda guerra mondiale, quando SACMI inizia a costruire le prime presse per ceramica e macchine per tappi, arrivando ben presto a produrre impianti completi ed impostando i primi programmi strutturati di internazionalizzazione.

Salto nel tempo fino al 2012. IPS dettaglio macchina cavity moulds

Il resto è storia di oggi: “Già negli anni Ottanta SACMI concepiva la propria impiantistica come un insieme di macchine in grado di dialogare tra loro, un concetto straordinariamente anticipatorio di quella che sarebbe stata la logica internet of things”. Stessa lungimiranza sulla formazione e sul capitale umano: negli anni Cinquanta SACMI assumeva il primo ingegnere – Aldo Villa – mentre oggi, sugli oltre 1.100 dipendenti della casa madre, oltre 200 sono laureati in ingegneria, con una sempre maggiore richiesta di specialisti nel mondo dell’informatica, dell’automazione, e della robotica e una straordinaria crescita occupazionale che, nel solo comprensorio imolese, sfiora le 500 unità negli ultimi cinque anni.

Storia ed evoluzione SACMI in video

2016 lancio progetto capsule Single Serve CCM, continuous compression moulding

SACMI Imola e l’innovazione

Non è corretto affermare che l’automazione sostituirà l’uomo – avverte il presidente, Paolo Mongardi – quello che succederà, e in SACMI è già realtà, è una qualificazione del lavoro nella fabbrica, che sarà governata da una control room da parte di personale altamente formato. A marzo scorso abbiamo inaugurato il nostro SACMI Innovation Lab, una struttura interamente dedicata alla diffusione delle tecnologie abilitanti in azienda e nel sistema delle pmi regionali. Nell’ambito di questo progetto, co-finanziato dal Programma operativo regionale FESR, assumeremo nuovo personale laureato e ci candidiamo a diventare un nuovo hub dell’innovazione regionale, nell’ambito della Rete dell’Alta tecnologia dell’Emilia-Romagna”.

2014, la tecnologia va avanti SACMI Continua+, riferimento mondiale nella produzione di grandi lastre ceramiche decorate

Formazione, innovazione, territorio. È proprio quest’ultimo pilastro che occorre rafforzare per guardare con fiducia al futuro. A ricordarlo, non solo dipendenti di SACMI ma anche cittadini e istituzioni, un protagonista della finanza e dell’impresa globale come Alberto Giacomo Forchielli, uomo con profonde radici tra Bologna e Imola. “La buona notizia – ha spiegato Forchielli, con la consueta lucidità e ironia – è che continuiamo a essere uomini del territorio. Quella cattiva è che ci dobbiamo attrezzare per andare a cogliere l’innovazione laddove è presente, neppure l’impresa migliore e più strutturata può illudersi oggi di trovare l’innovazione sotto casa”.

Sacmi Imola fa 100 anni: partnership con il MIT di Boston

Già, ed è per questa ragione che tra le novità nell’anno del centenario di SACMI c’è la partnership con il MIT di Boston – la più importante realtà globale della ricerca applicata all’industria – e l’entrata a far parte di una rete di quasi 2.000 start up che stanno disegnando il futuro in tutti gli ambiti strategici di interesse per l’azienda. Altri rapporti strategici quelli con le Università, a partire dall’ateneo di Bologna, con il quale SACMI guida il consorzio Bi-rex, primo competence center nazionale 4.0. “Ma la cosa più importante – conclude il presidente, Paolo Mongardi – è quella di tenere ben saldi i nostri valori. È grazie a questi se abbiamo tagliato il traguardo dei nostri primi 100 anni di storia e da qui occorre ripartire con la stessa determinazione e coraggio dei nostri fondatori, con l’obiettivo di restituire un’azienda ed una società migliori alle prossime generazioni”.

Assemblea soci SACMI 2019
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