Appennino Food Truffles, il tartufo fiuta il business

Da una passione per il tartufo è nata una azienda importante a Valsamoggia. Il prezioso fungo ipogeo è il motore di una attività dove Luigi Dattilo con il fratello Angelo guarda sempre avanti. Prossimo passo la certificazione d’origine

di Tommaso Costa

Può la passione per un territorio, gli animali e la natura trasformarsi nel lavoro della vita? La risposta naturalmente è sì, ed è quello che è accaduto a Luigi Dattilo, bolognese di nascita, ma adottato dalla provincia. Grazie al suo entusiasmo e determinazione ha costruito e sviluppato assieme a suo fratello uno dei business più importanti della Valsamoggia, quello per il tartufo, facendo crescere anche il territorio che ogni anno ne produce in quantità.

Tartufo bianco pregiato, tartufo bianchetto, tartufo nero pregiato, tartufo nero uncinato e tartufo estivo. Sono tutti nomi diversi, ma che rimandano a una stessa specie, il fungo ipogeo che sui colli bolognesi, e nella zona di Savigno in particolare, cresce in quantità e qualità. Luigi Dattilo questo cosa la sapeva fin da ragazzino quando, assieme al suo cane, andava per boschi e ne raccoglieva tanto e profumatissimo. Ha voluto fare di questa passione un lavoro e nel 1994, assieme al fratello, apre proprio a Savigno la “Appennino Food Truffles” per la selezione e distribuzione di funghi e tartufi. L’azienda cresce molto velocemente, la richiesta aumenta e nel giro di pochi anni diventa uno dei punti di riferimento internazionali per tutto il settore.

sede appennino food truffles

Tonnellate di tartufo tra consumo interno ed export

Oggi Luigi ed Angelo lavorano oltre sette tonnellate di tartufo ogni anno (fresco e trasformato), esportano in tutto il mondo e danno lavoro a 40 persone. “Nel abbiamo fatto un +16% di fatturato e continuiamo a crescere costantemente” dice soddisfatto Luigi, “il tartufo dell’Appennino bolognese è tra i più buoni in assoluto, diverso da tutti gli altri per colore, consistenza e profumo”. Per rimanere al passo con i tempi, l’azienda ha inventato anche una App davvero innovativa: scaricandola e accedendovi si può vedere in tempo reale i tartufi appena raccolti, leggere una breve descrizione, il peso e il prezzo. Se si è interessati si “clicca” e lo si acquista. Nel giro di 24/48 ore il prodotto è sul tavolo della cucina (magari in Asia o in Australia) pronto per essere utilizzato.

igles corelli e fratelli dattilo con tartufo enorme
Lo chef Igles Corelli tra i fratelli Dattilo con un tartufo bianco enorme di ben 1483 grammi

“Questa app viene utilizzata soprattutto dagli chef stranieri – che apprezzano moltissimo il nostro prodotto: si può vedere ogni giorno la raccolta reale del tartufo, acquistare e consumare nel giro di poche ore”.

luigi dattilo annusa

Appennino Food: i progetti per il 2020

Angelo e Luigi Dattilo

Luigi Dattilo è una fucina di idee e non si ferma di certo qui: “Per il 2020 abbiamo un progetto molto ambizioso, quello di certificare l’origine dei tartufi (non del territorio), ma con quale pianta si sviluppa, possibilmente il luogo in cui si è sviluppato e anche il nome della persona, e del cane, che lo ha ritrovato. Vogliamo far sì che chi decide di acquistare e mangiare un tartufo sia in grado di conoscerne tutta la storia”. Insomma, una vera propria “carta di identità” con tanto di fotografia che rende ancora più legato al territorio di origine, in questo caso l’Appennino Emiliano, uno dei prodotti più ricercati e costosi al mondo.

Luigi Dattilo spiega come intende sviluppare il progetto certificazione VIDEO 

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