Macfrut innovazione è la chiave del futuro

inaugurazione Macfrut


A Rimini Fiera dall’8 all’10 maggio la 36esima edizione di Macfrut innovazione agricola al centro della kermesse internazionale dell’ortofrutta. Nell’edizione in un corso un centinaio gli eventi tra convegni, workshop e meeting per un programma ricchissimo. Delegazioni da tutto il mondo

Si respira un clima di entusiasmo e di positiva attività nei padiglioni di Rimini Fiera dove è stata inaugurata la 36 esima edizione di Macfrut, la vetrina della filiera ortofrutticola italiana nel mondo, che sta vivendo una crescita imponente nel numero di espositori, buyer ed eventi.

Macfrut innovazione: i numeri

Con oltre 1100 espositori (un quarto dall’estero) da Italia e altri 50 Paesi e 1500 buyers, Macfrut è “la fiera” italiana della filiera ortofrutticola, settore trainante dell’agroalimentare nazionale, specie in Emilia-Romagna dove si produce il 12% dell’ortofrutta nazionale, nei suoi vari aspetti, dalla produzione alle sementi, dalle macchine al packaging.

La produzione di ortofrutta italiana del 2018 è stata di 23 milioni 841 mila tonnellate, con un volume pressoché stazionario rispetto all’anno precedente (-0,2%). L’Italia rimane leader nella produzione ortofrutticola a livello europeo. L’ortofrutta è la prima voce dell’export agroalimentare con 8,4 miliardi di euro di valore all’anno, più del settore del vino.

A tagliare il nastro la vice ministra degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale Emanuela Del Re che ha espresso parole di elogio per la Macfrut, manifestazione partita con il pieno di visitatori sin dalle prime ore del mattino.

“Promuovere l’innovazione tecnologica, come Macfrut fa, costruendo ponti tra imprenditori italiani e stranieri, significa non solo incrementare gli scambi commerciali e il Prodotto interno lordo, ma avere a cuore il destino del nostro pianeta” ha detto Emanuela Del Re aggiungendo che “innovazione agricola vuol dire combattere fame e malnutrizione infantile, produrre in maniera sostenibile riducendo gli effetti dei cambiamenti climatici sull’agroindustria, creare opportunità di lavoro e sviluppo anche nelle comunità più svantaggiate”.

L’Africa è non a caso protagonista a Macfrut con l’area Sub-Sahariana Country partner del 36esima edizione che pone al centro di tutto lo sviluppo ortofrutticolo dei paesi africani.

Del Re ha ricordato come il Pil continentale africano sia destinato a crescere del 4 per cento nei prossimi cinque anni. Una crescita che potrebbe non bastare per dare un’occupazione a tutti i giovani africani, 30 milioni ogni anno, che si affacciano al mondo del lavoro: “La banca mondiale ha stimato che il settore agricolo potrebbe valere 1000 miliardi di dollari entro il 2030. Ma se aumenteremo le capacità produttive del continente senza garantire l’accesso ai mercati di sbocco, i nostri sforzi non saranno serviti a nulla. Per questo è importante una fiera come Macfrut, orientata a dare risposte. Così l’Africa potrà mostrare al mondo che un nuovo modello di sviluppo è possibile, uno sviluppo condiviso. L’Italia, come l’Europa, è chiamata a cogliere queste opportunità”.

Al fianco della vice ministro per il taglio del nastro i sindaci di Rimini e Cesena, Andrea Gnassi e Paolo Lucchi, a ribadire l’importanza del trasloco della fiera cesenate in riviera nei padiglioni riminesi.  Cinque anni fa era una scommessa, poi è diventata una sfida, oggi siamo leader a livello internazionale”, ha commentato Gnassi aggiungendo “D’altronde è la strada che bisogna percorrere per essere concorrenziali e stare al passo coi tempi”. L’agricoltura deve diventare “filo rosso e trasversale, in filiera con altri comparti industriali”. E infatti, “ Visit Romagna sta investendo risorse importanti su progetti come Osteria Romagna che si propongono di fare del nostro cibo e dei nostri prodotti gli ambasciatori e i testimonial di un territorio che ha spiccate eccellenze mondiali”. Lo stesso con Al Meni e con Rimini Street Food. Paolo Lucchi, sindaco di Cesena, ha ricordato come l’Emilia-Romagna sia passata dall’essere una delle terre più povere d’Italia a vero punto di riferimento economico e sociale, con una delle aspettative di vita tra le più alte del pianeta: “Uno sviluppo straordinario che è passato anche per l’agricoltura. Agricoltura che grazie al Macfrut si apre al mondo, dischiudendosi all’innovazione e ai nuovi mercati”.

Lungimiranza, visione, impegno, entusiasmo e passione per il settore in cui ha passato una vita e di cui è un esperto assoluto sono riconosciute al presidente di Cesena Fiera Renzo Piraccini che ha sottolineato come “Nelle ultime edizioni abbiamo raddoppiato il numero degli espositori, i visitatori e il fatturato ricompattando l’intero settore ortofrutticolo intorno a questa fiera”.

Renzo Piraccini sintetizza le novità 2019 di Macfrut

Piraccini ha salutato i numerosi paesi dell’Africa, Country Partner partner della rassegna, così come la Regione Piemonte partner di questa edizione, ringraziando anche Ice Agenzia per il continuo supporto nel percorso di internazionalizzazione. Proprio il direttore dell’Ice, Roberto Luongo, ha ricordato come “l’Italia si possa e debba presentare come integratore verticale di diverse tecnologie, invitando tutti gli operatori del settore ad affidarsi all’agenzia per l’apertura ai mercati esteri”.

Simona Caselli

Infine l’assessore regionale all’Agricoltura, Simona Caselli ha ribadito l’importanza della fiera inaugurata oggi per le politiche della Regione: “Macfrut, per noi, rappresenta una fiera importantissima. Se non si fosse deciso lo spostamento a Rimini oggi non saremmo a festeggiare questi numeri straordinari. Numeri che ci dicono che il settore si è ritrovato intorno a una fiera che si apre come vetrina sul mondo, presupposto fondamentale per incidere a livello internazionale in maniera adeguata”.

Una fiera che dall’Emilia-Romagna sia apre al mondo: “Dedicarsi all’Africa ha un significato profondissimo, ma viene dopo un lungo lavoro fatto da Macfrut con i paesi dell’America Latina e dell’Asia, un vero lavoro globale. Sull’agroalimentare in Emilia-Romagna, lungo la via Emilia, abbiamo Macfrut per l’ortofrutta, il Sana che è la seconda fiera europea del biologico e il Cibus per le produzioni di alta qualità. Ma oltre a far lavorare assieme il sistema fieristico servono delle fiere di filiera: ce n’era necessità e su questo abbiamo puntato”.

Dalla fiera inaugurata a Rimini possono arrivare sollecitazioni importanti per il livello comunitario: “Bisogna insistere perché l’Europa sia il punto di riferimento per i grandi dossier internazionali – ha sottolineato l’assessora Caselli – non è più accettabile che per esportare in un Paese ogni nazione europea debba aprire un suo dossier. Su questo serve uno sforzo corale. Quella di Macfrut è una grandissima occasione per ritrovare uno spirito di corpo di fronte alle sfide di tutti i giorni, lavorando uniti”.

A nome dei diversi paesi africani presenti a Macfrut è intervenuto Thsibangu Kalala, ministro dell’Agricoltura della Repubblica Democratica del Congo. Un paese ricco di risorse, foreste, minerali e terra fertile, che oggi investe molto sul cobalto, tanto da produrne il 60 per cento del totale mondiale: “Ma il nostro futuro non passa per il cobalto. Per creare lavoro investiremo sull’agricoltura e per questo sono qui, per invitare gli operatori a sfruttare le opportunità di investimento che il nostro paese offre, con benefici per entrambi”. Il ministro ha ricordato poi come l’Unione africana abbia deciso di portare al 10 per cento la quota di spese dei diversi paesi del continente destinate all’agricoltura, segno della centralità del settore primario negli anni a venire.

Macfrut innovazione: L’area dinamica di AcquaCampus

Un’intera area dimostrativa dedicata alle tecnologie applicate al campo dell’irrigazione è presente in fiera (padiglione D7) grazie all’accordo di partnership triennale 2019-2021 tra Macfrut e il CER (Canale Emiliano Romagnolo), ente promotore del brand AcquaCampus che da cinque anni si dedica all’attività di ricerca di nuove tecniche irrigue, nei campi sperimentali di Budrio (Bologna), di formazione, di divulgazione e di assistenza alle imprese.

Ad oggi in Emilia-Romagna 13mila aziende agricole si affidano a sistemi irrigui implementati dal CER, mentre a livello nazionale il numero sale a circa 20mila realtà. “Il valore di un’irrigazione controllata e affidabile è molto elevato in termini di risparmio idrico e ha importanti ripercussioni a livello ambientale ed economico per l’azienda stessa – ha detto Roberto Genovesi, responsabile della divulgazione e dell’assistenza tecnica sul territorio del CER – Un esempio su tutti è dato dal valore aggiunto ottenuto nel 2017, anno caratterizzato da periodi di forte siccità, proprio grazie all’implementazione di tali sistemi che ha quasi raggiunto i 900 milioni di euro limitatamente al solo comparto frutticolo”.

“Non solo – aggiunge Genovesi – l’attività dei nostri partner di sviluppo di sensori cloud per il monitoraggio della salute delle piante in campo ci ha permesso di implementare insieme ad Anbi, Associazione Nazionale Bonifiche Irrigazioni Miglioramenti Fondiari, la piattaforma IRRIFRAME per la gestione efficiente di un’irrigazione di precisione integrata. Il sistema infatti sintetizza in un unico ‘consiglio irriguo’, direttamente trasmesso al sistema e gestibile da remoto, i dati rilevati dai sensori in campo relativi alla misurazione dell’umidità del terreno, al monitoraggio dell’accrescimento dei frutti, al controllo del meteo e a tante altre variabili”.

Durante la tre giorni riminese sono in programma diversi incontri e conferenze organizzate dal CER, il programma è disponibile nella sezione dedicata del sito di Macfrut. Lo stand con gli impianti dimostrativi di tre colture di eccellenza (asparago, radicchio rosso e rucola) si trova al padiglione D7 adiacente al campo sperimentale mentre lo stand allestito con ANBI è al padiglione B5. Il programma completo lo puoi trovare qui: http://www.macfrut.com/meeting_conventions